Oltre 600mila euro per promuovere la cultura della legalità nella lotta alle mafie

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Oltre 600mila euro per promuovere la cultura della legalità nella lotta alle mafie

Una nuova ondata di interventi regionali focalizza l’attenzione sulla cultura della legalità democratica, con investimenti mirati e azioni concrete di riuso dei beni confiscati. L’insieme delle misure, presentate all’indomani della celebrazione del trentennale della legge sul riuso dei beni confiscati, amplia l’impegno volto a contrastare le mafie attraverso l’educazione, la memoria e la partecipazione civica, valorizzando al contempo il patrimonio recuperato e la sua funzione sociale.

cultura della legalità democratica: risorse e obiettivi in toscana

finanziamenti e destinatari

La Regione ha messo a disposizione 607.500 euro per lo sviluppo di progetti legati alla legalità democratica nei prossimi anni. Di tali risorse, 360.000 euro sono destinati a iniziative didattiche nelle scuole, 90.000 euro supporteranno bandi per la partecipazione di giovani toscani ai campi antimafia in tutto il Paese, e 30.000 euro saranno destinati all’Anci Toscana per attività di formazione su legalità e riuso dei beni confiscati rivolte a dirigenti, funzionari e amministratori pubblici. Inoltre, 45.000 euro saranno assegnati all’Associazione tra i familiari delle vittime della strage di Via dei Georgofili per la diffusione della memoria storica legata alle mafie. È prevista la rilocalizzazione e l’aggiornamento del Centro regionale di documentazione “Cultura della Legalità Democratica”, con interventi di digitalizzazione e catalogazione del materiale in archivio.

scuole, memoria e riuso dei beni confiscati

Il percorso culturale si fonda su educazione, memoria e partecipazione democratica, con l’obiettivo di trasformare i simboli del potere criminale in opportunità di sviluppo per i territori. Il riuso dei beni confiscati viene considerato una pratica concreta di giustizia sociale, capace di contribuire al progresso delle comunità locali e al recupero della fiducia collettiva, partendo dall’esempio di strutture interessate dal processo di recupero, come nel caso della tenuta di Suvignano.

beni confiscati in toscana

Secondo l’Osservatorio regionale, in toscana sono presenti 687 beni confiscati tra immobili e aziende, con la maggior parte situata nelle province di Pistoia (22%) e Arezzo (18%). Il 75% dei beni è gestito dai Comuni, l’8% dall’amministrazione statale. Circa 37% sono destinati a finalità sociali, mentre i rimanenti hanno finalità istituzionali o soddisfacimento dei creditori. Negli ultimi anni la Regione ha assegnato agli enti locali oltre 6,3 milioni di euro per sostenere 16 progetti di riuso, con 9 progetti conclusi e 7 ancora in corso.

programma di sopralluoghi e tappe

La vicepresidente ha avviato un ciclo di sopralluoghi presso i beni confiscati interessati da interventi di rigenerazione finanziati con fondi regionali. Di seguito le tappe programmate:

  • giovedì 19 marzo, bagno a ripoli – loc. meoste (fi): immobile; riuso: residenza per target fragili (donne vittime di violenza, nuclei mono‑parentali, anziani)
  • giovedì 9 aprile, buggiano (pt): immobile; riuso: nuova sede del servizio associato di polizia municipale
  • giovedì 16 aprile, chiesina uzzanese (pt): immobile e terreno; riuso: centro di aggregazione socio‑culturale
  • giovedì 23 aprile, pescia (pt): immobile; riuso: struttura semiresidenziale a valenza terapeutico riabilitativa per adolescenti con problematiche psicopatologiche

Inquadramento generale: l’impegno si concentra sul rafforzamento della cultura della legalità sin dalla scuola, sull’aggiornamento degli strumenti di memoria e sul sostegno al riuso dei beni confiscati come leva di sviluppo locale e giustizia sociale.

personaggi chiave coinvolti

  • Eugenio Giani — presidente della Regione Toscana
  • Mia Diop — vicepresidente della Regione, assessora alla cultura della legalità
Oltre 600mila euro per promuovere la cultura della legalità nella lotta alle mafie

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