Mai più: proposta di legge per rimuovere le intitolazioni a sostenitori delle leggi razziali

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Mai più: proposta di legge per rimuovere le intitolazioni a sostenitori delle leggi razziali

Una proposta di legge presentata in parlamento mira a rafforzare la condanna dell’antisemitismo e dell’odio razziale aggiornando la normativa sulla titolazione di strade, monumenti ed edifici. L’intervento intende ridefinire i criteri per dedicare luoghi pubblici o privati aperti al pubblico, introducendo limiti espliciti a chi ha sostenuto ideologie discriminatorie nel passato recente o remoto.

titolarità di strade e luoghi: contenuti principali della proposta

Nel testo in esame, è prevista l’introduzione del nuovo art. 3bis della disciplina vigente, che interdice la dedicazione a persone che, attraverso atti o scritti, abbiano sostenuto, propagato o organizzato l’antisemitismo e l’odio raziale. In sintesi, nessuna strada, alcun monumento, edificio o spazio pubblico o privato aperto al pubblico può essere intitolato a figure con tali responsabilità.

«Se davvero abbiamo tutti a cuore la battaglia contro l’odio razziale – afferma il proponente – iniziamo con il vietare per legge la titolazione di luoghi a chi ha sostenuto le politiche razziste, come fece Almirante».

ambito di applicazione

La norma tocca tutte le tipologie di luoghi, comprese strade e spazi pubblici, nonché componenti privati aperti al pubblico, dove l’inclusione di nomi legati a comportamenti discriminatori sarebbe incompatibile con i principi repubblicani.

interventi correttivi e tempi di attuazione

Le amministrazioni comunali sono chiamate, entro sei mesi dall’entrata in vigore della nuova disciplina, a uniformarsi al principio enunciato. Analogamente, enti, fondazioni e organizzazioni private che hanno denominazioni riconducibili a tali figure dovranno adeguarsi entro un anno, eventualmente cambiando il proprio nome.

contesto storico e posizionamento politico

Nel testo si richiama la necessità di un impegno pubblico netto da parte della Repubblica per condannare e prendere le distanze da ogni idea o azione legata all’antisemitismo e all’odio raziale. Si ricordano importanti riferimenti storici: le imprese coloniali di fine ’800 e, soprattutto, il periodo del fascismo, che fomentò una cultura della superiorità razziale a supporto della politica espansionistica. Tra gli elementi citati figurano la diffusione di canzonette popolari, caricature sui giornali, l’adozione del “Manifesto della razza”, la pubblicazione della rivista La difesa della razza e l’approvazione delle leggi razziali, culminate nella collaborazione con il nazismo nello sterminio. Questi riferimenti chiariscono l’intento di evitare che contesti pubblici onorino figure associate a tali scelte.

In chiusura, la proposta fissa una cornice operativa: una volta approvata, la nuova disciplina imporrebbe un aggiornamento puntuale delle denominazioni per allinearsi ai principi di condanna dell’odio e di non durevole riconoscimento di figure legate a tali politiche discriminatorie.

Nella trattazione emergono riferimenti a figure chiave, tra cui:

  • Arturo Scotto
  • Almirante

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