Leader iraniani colpiti 'inizio del conflitto

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Leader iraniani colpiti  'inizio del conflitto

Un’operazione congiunta tra Stati Uniti e Israele ha causato la perdita di numerose figure di vertice della leadership iraniana, segnando una svolta significativa nelle dinamiche di sicurezza regionali e nella gestione interna della Repubblica islamica. Le azioni hanno rimosso esponenti chiave e ridefinito l’equilibrio tra potere politico e capacità militari, con ripercussioni immediate sul panorama geopolitico.

alti funzionari iraniani eliminati nell'operazione usa-israele

Nell’arco di poche settimane si è registrata una serie di uccisioni che hanno interessato la Guida suprema e i vertici militari. In uno degli sviluppi più marcati, Ali Khamenei, guida spirituale dell’Iran dal 1989, è stato eliminato il 28 febbraio insieme a cinque membri della sua famiglia in un raid sul complesso in centro a Teheran. Nello stesso contesto, Ali Larijani, capo del Consiglio di sicurezza nazionale, è stato neutralizzato in un attacco che ha preso di mira il bunker dove si era rifugiato con il figlio, segnando un colpo pesante al vertice politico iraniano.

Tra i partecipanti all’azione figurano almeno cinque alti comandanti militari, tra cui Ali Shamkhani, stretto consigliere della Guida suprema e già ex segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale. Shamkhani è stato ucciso nel primo giorno della nuova offensiva. Altri eliminati nel medesimo periodo includono Aziz Nasirzadeh, ministro della Difesa, Mohammad Pakpour, comandante dei Guardiani della Rivoluzione, Abdolrahim Mousavi, capo di stato maggiore delle forze armate, e Mohammad Shirazi, che da tempo dirigeva l’Ufficio militare della Guida suprema.

Nella stessa giornata in cui Larijani è stata riportata la perdita, le forze israeliane hanno dichiarato di aver eliminato Gholamreza Soleimani, comandante delle forze Basij, e il suo vice Qasim Qureshi, responsabili della repressione contro i manifestanti antigovernativi. Fonti israeliane hanno aggiunto che Rahman Makdem, capo della Divisione Operazioni Speciali delle Guardie Rivoluzionarie, e Salah Asadi, capo dell’intelligence presso il quartier generale di emergenza militare iraniano, sono stati uccisi nella prima ondata di raid.

Altri nomi citati come bersagli o coinvolti in ruoli chiave includono Reza Mozaffari Nia, ex direttore del programma di armi avanzate dell’Organizzazione per l’Innovazione e la Ricerca Difensiva (Spnd) e promotore di progetti relativi alle armi nucleari, nonché Hossein Jabal Amelian, presidente della Spnd che nel tempo ha promosso iniziative legate allo sviluppo di armi nucleari.

Secondo quanto riferito dalle fonti israeliane, l’azione ha preso di mira figure centrali della leadership e dei corpi di sicurezza, con un impatto immediato sul vertice politico-militare iraniano e sul controllo strategico delle forze armate. Le stesse fonti indicano che alcune strutture operative e di intelligence sono state colpite in modo mirato, contribuendo a un indebolimento tangibile della rete decisionale esterna e interna.

elenco dei nominativi principali interessati dall'azione:

  • Ali Khamenei
  • Ali Larijani
  • Ali Shamkhani
  • Aziz Nasirzadeh
  • Mohammad Pakpour
  • Abdolrahim Mousavi
  • Mohammad Shirazi
  • Gholamreza Soleimani
  • Qasim Qureshi
  • Rahman Makdem
  • Salah Asadi
  • Reza Mozaffari Nia
  • Hossein Jabal Amelian

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