No al referendum: giudizio pesantissimo sul governo e sfida per ricucire con i cittadini
Il verdetto sul referendum sulla giustizia pesa come un dato ormai difficile da contestare: per una parte ampia dell’opinione pubblica, non si tratta di un semplice passaggio procedurale, ma di un giudizio politico rivolto all’esecutivo. A rendere il quadro più netto concorrono i risultati di un sondaggio che fotografa l’interpretazione del voto e la fiducia nei confronti della presidente del Consiglio, delineando una distanza crescente tra governo e cittadini.
referendum sulla giustizia bocciato: lettura politica del voto
Il referendum sulla giustizia viene valutato negativamente e, soprattutto, viene letto dalla maggioranza come un “No” diretto all’esecutivo. Secondo il sondaggio Termometro Politico, realizzato su 3.000 interviste tra il 24 e il 26 marzo subito dopo la consultazione, il 52,8% interpreta quel voto come un rifiuto rivolto al governo.
Questa percentuale viene indicata come il cuore del problema, perché implica che la sconfitta non venga percepita come un incidente di percorso. Il dato riportato mette in luce anche la distribuzione delle interpretazioni: circa il 28% attribuisce la sconfitta al merito della riforma, mentre la restante parte collega l’esito a ragioni diverse. Nel complesso, emerge l’idea che il governo riesca a perdere senza che il dibattito entri pienamente nel merito.
fiducia in calo: distanza crescente verso meloni
Accanto alla lettura politica del referendum, il sondaggio evidenzia un elemento considerato particolarmente critico: la fiducia. Il 52% degli italiani dichiara di non averne per nulla nella presidente del Consiglio, mentre il 25,8% esprime molta

