Ong finanziate usa e proteste in iran: cosa c’è dietro le notizie
Le proteste in Iran hanno attirato l’attenzione di numerosi media occidentali, che hanno spesso richiamato dati e analisi provenienti da organizzazioni impegnate nei diritti umani. Una ricostruzione basata su fonti e documentazione citate a livello internazionale descrive però un quadro più complesso: diverse Ong presentate come canali di informazione indipendenti risulterebbero legate a finanziamenti provenienti dal governo degli Stati Uniti tramite il National Endowment for Democracy (Ned), un ente nato con l’obiettivo di svolgere apertamente attività già svolte in passato in modo clandestino dalla Central Intelligence Agency (Cia).
ned e finanziamenti a ong sui diritti umani in iran
Secondo quanto riportato, il Ned finanzia organizzazioni che vengono citate dai media occidentali come fonti autorevoli sulle proteste in Iran. Tra i soggetti indicati spiccano la Human Rights Activists in Iran (Hrai) e la relativa agenzia di notizie Hrana. Le stime prodotte da Hrai sarebbero state riprese durante le proteste iraniane da testate come Cnn, Wall Street Journal, Abc News, Sky News, Fox News e New York Post.
Hrai avrebbe sede a Fairfax, in Virginia, in un’area indicata come vicina al quartier generale della Cia a Langley, e riceverebbe finanziamenti dal Ned. Nel 2024 sarebbero stati erogati oltre 900.000 dollari.
abdorrahman boroumand center for human rights in iran (abchri) e ruolo nel dibattito
Il Ned, inoltre, indicherebbe come organizzazione partner l’Abdorrahman Boroumand Center for Human Rights in Iran (Abchri). L’organizzazione sarebbe stata richiamata con frequenza da Washington Post, Pbs e Abc News. Nella ricostruzione viene segnalato che Abchri non dichiarerebbe il Ned nel proprio rendiconto sui finanziamenti.
Tra i consiglieri citati nell’inquadramento figura il politologo Francis Fukuyama, descritto come ex consigliere del Ned. Viene riportato anche che la direttrice Roya Boroumand avrebbe ricevuto dal Ned la medaglia Goler T. Butcher per la promozione della democrazia.
center for human rights in iran (chri) e collegamenti con il ned
Un ulteriore elemento menzionato riguarda il Center for Human Rights in Iran (Chri), con sede a New York e Washington. Anche Chri risulterebbe finanziato dal Ned. Nell’insieme viene citata la presenza di una consigliera, Mehrangiz Kar, descritta come borsista presso il Ned e premiata nel 2002 con il Democracy Award dell’ente, consegnato da Laura Bush e Joe Biden.
Chri viene indicato come fonte menzionata da New York Times, Guardian e Usa Today. Inoltre, viene richiamato un reportage del Washington Post che avrebbe usato dichiarazioni dell’organizzazione per sostenere che gli ospedali iraniani fossero sopraffatti e a corto di sangue a causa della repressione governativa.
come nasce il ned e quale modello operative viene descritto
La ricostruzione spiega che il Ned è stato fondato nel 1983 durante l’amministrazione Reagan, dopo gli scandali emersi dalle indagini del Senato Usa sulle operazioni segrete della Cia. Pur essendo formalmente una fondazione privata, il Ned riceverebbe quasi tutti i finanziamenti dal governo statunitense.
Tra i passaggi citati viene riportata la dichiarazione di Allen Weinstein, uno dei fondatori: parte delle attività che l’organizzazione svolgeva, secondo la sua spiegazione, veniva in precedenza fatta clandestinamente dalla Cia. Viene anche riportata l’ammissione attribuita a Carl Gershman, storico presidente del Ned, secondo cui sarebbe problematico se si sapesse che alcune organizzazioni democratiche nel mondo sono finanziate direttamente dalla Cia.
paesi e obiettivi indicati nel racconto
Nell’inquadramento vengono riportate diverse iniziative attribuite al Ned in specifici contesti: azione durante le elezioni russe del 1996 che avrebbero portato al potere Boris Yeltsin; un ruolo nel tentato colpo di Stato contro Chávez nel 2002; il supporto alla rivoluzione di Maidan nel 2014 in Ucraina; iniziative per sostenere movimenti di protesta in Bielorussia, Hong Kong e Cuba.
Lo schema descritto risulta ricorrente: finanziamento di Ong, media e attivisti; mobilitazione di proteste di massa; pressione internazionale contro il governo considerato come bersaglio.
proteste in iran e ipotesi su strategia di pressione
Secondo quanto riportato, lo scorso 15 gennaio MintPress News segnalava la presenza di 18 progetti Ned attivi in Iran, includendo reti di attivisti, giornalismo indipendente, libertà di internet e formazione politica. Le iniziative venivano interpretate come parte di una strategia orientata a una transizione dal sistema politico iraniano a un governo percepito come più favorevole agli Usa.
dalla protesta economica alla richiesta di rovesciamento del governo
Le proteste del 28 dicembre, nate contro l’aumento dei prezzi, sarebbero rapidamente evolute in un movimento più ampio. Nell’insieme viene indicato che la protesta avrebbe avanzato richieste di rovesciamento del governo e di restaurazione della monarchia con Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo scià.
coinvolgimenti indicati tra mossad, pompeo e dichiarazioni su possibili interventi
Nella ricostruzione, l’ex direttore della Cia Mike Pompeo, salutando le proteste, avrebbe riferito che tra i manifestanti sarebbero stati presenti agenti Mossad. Il Mossad avrebbe confermato quanto detto. In risposta, Trump avrebbe dichiarato che gli Stati Uniti sarebbero stati pronti a intervenire nel caso in cui il governo iraniano avesse represso con violenza le proteste.
A gennaio, sempre nell’inquadramento, MintPress avrebbe ipotizzato un possibile collegamento tra il coinvolgimento di Ong finanziate dal Ned e una strategia statunitense di regime change in Iran.
attacco usa-israele e obiettivo dichiarato di rovesciamento del regime
Nella sequenza degli eventi presentata, il 28 febbraio sarebbe avvenuto un attacco congiunto Usa-Israele contro l’Iran. L’obiettivo dichiarato indicato nella ricostruzione sarebbe stato rovesciare il regime.
principali figure citate nel quadro
- Francis Fukuyama
- Roya Boroumand
- Mehrangiz Kar
- Allen Weinstein
- Carl Gershman
- Laura Bush
- Joe Biden
- Mike Pompeo
- Donald Trump
- Boris Yeltsin
- Chávez
- Reza Pahlavi
