Regeni, la legale denuncia ingiustizie del governo Meloni: genitori parlano di tradimento degli esecutivi

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Regeni, la legale denuncia ingiustizie del governo Meloni: genitori parlano di tradimento degli esecutivi

La proroga del Memorandum d’intesa tra il ministero della Difesa italiano e l’Egitto riaccende le polemiche nel dibattito pubblico, soprattutto alla luce del caso legato a Giulio Regeni. Nel quadro di una crescente normalizzazione nei rapporti tra Roma e il Cairo, emergono criticità su diritti, responsabilità e coerenza politica, mentre resta attesa entro l’autunno la sentenza del processo per il sequestro, le torture e l’omicidio del ricercatore, avvenuti dieci anni fa.

memorandum d’intesa difesa italia-egitto: proroga e motivazioni ufficiali

Il prolungamento della cooperazione viene comunicato con una formula sintetica: il documento viene prorogato fino alla conclusione di un nuovo Accordo tra le parti, sulla cooperazione nei medesimi settori della difesa. Nella nota di Palazzo Chigi si sostiene che il rinnovo della collaborazione rappresenti una leva decisiva per valorizzare pienamente potenzialità già definite come solide sul piano politico e militare.

Nel racconto istituzionale, la proroga si inserisce in un percorso più ampio di relazioni con l’Egitto che include anche altre iniziative di cooperazione: a fine gennaio è stata richiamata la collaborazione con l’Accademia di polizia del Cairo, nel contesto della seconda fase di Itepa2, indicata come progetto per la formazione delle forze di sicurezza di 22 Paesi africani. Pochi giorni prima viene menzionato anche un vertice al Viminale, tra il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e l’omologo egiziano Mahmoud Tawfik, descritto come dialogo strategico fondato su stabilità, sicurezza e responsabilità nel Mediterraneo.

reazioni e critiche: “nessun imbarazzo” e richiesta di coerenza

Le contestazioni si concentrano sul rapporto tra la scelta di proseguire la cooperazione e il contesto politico e giudiziario che circonda il caso Regeni. Alessandra Ballerini, avvocata della famiglia Regeni, collega il tema della proroga a una percezione di ingiustizia e di mancata coerenza. Le parole attribuitele individuano nell’atteggiamento del governo un passo ulteriore di normalizzazione, ritenuto incompatibile con i fatti emersi e con l’attesa della verità processuale.

giulio regenI: processo in corso, imputati e attesa della sentenza

Al centro del dibattito resta il procedimento giudiziario relativo al sequestro, alle torture e all’omicidio di Giulio Regeni, dopo dieci anni dall’uccisione del giovane ricercatore. La fonte indica come imputati quattro 007 dell’agenzia di sicurezza egiziana: Usham Helmi, il generale Sabir Tariq e i colonnelli Athar Kamel Mohamed Ibrahim e Magdi Ibrahim Abdelal Sharif. È specificato che il reato contestato riguarda il sequestro di persona pluriaggravato; per il solo maggiore Sharif risulta anche contestato il concorso in lesioni personali aggravate e in omicidio aggravato.

Nel racconto fornito, è sottolineato come, grazie al lavoro della procura di Roma e alla tenacia della famiglia, sia chiaro da tempo chi avrebbe eseguito e dove si trovino i mandanti. In Italia, però, l’esecutivo continua nel percorso di legami con il Cairo. In parallelo, viene richiamata la cornice generale della separazione dei poteri: viene ricordato che la Corte costituzionale ha ribadito l’inviolabilità del diritto alla verità, collegata alla dignità della persona e del Paese.

conferenza al senato e iniziative per la libertà di ricerca

Durante una conferenza in Senato, Ballerini richiama il fatto che in Italia opera una tutela dei diritti che l’Egitto non garantirebbe. Nel quadro di un contesto descritto come segnato da violazioni sistematiche, sparizioni forzate e torture, viene ribadita una critica netta: l’Egitto viene indicato come “non paese sicuro” e vengono riportate, nel linguaggio della fonte, le conseguenze esistenti ogni giorno.

Alla conferenza partecipano anche i genitori di Giulio. L’evento si collega a un’iniziativa promossa dalla senatrice a vita Elena Cattaneo, “Università per Giulio Regeni”, con il coinvolgimento di 76 atenei italiani uniti per la libertà di ricerca.

montecitorio: proiezione del documentario “giulio regenI – tutto il male del mondo”

Nell’Aula dei gruppi parlamentari di Montecitorio, poco prima, viene proiettato il documentario “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”. La fonte indica produzione di Fandango e Ganesh, regia di Simone Manetti e sceneggiatura scritta con Emanuele Cava e Matteo Billi.

La proiezione vede una partecipazione politica circoscritta ma significativa: tra i presenti vengono citati i dem Gianni Cuperlo e Andrea Giorgis, i deputati M5s Riccardo Ricciardi e Gilda Sportiello, e il senatore Avs Peppe De Cristofaro. A Palazzo Madama vengono indicati anche l’ex ministro Marco Minniti, Piero Fassino e Lia Quartapelle (Pd), Ilaria Cucchi e l’ex premier Mario Monti, oltre a pochi altri.

ricordi dei genitori e richieste di verità e giustizia

Paola Deffendi, madre di Giulio, ripercorre il 30 marzo 2016 come primo evento in cui i presenti avrebbero dichiarato al mondo che l’Egitto non coincide con l’immagine delle relazioni bilaterali o delle locandine turistiche, ma con quanto visibile nel documentario. Claudio, padre di Giulio, ribadisce l’esistenza di una battaglia durata dieci anni, ancora senza conclusione, per ottenere verità e giustizia.

Nel linguaggio riportato, viene richiamato anche il tema delle promesse non mantenute: si parla di un rinvio dell’ambasciatore nel 2017 durante il governo Gentiloni e di vendite di navi da guerra all’Egitto in contrasto con la legge 185/90 nel corso del governo Conte 2. Le parole attribuite a Paola Deffendi evidenziano che, in dieci anni, si sono succeduti sei governi e che la normalizzazione sarebbe avvenuta con sfumature differenti fin dall’inizio.

controversia sulla normalizzazione: armi, sistemi di spionaggio e impunità

Con l’ultimo governo citato, quello Meloni, la fonte riconduce la nuova fase di rapporti politici e commerciali a un punto ritenuto critico. Deffendi attacca la normalizzazione collegandola a coerenza e incoerenza e affermando che la dignità non sarebbe garantita.

Viene inoltre ricordato che la Presidenza del Consiglio dei Ministri si sarebbe costituita parte civile nel procedimento. Da tale passaggio discende la tesi esposta: lo Stato italiano risulterebbe danneggiato dal sequestro, dalle torture e dall’uccisione di Giulio. La fonte riporta quindi una richiesta di coerenza: se l’Egitto non collaborasse, sarebbe incoerente, secondo quanto sostenuto, procedere con esportazioni di armi e anche con sistemi di spionaggio.

Alessandra Ballerini sostiene che Giulio sarebbe stato potenzialmente spiato con sistemi venduti e chiede che la verità processuale possa diventare elemento che renda più difficile torturare una persona restando dentro l’impunità assoluta.

attese politiche dalle opposizioni: fine del processo e pressione per l’estradizione

Dal versante dell’opposizione, l’attenzione si concentra sull’esito del processo e sulla capacità del Paese di reagire. Peppe De Cristofaro afferma che, qualora il procedimento si chiudesse in un certo modo, l’Italia non potrebbe ignorare quanto accaduto e dovrebbe immaginare una pressione politica forte per l’estradizione di eventuali colpevoli.

Gianni Cuperlo, tra i parlamentari indicati come presenti alle udienze del processo, annuncia la necessità di una mobilitazione nel percorso parlamentare di conversione e ratifica del Memorandum, senza limitarla alla sola dimensione procedurale. Nella posizione attribuita, i diritti umani non dovrebbero essere sacrificati sull’altare del realismo politico. La fonte cita un insieme di interessi geopolitici, strategici, economici ed energetici, includendo il riferimento agli interessi dell’Eni nel bacino del Mediterraneo. L’obiettivo dichiarato è evitare che la battaglia sui principi venga relegata entro cornici cerimoniali, sostenendo che la politica non dovrebbe seguire un percorso definito dal più cinico realismo, perché il prezzo, secondo le parole riportate, sarebbe la dignità del Paese.

personaggi citati durante gli interventi e le iniziative

Alessandra Ballerini, Paola Deffendi, Claudio Regeni, Elena Cattaneo, Simone Manetti, Emanuele Cava, Matteo Billi, Gianni Cuperlo, Andrea Giorgis, Riccardo Ricciardi, Gilda Sportiello, Peppe De Cristofaro, Marco Minniti, Piero Fassino, Lia Quartapelle, Ilaria Cucchi, Mario Monti, Matteo Piantedosi, Mahmoud Tawfik, Usham Helmi, Sabir Tariq, Athar Kamel Mohamed Ibrahim, Magdi Ibrahim Abdelal Sharif.

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