Meloni propone sospensione ETS, otto Paesi UE in netto dissenso
In tempi di turbolenze energetiche e crescenti prezzi di petrolio e gas, l’Unione europea si prepara a un vertice cruciale in cui la tenuta del sistema di scambio delle emissioni resta centrale per la politica climatica. Il dibattito verte sull’equilibrio tra stabilità del mercato del carbonio, competitività industriale e capacità di accelerare la decarbonizzazione, senza compromettere la sicurezza economica degli stati membri.
sistema europeo di scambio delle emissioni (ets) al centro del dibattito europeo
Un gruppo di otto paesi – Danimarca, Olanda, Svezia, Finlandia, Spagna, Portogallo, Slovenia e Lussemburgo – sottolinea che l’ETS rappresenta una pietra angolare della politica climatica dell’UE. Il documento sottolinea che apportare modifiche drastiche o sospenderlo comporterebbe un passo indietro non solo in termini di ambizione climatica ma anche perché minerebbe i segnali di prezzo del carbonio necessari a guidare investimenti e stabilità del mercato.
Secondo i firmatari, l’ETS fornisce segnali chiari per rafforzare l’industria europea e sostenere una strada di decarbonizzazione e reindustrializzazione basata su fonti energetiche domestiche, pulite e accessibili. La stabilità normativa è ritenuta essenziale per attirare capitali e offrire visibilità di lungo periodo a settori industriali rilevanti.
Il sistema, si precisa nel testo, si è dimostrato efficiente e economicamente sostenibile, evolvendosi nel tempo per offrire flessibilità alle imprese nel perseguire obiettivi climatici. Modificarlo in profondità o congelarlo potrebbe alterare condizioni di concorrenza e penalizzare chi ha già investito nel processo di decarbonizzazione, rallentando ulteriori investimenti.
Negli ultimi giorni è emersa anche la posizione di un gruppo di aziende europee che hanno chiesto ai capi di Stato e di governo di difendere l’ETS, presentandolo come elemento chiave in un quadro complessivo che tende a spiegare i prezzi energetici elevati derivanti dai combustibili fossili.
indicazioni per la revisione e obiettivi futuri
Gli otto Paesi lasciano spazio a eventuali aggiustamenti mirati che contribuiscano a preservare la stabilità del sistema durante periodi di volatilità, senza compromettere gli obiettivi di decarbonizzazione. La revisione dell’ETS prevista in agenda dovrebbe sostenere decarbonizzazione, investimenti e occupazione in Europa, riducendo al minimo il rischio di delocalizzazione delle emissioni (carbon leakage).
impatto su investimenti, sicurezza energetica e competitività
Il messaggio comune evidenzia che la cornice normativa stabile è fondamentale per guidare investimenti a lungo termine, offrire certezze agli stakeholder e mantenere la competitività dell’industria europea nel contesto globale. Il sistema di prezzi del carbonio è presentato come uno strumento chiave per bilanciare obiettivi ambientali con esigenze economiche, senza rinunciare all’attuazione di politiche e investimenti domestici.

