Missile americano colpì una scuola in iran uccidendo 21 persone tra cui bambini
Il bombardamento statunitense che ha colpito la scuola elementare di Minab, in Iran, con 175 vittime quasi tutte bambini, non risulterebbe essere un episodio isolato. Un’inchiesta del New York Times descrive infatti un secondo attacco avvenuto nello stesso periodo, nel quale sarebbe stata coinvolta una struttura scolastica e una palestra a Lamerd, con un bilancio di almeno 21 morti. L’analisi, basata su materiale visivo e condotta da esperti, collega anche questo caso all’impiego di un’arma riconducibile a un missile balistico di produzione americana.
attacco a lamerd: analisi visiva e numero delle vittime
Secondo l’inchiesta, l’attacco di Lamerd si sarebbe verificato anch’esso il 28 febbraio, nel primo giorno di guerra. Mentre a Minab si consumava la strage nella scuola elementare, a Lamerd sarebbe avvenuta un’azione con dinamiche considerate molto simili. La ricostruzione riferisce almeno 21 decessi, con vittime che si aggiungono al quadro complessivo già emerso per Minab.
proiettili di tungsteno e detonazione sopra il bersaglio
La parte centrale della ricostruzione riguarda l’arma. Gli esperti del giornale individuano un modello coerente con un Precision Strike Missile (PrSM) a corto raggio. Il PrSM è descritto come un sistema progettato per detonare appena sopra il bersaglio e per rilasciare piccoli proiettili di tungsteno verso l’esterno. La compatibilità sarebbe sostenuta da diverse immagini video e fotografiche.
In una zona residenziale, a circa 270 metri dal complesso colpito, i filmati mostrerebbero l’arma in volo, con una forma ritenuta chiaramente riconducibile a un PrSM. Successivamente, l’ordigno esploderebbe generando una grande palla di fuoco a mezz’aria. Le foto scattate dopo l’impatto indicano la presenza di numerosi fori nei siti colpiti, interpretati come conseguenza dell’azione dei proiettili di tungsteno.
minab e lamerd: nuovi dubbi sulla tesi dell’errore informativo
Il caso di Lamerd riaccende i dubbi intorno alla spiegazione fornita dai vertici militari statunitensi rispetto alla tragedia di Minab. Secondo la posizione delle autorità americane, la strage sarebbe stata il risultato di un errore legato all’uso di dati di geolocalizzazione non aggiornati. Per l’inchiesta del New York Times, invece, il punto ritenuto fermo riguarda modello e provenienza dell’arma impiegata in almeno due episodi distinti.
caratteristiche dell’arma e conferme attraverso immagini
La tesi dell’attribuzione viene sostenuta dalla corrispondenza tra le caratteristiche osservate e l’insieme dei segni lasciati dall’ordigno. Nel racconto dell’inchiesta risultano determinanti sia la sequenza di riprese legate alla traiettoria e all’esplosione, sia i danni fotografati in seguito. A rafforzare il collegamento tra gli episodi, il giornale sottolinea anche elementi di scenario che accomunerebbero Minab e Lamerd.
basi militari vicino alle scuole: lo scenario descritto a lamerd
Un elemento considerato comune tra gli attacchi riguarda la presenza di basi militari adiacenti ai complessi scolastici. A Lamerd, al fianco della palestra, si troverebbe una struttura utilizzata dal Corpo dei Guardiani della Rivoluzione. Il New York Times precisa che al momento non sarebbe possibile stabilire con certezza se anche quella struttura sia stata colpita.
La stessa ricostruzione aggiunge che, almeno da 15 anni, il complesso dell’Irgc e l’area che comprende scuola e palestra risultano separati da un muro. Questa distanza, secondo quanto riportato, limita la possibilità di conferme immediate sull’eventuale coinvolgimento diretto di installazioni militari.
uso civile della palestra e accuse iraniane
La denuncia dell’azione statunitense è stata fatta anche da Amir Saeid Iravani, rappresentante permanente dell’Iran presso le Nazioni Unite. Secondo la ricostruzione riportata, durante gli attacchi la palestra sarebbe stata impiegata da una squadra femminile di pallavolo.
Foto e video pubblicati su un account social collegato alla scuola mostrerebbero che la struttura era regolarmente frequentata da bambini. Inoltre, la palestra sarebbe stata identificata pubblicamente come struttura ad uso civile su piattaforme di mappatura digitale facilmente accessibili, tra cui Google Maps, Apple Maps e Wikimapia.
risposta degli Stati Uniti e verifiche su altri colpiti
Il capitano Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti, ha dichiarato in una nota al Times che le segnalazioni sarebbero in esame. Nella stessa comunicazione viene affermato che le forze statunitensi non prendono di mira indiscriminatamente i civili, a differenza del regime iraniano.
Nonostante questo, alcuni canali Telegram e altri media locali avrebbero riportato che sarebbe stato colpito anche un centro culturale. L’informazione non risulterebbe verificata in modo indipendente al momento della ricostruzione descritta.
personaggi citati
- Amir Saeid Iravani
- Tim Hawkins
