Gen. Masiello agli allievi ufficiali: 'La guerra non chiede permesso
Le parole pronunciate dall’alto ufficiale di vertice dell’Esercito durante la cerimonia di giuramento all’Accademia di Modena delineano una visione della professione militare fondata sul dovere, sull’impegno e sulla responsabilità. In un contesto di sfide moderne, la difesa della Patria si fonda su addestramento mirato, affidabilità del comando e coerenza tra azioni e principi.
dovere prima dei diritti: un patto con la nazione
Il giuramento è presentato non come una formalità, ma come un patto sacro con la Repubblica italiana. Si impegna a dare il massimo per la Patria, anche nei momenti estremi.
il giuramento come patto sacro
Indossare l’uniforme comporta accettare una vita di sacrificio e responsabilità. È un momento che va oltre il simbolismo, poiché segna un impegno permanente verso la nazione e verso i compagni d’armi.
la scelta di diventare soldato
La scelta di appartenere all’Esercito non è guidata dalla guerra; è una scelta nata dall’amore per la Patria e dalla volontà di proteggere i propri concittadini, sapendo che la professione richiede dedizione e disciplina quotidiane.
la responsabilità del comando e la coerenza
Al comando viene affidato il bene più prezioso: la vita degli altri. Il grado non basta: è necessaria autorità, competenza, coraggio e studio continuo. I soldati osserveranno i propri superiori in ogni momento, e seguiranno chi dimostra coerenza tra parole e azioni.
la preparazione agli scenari futuri e alla sicurezza
Il contesto internazionale impone una riflessione chiara: la sicurezza non è data per scontata. Essa deriva da addestramento, cooperazione e prontezza, elementi che richiedono un modello operativo capace di rispondere a qualsiasi eventualità.
la sicurezza non è scontata
La stabilità nazionale dipende da una preparazione costante e da una mentalità orientata all’adattamento alle minacce in evoluzione, nonché dalla capacità di mantenere elevati standard di prontezza operativa.
affrontare ogni scenario ipotizzabile e l’imponderabile
Non basta evitare la guerra: è necessario riconoscere che, in certe circostanze, la guerra arriva senza preavviso. La gestione di tali contingenze richiede una sincronizzazione tra addestramento e capacità di risposta, per ridurre al minimo le conseguenze.
una nuova era militare: innovazione, tecnologia e valori
Si descrive una trasformazione delle forze armate, caratterizzata da innovazione rapida, da scenari sempre più dinamici e da una complessità crescente. Cambiare non è considerato un’opzione, ma un dovere per garantire efficacia e sicurezza.
i tre pilastri per i futuri ufficiali
La disciplina di riferimento si fonda su addestramento, tecnologia e valori. Questi elementi insieme costituiscono la base su cui si costruisce la leadership e la responsabilità verso i compagni.
addestramento
L’addestramento è considerato il cuore pulsante dell’Esercito, la principale garanzia di sicurezza per i singoli e per chi li accompagna nelle attività operative.
tecnologia
La tecnologia, pur essendo uno strumento importante, non basta: va integrata con una disciplina operativa che mantenga elevata l’etica professionale e la capacità di guidare in condizioni complesse.
valori
Oltre alle competenze, ai soldati viene chiesto di condividere un’etica professionale, di rispettare un codice di condotta e di agire in coerenza con i principi fondamentali della missione e della Patria.
l’appello finale agli allievi
Il messaggio conclusivo invita a conservare negli occhi la luce della propria motivazione, affinché guidi nei momenti più difficili. La guida morale deve orientare il servizio quotidiano, servire senza riserve la Patria amata.
Nella cerimonia hanno preso parte figure di rilievo, chiamate a testimoniare l’impegno e la responsabilità associati al ruolo militare:
- generale di Corpo d'Armata Carmine Masiello
- ministro della Difesa Guido Crosetto