Pena di morte Israele approva la legge per i prigionieri palestinesi 62 voti favorevoli

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Pena di morte Israele approva la legge per i prigionieri palestinesi 62 voti favorevoli

Il Parlamento israeliano ha approvato la legge che introduce la pena di morte per terrorismo. Il provvedimento, votato in lettura finale, definisce con precisione l’ambito di applicazione della condanna capitale e segna una svolta politica rilevante nel quadro dell’attuale coalizione, con reazioni immediate dall’estero e critiche da parte di organizzazioni per i diritti umani.

legge israeliana pena di morte per terrorismo: cosa prevede

La norma stabilisce la condanna capitale per chi causa intenzionalmente la morte di una persona nel contesto di un atto di terrorismo, con l’intento di negare l’esistenza dello Stato di Israele. La Knesset ha espresso il proprio via libera in lettura finale, rendendo la disciplina parte dell’ordinamento giuridico israeliano.

voto alla knesset: esito e schieramenti parlamentari

La legge è passata con 62 voti a favore e 48 contrari. Il premier Benjamin Netanyahu si è recato personalmente in aula per votare a favore, mentre uno dei partiti ultraortodossi della coalizione ha espresso opposizione. Il provvedimento ha invece ottenuto il sostegno del partito dell’ex ministro della difesa Avigdor Lieberman, leader del partito di destra radicale Israel Beytenu.

la posizione internazionale: appello europeo e risposta politica

L’approvazione della legge è giunta nonostante un appello arrivato da diversi paesi europei, formulato anche se in ritardo: il testo era infatti in discussione da mesi. I ministri degli Esteri di Germania, Francia, Italia e Regno Unito hanno presentato una dichiarazione congiunta in cui la misura veniva descritta come “punizione disumana e degradante”, priva di effetto deterrente e capace di minare gli impegni di Israele in materia di principi democratici.

Nel quadro interno, l’esito è stato interpretato come un avanzamento per l’area dell’estremismo di destra israeliano, che ha sostenuto con decisione l’iniziativa.

ben gvir e la spinta della coalizione: messaggi e celebrazioni in aula

Il ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, indicato come principale promotore del provvedimento, ha celebrato l’approvazione in aula con applausi, abbracci e stappando una bottiglia. In un messaggio ha affermato: “Abbiamo fatto la storia. Lo avevamo promesso e lo abbiamo mantenuto”, aggiungendo che la legge sulla pena di morte per i terroristi è entrata a far parte dell’ordinamento giuridico dello Stato di Israele. In precedenza, già a novembre, dopo l’ok in prima lettura, Ben Gvir aveva offerto dolcetti a chi era presente.

applicazione della pena di morte: impiccagione e destinatari

La legge prevede che la pena di morte, mediante impiccagione, diventi la punizione per i palestinesi della Cisgiordania condannati per omicidi a sfondo nazionalistico.

Il testo attribuisce inoltre ai tribunali israeliani la competenza a infliggere pena di morte e ergastolo anche ai cittadini israeliani. La disciplina non ha effetto retroattivo e risulterà applicabile solo ai casi futuri.

critiche e ricorsi: reazioni dei diritti umani e destino davanti alla corte suprema

La misura è stata contestata con forza da gruppi per i diritti umani, sia israeliani sia palestinesi. Le critiche qualificano la legge come razzista e draconiana, oltre a sostenere che sia improbabile nel dissuadere attacchi da parte di aggressori palestinesi.

È inoltre previsto che la normativa venga portata davanti alla Corte Suprema israeliana tramite ricorso.

principali figure citate nella decisione parlamentare

Nel processo di approvazione e nelle reazioni collegate al voto sono presenti i seguenti nominativi:

  • Benjamin Netanyahu
  • Avigdor Lieberman
  • Itamar Ben Gvir
Il Parlamento israeliano approva la pena di morte per i prigionieri palestinesi. L’estrema destra festeggia in Aula

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