Orlandi mistero audizione marco fassoni indagine in corso e cosa emerge su raffaella monzi
La vicenda che coinvolge Emanuela Orlandi e Mirella Gregori torna al centro dei lavori parlamentari con nuove udienze e ulteriori elementi emersi nel tempo. Dopo oltre dieci anni segnati da autodenunce e confessioni, un fotografo romano è stato ascoltato nell’ambito della commissione bicamerale d’inchiesta, mentre parallelamente proseguono verifiche su figure collegate ai fatti e sulla documentazione già trasmessa agli atti.
audizione Marco Fassoni Accetti: sette ore a Palazzo San Macuto
Marco Fassoni Accetti è stato ascoltato dalla commissione bicamerale d’inchiesta su Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. Su richiesta dello stesso testimone, l’audizione si è svolta in modalità segreta.
L’interrogatorio è durato sette ore e si è tenuto a Palazzo San Macuto. Secondo indiscrezioni filtrate dai lavori, la seduta sarebbe stata la più lunga tra quelle già effettuate: sarebbe iniziata alle 13 e terminata poco prima delle 21, con una durata complessiva di oltre mezzo giorno.
Le informazioni emerse indicano che l’attenzione si sarebbe concentrata su depistaggi, menzogne e possibili complici nella gestione mediatica dei rapimenti, con particolare riguardo alle persone vicine ad Accetti all’epoca dei fatti.
autodenuncia nel 2013 e vicende giudiziarie
Accetti aveva 27 anni nel 1983, anno delle scomparse delle due ragazze. Nel 2013 si autodenunciò alla Procura di Roma dichiarandosi responsabile del rapimento di entrambe. Nello stesso periodo fece anche ritrovare un flauto in un capannone sulla Pontina, sostenendo che appartenesse a Emanuela Orlandi.
Nel 2015 Accetti risulta prosciolto ed è tuttora in libertà. La sua figura è rimasta a lungo controversa: un riferimento riportato nella ricostruzione ricorda che l’ex procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo non avrebbe escluso la possibilità che potesse essersi trattato di un serial killer, mentre per la Procura di Roma l’uomo non sarebbe considerato attendibile.
Nell’ambito della giustizia italiana, l’unico crimine effettivamente attribuito ad Accetti è l’investimento mortale del corpo del piccolo Josè Garramon.
Nel corso del tempo Accetti ha inviato una memoria per raccontare la propria versione alla Commissione, alla procura di Roma e alla magistratura vaticana. In aggiunta risulta aver portato con sé un secondo memoriale intitolato “Memoria a fini di giustizia”, composto da quindici pagine.
indagine pendente e richiesta degli avvocati
Nel corso dell’udienza è stata richiamata l’esistenza di un procedimento parallelo. Accetti era presente con un proprio difensore, l’avvocato Paolo Grillo. Secondo quanto spiegato dagli avvocati, presso il casellario giudiziario di Roma risulterebbe pendente una indagine a suo carico, collegata in senso lato ai lavori della Commissione e soggetta a segreto istruttorio.
Un altro legale, l’avvocato Giancarlo Germani, ha aggiunto che Accetti avrebbe scoperto di essere incluso in tale indagine. La prima convocazione, inizialmente fissata per il 29 gennaio, sarebbe slittata su richiesta della difesa.
In quella fase il fotografo avrebbe chiesto di presentare un’istanza per verificare se risultassero iscrizioni nel registro degli indagati a suo carico: circostanza poi confermata.
fatti collegati “in senso lato”: furto al verano e collegamenti storici
La connessione con i lavori della commissione riguarderebbe possibili elementi collegati, in senso lato, a un episodio avvenuto al Verano, associato alla vicenda di Katty Skerl. La 17enne era stata ritrovata senza vita in una vigna a Grottaferrata il 22 gennaio 1984.
Secondo le ricostruzioni riportate, a carico di Accetti vi sarebbe una denuncia presentata dalla cugina di Katty Skerl, Laura Mattei.
il ruolo di Accetti nel racconto sul movente del furto
Nella ricostruzione delle circostanze, viene indicato che Accetti, in passato, avrebbe collegato il furto alla necessità di eliminare una prova relativa a un presunto collegamento tra il delitto Skerl e il sequestro Orlandi.
L’elemento richiamato riguarda la cammicetta indossata dalla defunta Skerl con l’etichetta “Frattina”, riportata come parte di un comunicato diffuso nel novembre 1984 dai presunti rapitori di Emanuela.
dal blog del 2015 all’inchiesta del 2022 sulla cassa vuota
Il coinvolgimento di Accetti nella vicenda sarebbe collegato anche a ciò che risultava già emerso pubblicamente. Nel 2015, tramite un post del blog intitolato “Cenotafio – una eventuale tomba vuota”, Marco Accetti avrebbe parlato per la prima volta del furto della cassa di Katty.
Dopo sette anni, nel luglio 2022, la Procura di Roma avrebbe disposto verifiche sul loculo numero 115, riscontrandone l’esito vuoto. Da quel controllo sarebbe stata avviata un’inchiesta per sottrazione di cadavere.
Raffaella Monzi: mancata audizione e dettagli trasmessi alla commissione
Non potrà essere ascoltata dalla commissione Raffaella Monzi. Secondo la ricostruzione, si tratta di un’allieva della medesima scuola di musica di Emanuela Orlandi, indicata come l’ultima persona ad averle parlato il 22 giugno 1983. Alla Commissione risulta sia stato inviato un certificato medico.
chi era Raffaella Monzi e cosa riferì dopo la scomparsa
Raffaella Monzi, classe 1964, avrebbe raccontato che, all’indomani del mancato ritorno a casa di Emanuela, aveva raccolto confidenze proprio nel giorno della scomparsa. L’episodio narrato riguarda l’uscita dalla lezione di canto corale: Emanuela avrebbe riferito di aver ricevuto un’offerta di lavoro per distribuire volantini della Avon a una sfilata. Al momento dei saluti, avrebbe chiesto alla compagna se accettare quel lavoro oppure rinunciarvi.
La Monzi non avrebbe saputo fornire un consiglio e l’incertezza avrebbe continuato a pesare anche negli anni successivi. Nella ricostruzione riportata, viene segnalato anche che Monzi, dopo l’intervista rilasciata nell’ottobre 1987 a Telefono giallo, sarebbe uscita completamente di scena; in quel periodo sarebbe stata anche pedinata da soggetti mai identificati.
vita e problemi di salute: ricoveri e presenza in strutture
La ricostruzione riferisce che la Monzi, dopo la scomparsa di Emanuela, avrebbe avuto problemi serissimi di salute, legati a quanto accaduto. Sarebbe stata turbata dagli eventi e avrebbe finito per chiudersi in sé stessa; i genitori avrebbero deciso di inviarla in Trentino per un periodo di villeggiatura forzata, con l’obiettivo di affrontare la situazione e cercare di dimenticare.
È inoltre riportato che sarebbe passata da una struttura sanitaria a un’altra con lunghi ricoveri in centri di riabilitazione, pur risultando sposata. Secondo quanto riportato, fino a circa due anni fa sarebbe stata ricoverata in una frazione del circondario di Subiaco, in un centro di assistenza psichica.
canto e parrucche: elementi emersi dalle testimonianze locali
Dalle testimonianze raccolte nella zona, emerge che a Subiaco Raffaella Monzi avrebbe cantato dalla mattina alla sera, con una preferenza per musica lirica. Nelle medesime ricostruzioni si fa riferimento anche a un comportamento ripetuto: la Monzi avrebbe usato spesso parrucche, elemento notato da più persone.
Dopo il ricovero vicino Subiaco, Monzi sarebbe stata trasferita in una struttura nella capitale. Le condizioni non sarebbero migliorate, in relazione a un diniego a sottoporsi all’interrogatorio davanti alla commissione parlamentare.
Accanto a questo, viene richiamato che nel paese sarebbe emersa una constatazione: in tempi recenti, almeno “all’apparenza”, la Monzi sarebbe stata in condizioni migliori, pur mantenendo alcune bizzarrie legate a canto e parrucche. La ricostruzione precisa che, nonostante ciò, la persona si sarebbe mostrata lucida e in grado di ragionare e interloquire.
Andrea De Priamo e la richiesta di riesame della testimonianza
In relazione a Raffaella Monzi, il presidente della Bicamerale Andrea De Priamo avrebbe indicato la necessità di riesaminare la testimonianza, descritta come una delle più importanti nel caso. Nella ricostruzione delle sue parole, De Priamo avrebbe sottolineato che la verità sarebbe conservata da persone che gravitavano nel giro di amicizie o nella scuola di musica della ragazza.
personalità citate nel contesto dell’udienza
- Marco Fassoni Accetti
- Paolo Grillo
- Giancarlo Germani
- Giancarlo Capaldo
- Laura Mattei
- Raffaella Monzi
- Fabrizio Peronaci
- Andrea De Priamo


