Montanari: "Il Sì al referendum ci riporta al fascismo, una regressione spaventosa
Una delle tappe più partecipate della mobilitazione pubblico-civile a difesa della Costituzione si è svolta al teatro Diana di Napoli. L’iniziativa, promossa dal comitato locale “È giusto dire No” in vista del referendum sul tema Nordio, ha riunito magistrati, scrittori, accademici e cittadini preoccupati per la tenuta democratica della Carta. L’evento è stato condotto dalla giornalista Carmen Lasorella e ha visto la sala piena, con una presenza che ha superato l’ingresso, testimonianza di una mobilitazione civile attiva e presente.
difesa della costituzione: protagonisti e contenuti dell’appuntamento napoletano
contesto e partecipanti
Nell’ambito della Staffetta in difesa della Costituzione, attori provenienti da diversi ambiti hanno portato all’attenzione questioni legate all’evoluzione delle norme fondamentali. Il quadro complessivo ha evidenziato una pluralità di voci, unite dall’attenzione per la salvaguardia dei principi costituzionali e da una determinazione a favorire decisioni informate da parte dei cittadini.
intervento di tomas montanari
Il rettore ha rimarcato rischi e ambiguïtà associati alla campagna referendaria. Secondo la lettura offerta, la narrazione pubblica rischia di essere distorta da elementi di depistaggio, con un’interpretazione della realtà che potrebbe facilitare una revisione della Costituzione. Si è sottolineata la necessità di ancorare le scelte popolari ai principi concreti della realtà istituzionale, evitando illusioni sul ruolo della sovranità.
tema chiave: separazione dei poteri e controllo costituzionale
Al centro del discorso è stato posto il principio montesquieuiano di bilanciamento tra poteri, finalizzato a impedire che un organo assuma un potere eccessivo. L’accento è stato posto sull’equilibrio fra esecutivo e giudiziario, convinti che la democrazia costituzionale trovi la sua forza proprio nel vincolo reciproco tra le diverse branche dello Stato.
riferimenti storici e principi costituzionali
La cornice storica è stata richiamata attraverso riferimenti ai fondatori del sistema costituzionale e ai momenti di resistenza democratica. Si è ricordata l’importanza dell’assemblea costituente e dei principi irrinunciabili dell’Illuminismo come basi per la tutela dei diritti e della funzione pubblica, con l’obiettivo di mantenere saldamente ancorata la politica al diritto.
riflessioni sull’equità della giustizia e sull’azione penale
Un punto di attenzione è stato rivolto al rischio di una pubblica accusa sottomessa a criteri di priorità ministeriale, citando una proposta normativa risalente al 2020. L’interpretazione di norme fondamentali come quelle sull’azione penale ha sollevato interrogativi sull’indipendenza della magistratura e sul ruolo della legge come baluardo contro l’arbitrio.
conclusioni e allarmi democratici
La discussione ha posto l’accento sull’allarme per una potenziale regressione democratica: non è solo una questione di organi particolari, ma una dinamica che riguarda l’intera cornice sociale. L’intervento ha richiamato la necessità di mantenere vivo il patrimonio delle conquiste civili conquistate nel lungo percorso storico, affinché non venga compromesso dall’emergere di nuove tensioni politiche.
protagonisti menzionati nel testo:
- Carmen Lasorella
- Tomaso Montanari
- Piero Calamandrei
- Tina Anselmi
- Giacomo Matteotti
- Giusi Bartolozzi
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