Femminicidio Zinnanti: il killer aveva già accoltellato un'ex, condannato a 7 anni per lesioni

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Femminicidio  Zinnanti: il killer aveva già accoltellato un'ex, condannato a 7 anni per lesioni

In una vicenda segnata da violenza domestica e ripetuti episodi di aggressione, è emersa una trama criminale complessa che ha avuto come epicentro Messina. Il caso ruota attorno alle dinamiche tra un uomo e la sua convivente, con un esito tragico che ha riaperto il dibattito sulle condanne precedenti, sulle misure di protezione e sull’esecuzione delle misure cautelari.

bonfiglio santo: contesto e fatti principali

Santo Bonfiglio è stato condannato in primo grado a dieci anni per tentato omicidio della convivente. In Appello la pena è stata ridotta a tre anni, con il reato modificato in lesioni personali. Il 5 settembre 2008, all’epoca 49enne, è uscito in strada a Spadafora vestendo solo gli slip per dare la caccia alla compagna che stava fuggendo. Raggiunta la donna, l’ha aggredita con calci e pugni, successivamente rientrato a casa si è rivestito ed è uscito di nuovo, questa volta con un coltello in mano, mirando al petto. Una guardia cittadina presente sul posto ha fermato l’intervento, permettendole di fuggire in auto. Poco dopo Bonfiglio ha chiamato l’ex moglie confessando di recarsi da lei e dalla figlia di sei anni; la Polizia è stata avvisata e l’uomo è stato arrestato.

La convivente è stata ricoverata per una ferita profonda al braccio e altre contusioni, con prognosi di quaranta giorni. In secondo grado la condanna è stata ridotta di sette anni, nonostante le violenze precedenti. In seguito si sono susseguiti altri episodi di aggressione, tra cui calci e pugni. A maggio dell’anno scorso la relazione era agli inizi: Bonfiglio è stato posto agli arresti domiciliari per sette giorni, poi sfociato nel divieto di avvicinamento.

Nonostante la denuncia della convivente sia stata ritirata, il procedimento è proseguito e la prossima udienza era fissata per il 25 marzo. A febbraio, il Gip Salvatore Pugliese ha ritenuto necessarie misure consequenziali, disponendo i domiciliari con braccialetto elettronico come misura minima adeguata. Il provvedimento richiama i comportamenti reiterati e il pericolo di una nuova violenza.

dinamiche dell’episodio del 2008 e risvolti legali

Gli elementi processuali evidenziano come Bonfiglio avesse già in passato inflitto gravi ferite alla convivente, con esiti giudiziari che hanno segnato una traiettoria di violenza riconosciuta in sede giudiziaria. La successione di provvedimenti cautelari, dai domiciliari al braccialetto elettronico, indica un quadro di rischio percepito dagli organi competenti e da chi tutela la parte lesa. Le accuse e le condanne precedenti hanno influenzato la considerazione del pericolo al momento di emettere nuove misure restrittive.

esito dell’autopsia e dinamiche della violenza

Secondo l’autopsia condotta dal medico legale Alessio Asmundo, le ferite inferte a Daniela Zinnanti superano i trenta fenditure da coltello, con una lesione alla gola tra quelle riscontrate. La vittima è stata trovata dalla figlia dopo un giorno; l’evento è avvenuto in tempi molto rapidi, senza una lunga agonia. Alcune ferite sulle mani indicano che la donna abbia tentato di difendersi.

reazioni legali e stato attuale

La famiglia di Daniela ha espresso la ferma intenzione di proseguire le vie legali, dichiarando che "andremo fino in fondo" al procedimento. Gli ultimi elementi descritti nei documenti giudiziari evidenziano una cornice di violenza reiterata e una gestione giudiziaria in evoluzione, con l’udienza fissata per confrontarsi su sviluppi futuri e sui profili di responsabilità.

Nominativi principali:

  • Santo Bonfiglio
  • Daniela Zinnanti
Femminicidio Daniela Zinnanti, il killer Santo Bonfiglio aveva già accoltellato la ex: la condanna a sette anni per lesioni
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