La procura blocca l'incarico euro alla pm sostenitrice del referendum
Nel panorama politico attuale, una magistrata ha acquisito notevole visibilità nel fronte del Sì al referendum, raccontata dai media come figura chiave che sostiene la riforma Nordio e critica il No per ragioni legate alla gestione della “casta”. L’attenzione pubblica si è concentrata su interventi televisivi e interventi pubblici in cui si è espressa contro l’opposizione dei colleghi, collegando tali posizioni a questioni di indipendenza e a precedenti come il caso Palamara.
annalisa imparato: profilo e contesto professionale
annalisa imparato, 41 anni, è sostituta procuratrice a Santa Maria Capua Vetere. Oltre agli incarichi giudiziari, è apparsa spesso sui media in chiave difensiva della riforma in discussione, sostenendo che l’opposizione non sia unica e che contesti di sistema possano influire sulle scelte politiche. Oltre all’attività in magistratura, ha partecipato a eventi pubblici di rilievo per una parte politica di riferimento, contribuendo a un profilo pubblico che va oltre la funzione giudiziaria. Nel corso degli ultimi anni ha assunto incarichi e ruoli di collaborazione con il governo e con forze della maggioranza, confermando una rete di rapporti consolidata con forze di centrodestra e con i loro organi di riferimento.
incarichi e consulenze
ruoli istituzionali e rapporti con il governo
Secondo il profilo professionale, a partire dal 2024 imparato è risultata consulente del ministero della Difesa con la funzione di docente formatore per il personale militare nelle materie di diritto internazionale umanitario. Per un periodo fino al settembre 2025 è stata anche consulente della Commissione parlamentare di inchiesta sulle ecomafie, presieduta da Jacopo Morrone.
La consulenza più rilevante sul piano istituzionale doveva svolgersi presso il Comitato per la legislazione del Senato, organismo che esprime pareri sulla qualità dei testi normativi. La nomina è stata proposta nel corso del 2024 dalla senatrice Daisy Pirovano, esponente della Lega, che in quel periodo occupava la presidenza del Comitato a turno tra i componenti. In agosto Imparato ha chiesto al Consiglio superiore della magistratura l’autorizzazione a svolgere l’incarico.
la vicenda del compenso al senato
La prima valutazione della pratica ha messo in luce un compenso di 2.336,55 euro al mese, in aggiunta allo stipendio da magistrato, per svolgere 160 ore in un anno. La somma risulta significativa e ha spinto la commissione competente (Prima) a proporre di non autorizzare l’incarico. Il 5 novembre la pratica è stata inserita in urgenza all’ordine del giorno del Consiglio, poiché mancava poco al termine per il silenzio-assenso. Un consigliere laico ha chiesto di rinviare l’esame, ritenendo non rispettosa la modalità della procedura per una richiesta proveniente dal Senato.
Così, l’8 novembre è scattato il silenzio-assenso, che ha permesso a imparato di iniziare l’attività e di percepire l’emolumento. Tuttavia, il 17 dicembre il consiglio ha annullato l’autorizzazione in autotutela, ritenendo che una corresponsione fissa e forfettaria potesse compromettere l’immagine di indipendenza e imparzialità del magistrato e il prestigio dell’ordine giudiziario. In risposta, impparato ha dichiarato di non aver mai esercitato l’incarico né percepito il compenso durante il periodo di autorizzazione, spiegando di aver ricevuto solo un preavviso di rigetto e ribadendo che non si può ricevere un compenso se l’attività non viene effettivamente svolta. Non contesta le motivazioni della decisione finale, limitandosi a sottolineare che avrebbe reagito se avesse ritenuto errate o incongrue le motivazioni.
Paragrafo dedicato ai protagonisti principali della vicenda, con elenco che li nomina chiaramente:
- annalisa imparato
- daisy pirovano
- jacopo morrone
- felice giuffré

