Italiani dicono no a un regime autocratico e politica sui binari giusti

• Pubblicato il • 5 min
Italiani dicono no a un regime autocratico e politica  sui binari giusti

La netta vittoria del No al referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati viene collegata a un lavoro di spiegazione accurato svolto da magistrati, in particolare Gratteri, insieme a giornalisti, intellettuali e politici della vecchia guardia. Il punto centrale della comunicazione ruoterebbe attorno alla reale portata del quesito referendario, descritto non come una semplice riorganizzazione professionale, ma come un passaggio con conseguenze più ampie sull’assetto dei poteri dello Stato.

Il quesito viene associato a un doppio significato: oltre alla separazione delle carriere, emergerebbe in modo marcato il ridimensionamento del potere giudiziario e la subordinazione dei pubblici ministeri al potere esecutivo. Da tale prospettiva deriva il timore di una grave distruzione dell’equilibrio dei poteri, considerato già compromesso per effetto dell’ingresso, nel perimetro dell’Esecutivo, anche del potere legislativo del Parlamento. Questo sarebbe avvenuto tramite la pratica di sostituire le leggi di iniziativa parlamentare con decreti legge soggetti all’approvazione delle Camere.

referendum e equilibrio dei poteri: separazione delle carriere e ruolo dei pubblici ministeri

Secondo la ricostruzione proposta, la “separazione delle carriere” dei magistrati viene letta dentro un quadro di trasformazioni istituzionali più ampio. L’attenzione si concentra su due direttrici: la prima riguarda il cambiamento che investirebbe il potere giudiziario; la seconda riguarda il modo in cui i pubblici ministeri verrebbero messi in una condizione di subordinazione rispetto all’Esecutivo. L’insieme viene collegato a una perdita di bilanciamento tra i poteri dello Stato, già alterata dalla dinamica legislativa descritta come dipendente dai decreti legge.

il quadro complessivo: riforme costituzionali, autonomie differenziate e premierato

Il referendum sarebbe inserito in una visione che mira a modificare la Costituzione attraverso più passaggi. Nel testo vengono citate le autonomie differenziate, la separazione delle carriere dei magistrati e l’attuazione del disegno di legge costituzionale sul premierato. A rafforzare la preoccupazione viene riportata anche un’affermazione attribuita al ministro Tajani, secondo cui, dopo l’approvazione del premierato, si procederebbe a eliminare l’articolo 109 della Costituzione, relativo al principio secondo cui “L’Autorità giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria”.

contesto politico e misure già indicate come critiche: giustizia, diritti e politiche economiche

Nel medesimo scenario politico vengono richiamati diversi interventi considerati rilevanti. Tra questi figura l’abrogazione del reato di abuso di ufficio, motivata nel testo con l’esigenza di salvare i cosiddetti “colletti bianchi”. Viene inoltre menzionato il forte ridimensionamento della giurisdizione della Corte dei conti, insieme a limitazioni al diritto di manifestazione del proprio pensiero realizzate tramite i due decreti sicurezza.

La parte economico-sociale descrive una serie di elementi: una politica economica e fiscale ritenuta favorevole alle grandi evasioni, una tassazione iniqua definita come flat tax che farebbe pesare la quota maggiore sui lavoratori dipendenti mentre favorirebbe i ricchi. È richiamata anche una forza lavoro frantumata in forme di lavoro a termine, precario e flessibile, oltre all’assenza di misure di sicurezza sul lavoro.

Il quadro sociale viene completato da dati sulla povertà: povertà assoluta per sei milioni di persone e povertà relativa per oltre dieci milioni. Sul piano ambientale viene citata una distruzione sistematica dell’ambiente con enormi consumi di suolo. Sul fronte sanitario e dell’istruzione vengono segnalate distruzione della sanità e gravissime difficoltà dell’istruzione. L’elenco comprende anche un incremento abnorme delle spese militari e, come conseguenza, una dipendenza dell’Italia da quanto descritto come la politica dissennata di Trump.

voto, partecipazione e richiesta di cambiamento: dalla comprensione del quesito all’azione politica

La riuscita del No viene collegata a una percezione diffusa tra gli elettori. Nel testo si afferma che gli italiani avrebbero compreso la portata del referendum, recandosi in massa alle urne con una partecipazione che sfiora il 60 per cento degli aventi diritto. Particolare rilievo viene attribuito alla risposta dei giovani, descritti come immediatamente consapevoli che si trattasse di limitazioni delle libertà costituzionali, contribuendo con un apporto significativo alla vittoria del No grazie all’entusiasmo.

La fase successiva viene individuata nella necessità di rimettere sui binari giusti la politica del Paese. Viene espresso l’orientamento a sperare nelle prossime elezioni e nella capacità dei partiti vincitori di riconoscere che il disastro descritto deriverebbe da una politica economica sbagliata seguita per ultimi trenta anni, sia dai governi di destra sia da quelli di sinistra. Ne risulterebbe la richiesta di un cambiamento radicale.

produzione di ricchezza, privatizzazioni e modello economico alternativo

Nel testo viene indicata la necessità di restituire agli italiani le fonti di produzione di ricchezza considerate “alienate” tramite le privatizzazioni delle Aziende pubbliche. Il richiamo storico sarebbe al miracolo economico italiano degli anni sessanta, descritto come fondato su produttività e posti di lavoro. In alternativa viene proposto di sostituire un sistema economico definito predatorio neoliberista, caratterizzato dall’accentramento della ricchezza, da forte competitività e dall’esclusione dello Stato dall’economia, con un sistema di stampo keynesiano che prevede distribuzione della ricchezza e intervento dello Stato nella economia.

La cornice normativa richiamata è l’articolo 43 della vigente Costituzione della Repubblica italiana.

figure citate nel quadro politico e comunicativo

All’interno della ricostruzione proposta compaiono nominativi collegati all’impegno comunicativo e al dibattito istituzionale.

  • Gratteri
  • Tajani
Gli italiani hanno detto No ad un regime autocratico. Ora la politica si rimetta sui binari giusti
Preferirei di NO
Categorie: Politica

Per te