Omicidio del compagno a parma: arrestata 21enne che disse ho colpito per sbaglio
Una morte avvenuta a Parma dopo un presunto accoltellamento ha acceso l’attenzione delle forze dell’ordine e dell’autorità giudiziaria. Le indagini hanno portato a una svolta: la ricostruzione iniziale fornita dalla convivente non avrebbe trovato riscontro nei dettagli tecnici e nelle testimonianze raccolte, fino all’arresto per omicidio volontario.
arresto per omicidio volontario a parma
I carabinieri del nucleo investigativo del Comando Provinciale di Parma hanno arrestato Alesandrina Brenda Fumagalli, 21enne originaria di Cuba, nell’ambito delle indagini sulla morte di Cristopher Gaston Ogando, 28enne di origini domenicane e convivente. La donna si trova ora ai domiciliari su disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Parma, su richiesta della procura guidata da Alfonso D’Avino.
l’intervento dei carabinieri e la versione dell’accaduto
Tutto è iniziato il 4 marzo, intorno alle 18, quando i carabinieri di Parma sono intervenuti in seguito a un allarme per un presunto accoltellamento. All’arrivo sul posto, insieme ai sanitari, le condizioni di Ogando sono apparse subito gravi. L’uomo è poi deceduto in ospedale per una profonda ferita provocata da un’arma da taglio.
La convivente ha mantenuto una versione costante: “Stavo cucinando, stavamo scherzando, mi sono girata”. Secondo il racconto, la vittima si sarebbe avvicinata per scherzare, provando ad abbracciarla da dietro. La donna, impegnata ai fornelli, si sarebbe girata all’improvviso con un coltello in mano: l’istante della torsione del busto, con la lama stretta, avrebbe determinato la ferita da taglio.
le indagini che smentiscono lo scenario accidentale
La ricostruzione fornita dalla convivente non avrebbe convinto gli investigatori, che hanno approfondito la dinamica. Dagli accertamenti sarebbe emersa la volontarietà di quanto accaduto, con l’ipotesi ora considerata dalle indagini di un omicidio.
ferita e traiettoria del colpo non combaciano
Secondo gli elementi raccolti, la ferita da taglio non risulterebbe compatibile con la dinamica descritta. Sarebbe stata determinante la valutazione della traiettoria del colpo: dall’alto verso il basso e da sinistra verso destra. Anche l’esame della ferita indicherebbe che Ogando si trovasse di fronte all’indagata con almeno il braccio sinistro sollevato, circostanza che non rientrerebbe nel quadro descritto dalla donna.
la ferita alla mano come indice di intenzionalità
Un ulteriore aspetto riguarderebbe la ferita riportata dalla donna alla mano. In sede di racconto, Fumagalli avrebbe riferito di essersi tagliata nel tentativo di recuperare il coltello dopo che l’uomo avrebbe deciso di estrarselo dal petto. Il giudice, però, avrebbe ritenuto che la lesione presenti caratteristiche tipiche di un danno da “scivolamento”: con manico bagnato dell’arma e la potenza del colpo, la mano avrebbe perso aderenza e si sarebbe ferita con il filo della lama.
testimonianze e rischio di nuove violenze
Le successive indagini avrebbero inoltre confermato, stando alle testimonianze, un quadro di aggressività della donna nei confronti del compagno. Sarebbe emerso che la convivente avrebbe avuto condotte talvolta violente e talvolta soggette ad attacchi d’ira incontrollabili.
Alla luce di tali elementi, il giudice per le indagini preliminari ha disposto la misura dei domiciliari con braccialetto elettronico, in attesa dell’interrogatorio di garanzia nel quale la donna potrà esporre la propria versione dei fatti.
