Guerra in iran tutte le news e gli aggiornamenti di oggi giovedì 26 marzo
Le dichiarazioni e le ricostruzioni emerse nelle ultime ore alimentano il quadro di una fase ad alta tensione, tra obiettivi dichiarati di rapidità dell’operazione contro l’Iran, affermazioni sulla sua presunta inevitabile chiusura e notizie su sviluppi legislativi e militari. Sullo sfondo restano anche le discussioni su costi, narrativa pubblica e dinamiche negoziali, mentre continuano a essere riportati aggiornamenti dall’area di Teheran, Israele e Stretto di Hormuz.
Trump punta a una fine rapida della guerra contro l’Iran
Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Donald Trump avrebbe indicato ai collaboratori l’auspicio di porre fine alla guerra rapidamente, con un orizzonte operativo circoscritto alle prossime settimane. La ricostruzione si colloca a quasi un mese dall’avvio, il 28 febbraio, delle operazioni militari di Usa e Israele contro l’Iran.
In privato, il presidente statunitense avrebbe riferito ai consiglieri di considerare il conflitto nelle sue fasi conclusive e di rispettare i tempi indicati pubblicamente, con una durata prevista di quattro-sei settimane. L’obiettivo sulla durata complessiva delle operazioni risulterebbe legato anche all’atteso summit con il leader cinese Xi Jinping.
Tra le fonti riportate dal giornale, una ulteriore testimonianza attribuisce a Trump l’idea che il conflitto stia distogliendo l’attenzione da altre priorità politiche.
Trump e i costi della guerra: “caro benzina” e attacco come necessità
Donald Trump ha ammesso che, dopo l’avvio della guerra contro l’Iran, sono aumentati i costi legati alla vita quotidiana, citando in particolare i rincari della benzina. Nel corso di un evento a Washington, ha collegato tali aumenti alle conseguenze economiche dell’operazione.
Nel medesimo passaggio, Trump ha affermato di aver avuto un motivo strategico per lanciare l’azione militare, sostenendo: “dovevo eliminare quel cancro di Teheran”. Ha poi aggiunto che la ricostruzione economica avrebbe portato, secondo la sua visione, a un’economia più forte, attribuendo ai democratici la responsabilità dell’inflazione.
Trump sulle tempistiche nucleari e sulla “vittoria” nei primi giorni
Donald Trump ha ribadito la propria convinzione secondo cui l’Iran fosse vicino alla produzione di un’arma nucleare. Secondo le sue dichiarazioni, l’Iran sarebbe stato a “due settimane” dal produrre l’arma atomica quando lui avrebbe deciso di attaccare.
Durante la cena annuale di raccolta fondi del Comitato repubblicano per il Congresso, Trump ha insistito anche su una tesi sulla fase iniziale dell’operazione, affermando che gli Stati Uniti avrebbero “vinto la guerra” nei primi due giorni dell’operazione denominata “Epic Fury”.
Trump risponde alle accuse: “fake news” e decimazione dell’Iran
Nel corso della stessa cornice di raccolta fondi, Donald Trump ha respinto la narrativa secondo cui l’operazione sarebbe in difficoltà. Ha dichiarato che per i media definiti da lui come “produttori di fake news” il dato sarebbe di una presunta perdita della guerra contro l’Iran, mentre la sua posizione sarebbe opposta: “lo abbiamo decimato”.
Le parole sono state pronunciate a Union Station, a Washington, durante la cena annuale del Comitato repubblicano per il Congresso, dove la tesi centrale è stata la negazione del quadro di peggioramento e la sottolineatura dell’efficacia dell’azione.
Trump: Iran interessato a un accordo ma “non vuole dirlo”
Trump ha sostenuto che l’Iran voglia raggiungere un accordo, pur mostrando, a suo dire, esitazione nel dichiararlo apertamente. Secondo la ricostruzione attribuita alle sue parole nelle ultime ore, l’Iran “ha paura ad affermarlo”.
Trump ha affermato inoltre che nessuno avrebbe mai visto qualcosa di simile a quanto sarebbe in corso in Medio Oriente con l’Iran. Ha aggiunto che, nella sua lettura, l’Iran starebbe negoziando e desidererebbe arrivare a un’intesa, ma eviterebbe di dirlo perché teme di essere ucciso dalla propria gente e teme anche che possa avvenire un’azione da parte statunitense. Le sue dichiarazioni richiamano il fatto che il 28 febbraio Usa e Israele avrebbero avviato le operazioni contro l’Iran.
Parlamento iraniano e pedaggi nello stretto di Hormuz
Secondo i media iraniani, il parlamento di Teheran starebbe lavorando a una legge per imporre pedaggi sullo stretto di Hormuz. La misura sarebbe volta a formalizzare le tariffe applicabili ad alcune navi in transito nella zona.
Le agenzie Fars e Tasnim, riportate come vicine alle Guardie Rivoluzionarie iraniane, citano il parlamentare Mohammadreza Rezaei Kouchi, indicato come fonte di questa iniziativa. Nell’impostazione descritta, il disegno di legge mirerebbe a codificare sovranità, controllo e supervisione iraniane sullo stretto, creando al contempo una fonte di entrate tramite la riscossione dei pedaggi.
La logica riportata dai media paragona lo stretto ad altri corridoi commerciali dove si pagano tasse di transito, sostenendo che la sicurezza sarebbe garantita dall’Iran e che, di conseguenza, anche navi e petroliere dovrebbero contribuire attraverso le tariffe.
Attacchi israeliani su infrastrutture iraniane e nuovi lanci missilistici
idf: attacchi su larga scala contro infrastrutture iraniane
Secondo quanto riferito da media locali israeliani, l’esercito di Israele afferma di aver lanciato attacchi su larga scala in Iran. In un comunicato dell’esercito, le forze israeliane avrebbero condotto una serie di attacchi su vasta scala contro le infrastrutture riferite come parte del “regime terroristico iraniano”, in diverse aree del Paese.
quarto attacco missilistico iraniano in due ore: sirene in Israele
Le Forze di Difesa Israeliane (idf) rilevano un ulteriore attacco missilistico balistico proveniente dall’Iran, definito come quarto in due ore. Il Times of Israel riporta che le sirene avrebbero dovuto risuonare nuovamente nel centro di Israele e nell’area di Gerusalemme nei minuti successivi.
soccorso israeliano: 5 feriti per missile a nord di Tel Aviv
Il servizio di ambulanze israeliano ha comunicato di aver prestato soccorso a persone rimaste ferite in un’esplosione avvenuta dopo un lancio di missili a nord di Tel Aviv, nella località di Kfar Qasim. Un paramedico israeliano, primo a intervenire, ha descritto lo scenario come “caos”.
Secondo la ricostruzione riportata, l’intervento è avvenuto con unità di terapia intensiva e ambulanze in tempi rapidi, con la segnalazione della presenza di distruzione all’interno dell’abitazione e il ferimento di cinque persone presenti al momento dell’esplosione. Le parole di Tomer Gussman vengono collegate a un comunicato stampa dei servizi di soccorso israeliani; i feriti lievi sarebbero stati trasportati in ospedale.
figure citate nelle notizie
Le informazioni riportate fanno riferimento a diverse personalità coinvolte o menzionate nelle ricostruzioni, tra dichiarazioni politiche, iniziative legislative e fonti operative.
- Donald Trump
- Xi Jinping
- Mohammadreza Rezaei Kouchi
- Tomer Gussman
