Nuova destra MAGA volta le spalle a Israele
Negli Stati Uniti cresce una tensione politica e sociale che mette in discussione le tradizionali alleanze della destra, con segnali sempre più netti contro Israele e con il ritorno di stereotipi che alimentano antisemitismo e antisionismo. Mentre tra i sostenitori dell’area America First e nell’universo Maga aumentano dichiarazioni sovrapposte e spesso difficili da distinguere tra critica politica e ostilità ideologica, una sequenza di prese di posizione, candidature e dati pubblicati da istituti di ricerca descrive un mutamento generazionale ormai in corso.
America first e fratture interne: dal dossier antiterrorismo alla rottura con Israele
Il quadro si complica nelle ultime settimane, quando le posizioni ostili a Israele si intensificano e diventano più visibili anche all’interno di ambienti vicini all’amministrazione americana. L’ultimo atto pubblico è legato alle dimissioni di Joe Kent, capo dell’antiterrorismo americano, che ha indicato come non vi fosse una minaccia imminente dell’Iran per la nazione. Kent ha inoltre collegato l’avvio del conflitto alle pressioni di Israele e alle potenti lobby americane.
Durante un confronto con i giornalisti, nella cornice dello Studio Ovale, Donald Trump ha reagito liquidando Kent come una figura “debole sulla sicurezza”. Le dimissioni sono state presentate come una scelta necessaria, con l’accusa di inadeguatezza al ruolo. La valutazione politica di Trump risulta in contrasto con quanto annunciato in precedenza, quando la nomina del militare era stata descritta con parole celebrative: Kent era stato definito un soldato che ha “dato la caccia a criminali e terroristi per tutta la vita”.
chi è joe kent e quali legami emergono nel dibattito
Kent ha un profilo che unisce esperienza militare e successiva transizione verso politica e intelligence. Prima di entrare nell’amministrazione, aveva tentato senza successo di candidarsi al Congresso per due volte. Nel corso della campagna del 2022, avrebbe pagato Graham Jorgensen, indicato come membro dell’area estrema dei Proud Boys, per alcune consulenze. Risulterebbe inoltre un coinvolgimento lavorativo con Joey Gibson, fondatore del gruppo nazionalista cristiano Patriot Prayer.
Nel racconto che circola nel dibattito politico, vengono citati anche contatti con Nick Fuentes, influente voce di destra convinta che gli ebrei tengano gli Stati Uniti “in ostaggio” e che il paese stia soffrendo per colpa di “oligarchia giudaica”, oltre che per femminismo e immigrazione. In risposta alle accuse, a difendere Kent è intervenuto Tucker Carlson, già collegato all’alleanza con Trump e poi divenuto un critico particolarmente duro su guerra in Iran e politica israeliana. Carlson ha sostenuto che Kent non andrebbe liquidato come “un pazzo” e ha ricordato che lascia un incarico con accesso a “informazioni di intelligence” considerate decisive.
corsa elettorale e attacco a Israele: il profilo di james fishback
Nel mondo repubblicano emergono anche figure che intercettano temi centrali per una parte della base giovanile. Tra queste si colloca James Fishback, presentato come esponente in grado di intercettare i temi che interessano i giovani conservatori. Un passaggio chiave è la linea politica relativa all’atteggiamento verso Israele.
posizioni pubbliche e scelte dichiarate in campagna
Fishback si candida a governatore della Florida e ha 31 anni. Al momento risulta sostenuto da fondi pari a circa 19mila dollari, contro i 450mila del candidato Byron Donalds sostenuto da Trump. I sondaggi lo collocano attorno al 5-6%, in una corsa che coincide con le elezioni di midterm di novembre, quindi destinata a svilupparsi nel tempo.
Durante un intervento alla University of Central Florida del 5 febbraio 2026, Fishback ha deriso la tradizione dei politici americani di visitare Gerusalemme. Ha dichiarato esplicitamente che, se eletto, non visiterà Israele “per nessun motivo” e ha definito “stupid wall” il Muro del Pianto.
Il 10 marzo, all’11° giorno di guerra, ha sostenuto che “nessun americano dovrebbe morire per Israele” e ha promesso di vendere i 385 milioni di dollari investiti dalla Florida in obbligazioni israeliane. L’obiettivo indicato sarebbe dirottare risorse verso aiuti per giovani coppie per l’acquisto della prima casa.
il consenso dei conservatori under 35 e la lettura giornalistica
Michelle Goldberg, giornalista del New York Times che ha seguito Fishback nei comizi, ha descritto un meccanismo di mobilitazione tra i sostenitori: quando viene nominato Israele, si percepirebbe un immediato aumento di energia tra gli ascoltatori e partirebbero applausi. Goldberg ha anche indicato che la sua osservazione non mira a rappresentare una fotografia statica del Partito repubblicano, ma a capire in quale direzione possa muoversi.
Secondo Goldberg, la capacità di intercettare il pubblico giovanile si accompagna alla difficoltà di distinguere tra antisemitismo, atteggiamenti anti-israeliani e antisionismo. La giornalista ha richiamato un risentimento verso la responsabilità attribuita a Israele nel trascinare l’America in guerra, collegandolo a una parte della destra che considera centrale l’isolazionismo del “prima l’America”.
social, influencer e parole polarizzanti: dal caso charlie kirk alle nuove generazioni
Dentro l’ecosistema Maga e conservatore, alcune posizioni critiche verso Israele hanno precedenti che emergono anche in dichiarazioni attribuite a Charlie Kirk. Sono ricordate accuse a Israele di “pulizia etnica” a Gaza, formulate nell’ambito del discorso pubblico. Il 13 ottobre 2023, sei giorni dopo la strage di Hamas, Kirk avrebbe sostenuto che la filantropia ebraica finanziante università americane stesse “sovvenzionando la vostra stessa rovina”, riferendosi ai donatori ebrei. Il 26 ottobre avrebbe poi criticato la “lobby ebraica” affermando che gli ebrei controllerebbero università e organizzazioni no profit, oltre a film e Hollywood, respingendo nel contempo accuse di antisemitismo.
sondaggi: antisemitismo e giudizi su israele tra under 50
I dati pubblicati da istituti di ricerca rafforzano l’idea di un orientamento in chiave antisionista tra le generazioni più giovani, con ricadute preoccupanti sul piano delle percezioni antisemite. Secondo un sondaggio del Pew Research Center di marzo 2025, condotto quando la guerra in Iran era già in corso, le opinioni negative su Israele tra i repubblicani sotto i 50 anni risultano passate dal 35% del 2022 al 50% del 2025.
Un altro studio citato, pubblicato a dicembre dal Manhattan Institute, indica un livello più marcato di pregiudizio anti-ebraico tra i giovani. Il 31% dei repubblicani sotto i 50 anni definisce le proprie opinioni razziste, mentre il 25% dichiara posizioni antisemite; tra gli over 50 i valori riportati scendono al 4%. Nella stessa ricerca, il 37% dei conservatori ritiene che l’Olocausto sia stato “fortemente esagerato” oppure che “non sia avvenuto come descritto dagli storici”.
Le percentuali aumentano nei sottogruppi: per gli uomini sotto i 50 anni si arriverebbe al 54%, tra gli elettori ispanici al 77% e tra quelli neri al 66%. I contenuti che promuovono questa impostazione circolerebbero soprattutto sui social, in particolare su X e TikTok, dove l’engagement crescerebbe rapidamente con la pubblicazione di opinioni anti-ebraiche.
Nel racconto vengono citati influencer della “nuova destra” come Candace Owens, legata all’idea del “controllo dei media” attribuito a Israele, e il nazionalista bianco Nick Fuentes, indicato anche come negazionista dello sterminio durante il nazismo.
candidature universitarie e legami con turning point action: kai schwemmer
Un ulteriore elemento collegato all’area Gen Z riguarda le strutture studentesche più vicine all’agenda America First. La settimana scorsa, i College Republicans of America avrebbero nominato direttore politico Kai Schwemmer. La figura viene descritta come vicina a Fuentes e come ammiratore dichiarato di Fishback.
cambio generazionale nei valori della destra americana
Nel complesso, sondaggi, campagne e dinamiche sui social delineano un mutamento generazionale che investe i valori di riferimento della destra americana. Quando il legame con Israele era considerato un pilastro del conservatorismo, una parte crescente della base giovanile mostra invece una crescente distanza, accompagnata da giudizi negativi e, in alcune fasce, da atteggiamenti che assumono connotazioni antisemite.
Personaggi citati:
- Donald Trump
- Joe Kent
- Graham Jorgensen
- Joey Gibson
- Nick Fuentes
- Tucker Carlson
- James Fishback
- Michelle Goldberg
- Charlie Kirk
- Byron Donalds
- Candace Owens
- Kai Schwemmer
