Referendum, a azione: risultati del voto contrario al sì e peso della corrente picierno nel pd

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Referendum,  a azione: risultati del voto contrario al sì e peso della corrente picierno nel pd

Un voto referendario che, più delle intenzioni dichiarate, mette in luce fratture interne e scelte concrete dell’elettorato. Uno studio condotto da Youtrend tramite un instant poll realizzato per SkyTg24 evidenzia come la riforma della giustizia sostenuta dal governo trovi consensi eterogenei tra partiti e correnti, con percentuali che rivelano soprattutto cadute, defezioni e astensioni rispetto alle posizioni attese.

riforma nordio e voto al referendum: quadro complessivo

Lo studio Youtrend fotografa l’andamento del referendum sull’approvazione della riforma della giustizia, collegata alla linea Nordio. L’istant poll mostra un risultato complessivamente non uniforme tra le forze politiche, con particolare rilievo per Forza Italia, Azione, Più Europa, Italia Viva e per alcune dinamiche del centrosinistra. Nel complesso, anche considerando l’alta affluenza, il cosiddetto terzopolismo—che basa parte della propria identità sull’alterità rispetto alla giustizia—risulta attraversato da un consenso non pienamente consolidato.

forza italia: no e astensioni tra gli elettori

Il dato più eclatante riguarda Forza Italia, partito indicato come tra i principali sostenitori della riforma e della separazione delle carriere, presentata come un obiettivo legato al “sogno” di Silvio Berlusconi. Eppure, secondo lo studio, l’esito tra gli elettori non rispecchia in modo totale la linea politica.

Tra gli elettori di Forza Italia e Noi Moderati si registra un 16% che ha votato No e un 12% che si è astenuto. Di conseguenza, poco più di uno su quattro non avrebbe dato sostegno alla riforma considerata bandiera del partito.

Il sondaggista Lorenzo Pregliasco collega la “caduta” a caratteristiche della base forzista: un elettorato definito moderato, civico, urbanizzato. Pur non essendo, in via di principio, ostile alla separazione delle carriere, una parte dell’elettorato avrebbe inteso inviare “un segnale di freno” rispetto al rischio di concentrazione dei poteri, interpretato anche come moderazione nei confronti del governo.

azione, più europa e italia viva: indicazioni disattese dal voto

Le divergenze emergono anche nei partiti che, secondo la ricostruzione, si sono schierati per il o comunque hanno mostrato una linea non coincidente con la scelta espressa dall’elettorato. In Azione, guidata da Carlo Calenda, una quota consistente della base non segue l’indicazione.

azione: no al parere del leader

Nello specifico, il 32% degli elettori di Azione risulta aver votato contro il parere del leader, mentre un ulteriore 20% si è astenuto.

più europa e italia viva: no prevalente e astensione

Per Più Europa e Italia Viva il quadro evidenzia un distacco ancora più marcato: il 60% avrebbe rigettato la riforma, con un 18% che si è astenuto. Il dato sottolinea una scarsa sintonia tra leadership e base rispetto alle scelte referendarie.

leg a e fratelli d’italia: percentuali di no e astensione

Nel perimetro delle forze politiche diverse dalle principali già citate, i numeri mostrano comunque segnali di spaccatura. Per la Lega, lo studio rileva un 14% di No e un 4% di astensione.

Su Fratelli d’Italia le defezioni risultano più contenute: il 5% ha votato No e il 10% si è astenuta.

centrosinistra e m5s: no con più defezioni

Nel campo del centrosinistra schierato per il No, a emergere come più esposta a scostamenti è la componente del Movimento 5 Stelle. Secondo i dati riportati, tra gli elettori M5s si osserva un 10% che ha votato e un 9% che si è astenuto. A seguire si colloca Avs, con 6% di e 9% di astensioni.

pd e linea picierno: alta coerenza, ma s1 e astensione in numeri ridotti

Tra i partiti segnalati come mediaticamente più spaccati, il caso del Pd appare quello che registra la maggiore coerenza in termini assoluti tra linee interne e voto complessivo. Lo studio indica soltanto il 10% di elettori dem che si è astenuto e appena il 2% che ha votato sposando la posizione dell’ala guidata da Pina Picierno.

Nonostante i distinguo rispetto alla linea del partito, la quota che avrebbe sostenuto l’approvazione risulta limitata, a conferma di un risultato elettorale che, nel complesso, resta vicino alle indicazioni prevalenti nel Pd.

pina picierno, calenda e silvio berlusconi: figure citate e ruolo nel quadro referendario

I nominativi richiamati nel contesto del voto e delle indicazioni politiche compaiono come riferimenti chiave per comprendere il divario tra leadership e scelte espresse dall’elettorato.

  • Carlo Calenda
  • Pina Picierno
  • Silvio Berlusconi
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Categorie: Politica

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