Guerra in iran, news e aggiornamenti di oggi mercoledì 25 marzo
Il dossier delle trattative tra Stati Uniti e Iran torna al centro delle cronache con due scenari distinti: da una parte un piano statunitense con 15 punti che riguarda dossier nucleare, sanzioni e sicurezza regionale; dall’altra le reazioni iraniane e americane, con accuse reciproche e richieste definite irrealistiche da Washington. Sullo sfondo, continuano a registrarsi aggiornamenti sul conflitto tra Iran e Israele, oltre a nuovi bilanci di vittime in Libano.
accordo usa-iran da 15 punti: nucleare, sanzioni e regole di sicurezza
Secondo quanto riferito dall’emittente israeliana Channel 12, gli Stati Uniti avrebbero proposto a Teheran un impianto composto da 15 punti. Il documento includerebbe lo smantellamento delle capacità nucleari già accumulate, un impegno iraniano a non sviluppare mai armi nucleari e l’indicazione secondo cui non vi sarebbe materiale arricchito presente sul suolo iraniano.
consegna del materiale all’aiea e dismissione degli impianti nucleari
Tra gli elementi previsti, tutto il materiale arricchito verrebbe consegnato all’agenzia per l’energia atomica secondo un calendario stabilito dalle parti. Inoltre, gli impianti di Natanz, Isfahan e Fordow sarebbero dismessi e distrutti.
Viene anche indicato che l’Aiea avrebbe accesso a tutte le informazioni presenti entro i confini iraniani, rendendo più strutturato il controllo sullo stato delle attività.
strategie regionali: proxy, milizie e sicurezza nello stretto di hormuz
Secondo Channel 12, Teheran dovrebbe abbandonare la strategia dei proxy e cessare di finanziare e armare milizie nella regione. Sul piano marittimo, lo stretto di Hormuz rimarrebbe aperto come zona marittima libera, con l’indicazione che nessuno lo bloccherebbe.
Per quanto riguarda il progetto missilistico, sarebbe presa una decisione in un momento successivo. Nel frattempo, l’impostazione delineata richiede di limitare numero e gittata, con un uso futuro destinato solo a scopo di autodifesa.
cosa otterrebbe l’iran: revoca sanzioni, cooperazione civile e fine della minaccia snapback
Nel quadro descritto, i benefici per Teheran sarebbero legati alla rimozione di tutte le sanzioni. Il piano includerebbe anche un supporto per promuovere e sviluppare un progetto nucleare civile a Bushehr, collegato alla produzione di elettricità. Un altro elemento atteso sarebbe l’eliminazione della minaccia dello “snapback”, ossia il ripristino automatico delle sanzioni.
risposte iraniane e reazioni statunitensi su cessate il fuoco e negoziati
Al tempo stesso, un portavoce militare iraniano avrebbe deriso i tentativi Usa di arrivare a un accordo di cessate il fuoco. La posizione viene riportata dai media internazionali tramite un video preregistrato trasmesso dalla televisione di Stato.
derisione iraniana: “fallimento strategico” e contrapposizione alle trattative
Nel video, il tenente colonnello Ebrahim Zolfaghari avrebbe affermato che la potenza strategica degli Stati Uniti si sarebbe trasformata in un “fallimento strategico”. L’intervento colloca la dichiarazione poco dopo l’invio, da parte dell’amministrazione Trump all’Iran tramite il Pakistan, di un piano di cessate il fuoco in 15 punti.
La critica iraniana punta a contestare la forma dell’eventuale accordo, definita come mascheratura della sconfitta. Nel messaggio viene sostenuto che le parti in conflitto avrebbero richieste irriducibili e che non si scenderebbe a compromessi.
wsj: richieste iraniane per porre fine alla guerra definite “ridicole e irrealistiche”
Un funzionario americano, secondo il Wall Street Journal, avrebbe definito le richieste dell’Iran per un accordo di fine guerra “ridicole e irrealistiche”. Le richieste sarebbero state dettate dalle Guardie Rivoluzionarie e comprenderebbero: la chiusura di tutte le basi americane in Medio Oriente; il pagamento di un risarcimento per i danni causati dagli attacchi in Iran; l’idea di un “nuovo regime” nello stretto di Hormuz con la possibilità di riscuotere pedaggi dalle navi in transito, in analogia con quanto avviene nel Canale di Suez con l’Egitto.
Nel quadro indicato rientrerebbero anche garanzie che la guerra non riprenderà, la revoca di tutte le sanzioni contro l’Iran e il rifiuto ad accettare restrizioni al programma missilistico iraniano, con l’opposizione a qualsiasi negoziato su questo punto.
israele e libano: numeri su feriti e vittime nei raid
in israele oltre 5.000 ricoveri dall’inizio della guerra con l’iran
Il ministero della salute israeliano ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati ricoverati 204 feriti per il conflitto con l’Iran. Il totale dei ricoveri dovuti ai combattimenti risulterebbe oltre 5.000, con un aggiornamento specifico: uno in gravi condizioni, nove in condizioni moderate e 184 in buone condizioni.
Il totale dei feriti dall’inizio della guerra, riferita al 28 febbraio, risulta pari a 5.045 persone ricoverate, di cui 120 ancora in ospedale.
nove morti in raid israeliano in libano e bilancio complessivo dal 2 marzo
Nel Libano meridionale, gli attacchi israeliani avrebbero causato 9 morti e decine di feriti, secondo quanto riportato dal ministero della Salute libanese. Il bilancio verrebbe articolato per aree: tre morti e 18 feriti nella provincia di nabatìyeh; sei morti e cinque feriti nella provincia di sidone; 29 feriti nella provincia di tiro.
Dal 2 marzo, gli attacchi avrebbero provocato almeno 1.072 morti e 2.966 feriti, inclusi 121 bambini e 81 donne.
negoziati a islamabad: iran preferirebbe vance rispetto a witkoff e kushner
Secondo fonti del Golfo riportate dal Telegraph, l’Iran non intenderebbe sedersi al tavolo con Steve Witkoff e Jared Kushner. La mancata collaborazione sarebbe collegata a un’accusa di “tradimento” riferita agli attacchi militari che avrebbero colpito Teheran poche ore dopo i colloqui tenuti a febbraio.
preferenza per jd vance come negoziatore principale
In questo scenario, JD Vance sarebbe indicato come principale negoziatore in caso di nuovi colloqui a Islamabad la settimana successiva. Una fonte del Golfo avrebbe riferito che Vance è preferito.
Un’ulteriore fonte avrebbe aggiunto che, secondo gli iraniani, Vance manterrebbe la parola data e la partecipazione sarebbe considerata adeguata sul piano del livello istituzionale per negoziare con Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano. Vance sarebbe anche descritto come ampiamente considerato uno scettico rispetto a “Operation Epic Fury” del presidente americano. Viene inoltre menzionato il possibile ruolo del vicepresidente come capo di una nuova squadra.
nomi citati nel quadro dei negoziati e delle dichiarazioni
Persone menzionate:
- Ebrahim Zolfaghari
- Steve Witkoff
- Jared Kushner
- JD Vance
- Mohammad Bagher Ghalibaf
