Metro C Roma: ricorso al Tar contro l'abbattimento alberi, trapianti definiti "scusa per aggirare la legge
Il dibattito pubblico sulle alberature romane è stato scalato da una serie di interventi nei cantieri della metro C e nelle aree storiche circostanti, con scene di capitozzature intensive e distruzioni parziali di essenze secolari. Tra Fori imperiali e zone legate al Centro Storico emergono casi che coinvolgono pini, platani, lecci e paulonie, oltre a esemplari storici di altre specie presenti in viali e aree pedonali. Le segnalazioni arrivano da commercianti e residenti, che denunciano una mancanza di chiarezza e tempi di intervento non comunicati, alimentando un acceso scambio di opinioni sui social network. Nel contesto ufficiale, l’amministrazione afferma che molti alberi verranno spostati mediante trapianto e che gli interventi devono procedere per rendere possibile l’avanzamento dei lavori.
abbattimenti e capitozzature negli interventi della metro c a roma
contenuto e aree interessate
Nel centro storico e nelle aree limitrofe ai cantieri, si registrano operazioni che hanno interessato pini, platani e altre alberature di valore paesaggistico. Tra le zone colpite citate si distinguono i dintorni dei Fori Imperiali, Castel Sant’Angelo e Corso Vittorio Emanuele, nonché tratti di Viale Mazzini. Secondo i racconti degli attori locali, le operazioni hanno comportato tagli e capitozzature drastiche su esemplari considerati storici o di rilievo ambientale, con l’impressione che le alberature siano state ritenute irrimediabilmente danneggiate o non più recuperabili.
posizioni dell’amministrazione
Dal Campidoglio arriva la spiegazione che molti alberi saranno trasferiti invece di essere eliminati, inquadrando gli interventi come parte di una strategia globale per la realizzazione della metropolitana. Per la gestione delle aree interessate, è stata indicata una perizia tecnica che, almeno finora, si riferisce a 12 pini, sollevando interrogativi su eventuali eseguiti ulteriori e sull’accountability dei numeri forniti. L’amministrazione sostiene che le trasformazioni siano finalizzate al rafforzamento della mobilità e della sicurezza urbana, e che la tutela della struttura urbana rimanga prioritaria.
la posizione di c.u.r.a.a e le richieste
La C.u.r.a.a— l’associazione Cittadini Uniti per Roma— ribadisce che nessun cantiere può autorizzare la distruzione di alberi, ricordando che la legge impone all’amministrazione di fare tutto il possibile per evitare tagli eccessivi. Secondo la loro lettura, la metropolitana e i cantieri non giustificano la distruzione di essenze presenti sul territorio. L’associazione ha presentato al Tar un ricorso d’urgenza per ottenere una sospensione immediata degli abbattimenti durante l’esame delle pratiche e l’acquisizione delle carte, chiedendo attenzione alle aree vincolate e agli alberi interessati. Secondo la presidente Jacopa Stinchelli, >»l’abbattimento e la capitozzatura senza preavviso sono in contrasto con la normativa vigente» e ha espresso preoccupazione per la mancanza di documenti disponibili online, oltre al fatto che non siano chiare le condizioni di trapianto e la gestione di eventuali nidificazioni.
capitozzature e presunto trapianto: cosa significa
La campagna di controanalisi evidenzia che in molti casi non esistono determine o delibere a supporto delle operazioni segnalate come trapianti o spostamenti di alberi. Si parla di alberi considerati sanissimi che potrebbero essere trasformati in “frankenstein” se i presunti spostamenti non prevedono la movimentazione dell’intera zolla di terra per preservare l’apparato radicale. Secondo i detrattori, le immagini mostrano alberi abbattuti senza una verifica chiara; l’esito pratico sarebbe la perdita irreversibile di alcune essenze, con un impatto ambientale che non appare giustificato da un tracciato di cantiere trasparente. Inoltre, si domanda dove vadano a finire gli alberi una volta materialmente rimossi e chi ne controlli la futura collocazione, con l’allarme su possibili effetti negativi sull’ecosistema urbano durante il periodo di nidificazione.
La posizione degli attori locali ribadisce che la normativa va applicata senza deviazioni: i progetti non possono giustificare la distruzione di piante sane, né permettere pratiche come l’espianto mascherato o il trasporto senza protocolli adeguati. Il messaggio è chiaro: servono spiegazioni chiare e controlli rigorosi per garantire la tutela del patrimonio arboreo e dei diritti dei cittadini.
In contesto, la gestione degli interventi ambientali nei cantieri storici resta al centro di un confronto acceso tra amministrazione, associazioni dei cittadini e operatori, con l’esigenza di bilanciare necessità infrastrutturali e tutela degli alberi).
Nel quadro di quanto descritto, la situazione continua a richiedere chiarimenti sulle pratiche adottate e sulle basi tecniche impiegate per le scelte di abbattimento o di trapianto, con la necessità di rendere pubblici i documenti relativi e di mostrare i criteri di valutazione ambientale, con particolare attenzione alle condizioni ecologiche e alle Nidificazioni.
Nel contesto della discussione pubblica, emergono considerazioni sull’equilibrio tra progresso infrastrutturale e tutela ambientale, con richieste di maggiore trasparenza e responsabilità nelle decisioni relative agli alberi storici urbani.
Persone di rilievo che emergono nel dibattito
- Jacopa Stinchelli — presidente di C.u.r.a.a.
