Quote di emissione ue nessuno stop Meloni sconfitta urso: scoperto che il consiglio ue è già finito

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Quote di emissione ue nessuno stop Meloni sconfitta urso: scoperto che il consiglio ue è già finito

La revisione del sistema europeo ETS è entrata nella fase più delicata del confronto tra i governi, mettendo in evidenza quali leve incidano davvero sui costi dell’elettricità. Nel passaggio tra aspettative politiche e decisioni maturate in sede europea, la linea inizialmente più ambiziosa dell’Italia ha lasciato spazio a un perimetro più ristretto, mentre i dati discussi con i leader europei hanno indicato con chiarezza le componenti che pesano sulle bollette e i motivi per cui la normativa sull’Ets resta centrale nella strategia europea.

revisione ETS: cosa è stato discusso al consiglio europeo

La proposta di modifica del sistema europeo per lo scambio delle quote di emissione è stata oggetto di attese e ricalibrature nel corso delle ore che hanno preceduto il vertice. La revisione restava già in agenda per luglio, mantenendo la programmazione di un aggiornamento che rientra nella cornice pianificata dall’Unione.

tesi sui prezzi dell’elettricità e quadro dei costi

Secondo le indicazioni emerse, il sistema ETS non risulterebbe responsabile dei prezzi elevati dell’elettricità, contrariamente a quanto sostenuto in ambito nazionale. Il punto centrale, nei dati presentati dalla Commissione ai leader dei Ventisette, riguarda soprattutto la dipendenza dal gas: la normativa ETS mira a contrastare tale dinamica rendendo più conveniente l’investimento nella decarbonizzazione e la produzione con modalità più pulite.

Nel dettaglio della composizione del costo dell’energia, il peso maggiore risulta imputabile alla componente energetica legata al gas: la quota media indicata arriva al 56%. Al confronto, la componente associata al costo della CO2 pesa per l’11%, mentre risultano 18% i costi di rete e 15% le imposte.

linea italiana e reazioni dei principali paesi europei

Il fronte dei contrari al meccanismo ETS, con un ruolo di guida attribuito al governo italiano su impulso di Confindustria, è apparso minoritaria rispetto all’orientamento complessivo emerso in sede di vertice. Anche la posizione della Germania ha contribuito a ridurre lo spazio per una contestazione ampia: il cancelliere Friedrich Merz ha definito l’ETS un grande successo, sottolineando che non debba essere messo in discussione. In parallelo, il presidente francese Emmanuel Macron si è limitato ad aprire a una maggiore flessibilità.

dalla richiesta di stop alle proposte di revisione

Prima dell’avvio del Consiglio, l’Italia ha rivisto al ribasso le proprie ambizioni. In una lettera ai vertici dell’Unione europea, firmata insieme ad Austria, Croazia, Grecia, Romania, Bulgaria, Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia e Slovacchia, è stata avanzata una richiesta non più orientata a un blocco del meccanismo, ma a una revisione approfondita da presentare entro fine maggio, con indicazioni precise:

  • un estensione delle quote gratuite UE oltre il 2034;
  • un approccio graduale all’eliminazione delle quote gratuite a partire dal 2028.

La formulazione è stata costruita per ridurre il rischio di un rifiuto netto dell’intero impianto.

risultati nel breve periodo: riserva di stabilità e flessibilità

Nel breve termine, il confronto non avrebbe prodotto risultati sostanziali tali da cambiare l’impianto complessivo. L’unica modifica operativa citata riguarda l’avvio, già dalla settimana successiva, di un lavoro su una proposta riguardante la riserva di stabilità, il meccanismo che adegua l’offerta quando si verifica un eccesso o una carenza di permessi.

L’indicazione fornita è che l’esito più probabile consisterà in un maggior grado di flessibilità per la Commissione nel decidere se immettere sul mercato un numero più elevato di quote. L’obiettivo dichiarato è controllare l’eventuale aumento dei prezzi.

quote gratuite: rinvio e perimetro delle eccezioni

Per quanto riguarda il rinvio dell’eliminazione delle quote gratuite assegnate ai grandi inquinatori, l’apertura risultava già presente prima del Consiglio. È stato però chiarito che l’orientamento di von der Leyen prevede una applicazione limitata: la possibilità viene considerata auspicabile solo per le industrie ad alta intensità energetica, e non per i produttori di energia da fonti fossili.

boost ETS: decarbonizzazione finanziata e uso delle risorse

Sul fronte futuro, la presidente della Commissione ha annunciato un boost del sistema con l’obiettivo di finanziare progetti per la decarbonizzazione. L’indicazione è che gli Stati membri dovrebbero impiegare risorse già ottenute dai proventi delle aste.

In particolare, è emerso che l’Italia non avrebbe ancora utilizzato pienamente tali entrate: finora sarebbero stati destinati alle politiche climatiche 1,5 miliardi a fronte di 18,2 miliardi incassati tra 2012 e 2024.

misure nazionali e decreto bollette: cosa prevede la compensazione

Con la revisione ETS ancora prevista per l’estate, la posizione politica nazionale si è concentrata sulle misure da far valere in parallelo. È stata rivendicata la possibilità di introdurre misure nazionali urgenti per mitigare l’impatto delle componenti nella formazione del prezzo dell’elettricità, includendo anche l’Ets.

A partire da lunedì, è indicato che l’attività potrà essere svolta con la Commissione sulla base del decreto bollette. Il provvedimento prevede che gli inquinatori ottengano un rimborso della spesa per le quote a carico dei consumatori, mentre i consumatori dovrebbero beneficiare del calo del prezzo finale dell’energia determinato dal meccanismo di compensazione.

pressione sui prezzi energetici e vincoli di finanza pubblica

Per rafforzare ulteriormente l’azione, si rende necessario considerare l’impatto di ulteriori aumenti energetici connessi all’escalation in Medio Oriente scatenata da Donald Trump. L’impiego di soldi pubblici viene presentato come condizione per fare di più, in un contesto definito non agevole: il Paese risulta ancora in procedura di infrazione per deficit eccessivo.

personaggi e figure citate

Nel confronto politico e nelle dichiarazioni richiamate compaiono diverse personalità istituzionali, tra cui:

  • Adolfo Urso
  • Giorgia Meloni
  • Marta Lovisolo
  • Antonio Costa
  • Ursula von der Leyen
  • Friedrich Merz
  • Emmanuel Macron
  • Donald Trump
Meloni sconfitta sulle quote Ue di emissione: no allo stop, revisione a luglio come già previsto. Ma per Urso è una “svolta storica”
Categorie: PoliticaEconomia

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