Referendum giustizia, sondaggio a sorpresa: testa a testa e rischio pareggio
Un quadro sintetico e mirato sull’orientamento degli elettori in vista del referendum sulla riforma della giustizia emerge dal rilevamento condotto dall’Istituto Only Numbers per Porta a Porta. L’analisi segnala una dinamica di equilibrio tra le posizioni, con una fascia significativa di indecisi e una partecipazione potenzialmente contenuta.
sondaggio sull'esito del referendum sulla riforma della giustizia
affluenza stimata e orientamenti iniziali
Secondo l’indagine, il 38% degli italiani riferisce che andranno a votare il 22 e il 23 marzo per la conferma della riforma. Il 21% non parteciperà e il 41% resta indeciso, indicando un potenziale consenso molto incerto e una partecipazione da monitorare.
esito previsto tra chi voterà
Tra chi si recherà alle urne, il 47,9% voterebbe sì alla conferma della legge di riforma, contro il 47% che voterebbe no all’abrogazione. Le schede bianche ammontano allo 0,3%, mentre 4,8% non sa se votare sì, no o bianca.
analisi dei tre quesiti
La prima domanda, relativa ai due consigli superiori della magistratura, preposti dal presidente della Repubblica e composti da magistrati e pubblici ministeri, vede 48,4% di favore e contrari al momento indicati rispettivamente a 43,4% e 39,8%, con 16,8% di indecisione. La seconda domanda, sull’assetto previsto con due terzi di magistrati e un terzo di professori universitari o avvocati con almeno 15 anni di attività, mostra una parità riferita all’opinione pubblica: 41,2% favorevoli, 41% contrari e 17,8% indecisi. Infine, per la terza domanda sulla Corte disciplinare, 43,9% sono favorevoli, 38,4% contrari e 17,7% non sa.
Le informazioni presentate descrivono uno scenario in equilibrio tra le posizioni, con una particolare rilevanza attribuita agli indici di indecisione e alle scelte tra sì e no.
nominativi presenti nella fonte
- Alessandra Ghisleri – responsabile dell'istituto Only Numbers