Europa paga 2,5 miliardi in più per il gas in dieci giorni di guerra

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Europa paga 2,5 miliardi in più per il gas in dieci giorni di guerra

L’efficienza energetica e lo sviluppo delle rinnovabili proseguono in Europa, ma il contesto geopolitico ha esposto la fragilità legata alle forniture fossili. L’importazione di energia resta una leva critica, con una dipendenza complessiva dal 58% del fabbisogno energetico e livelli particolarmente elevati per petrolio e gas. I primi giorni di conflitto hanno registrato un incremento dei costi energetici, soprattutto per il gas, che ha spinto le importazioni a esborsi aggiuntivi stimati in miliardi di euro. In nazioni fortemente dipendenti dal gas, tra cui l’Italia, gli effetti si manifestano più intensamente, nonostante alcuni progressi del Green Deal.

rinnovabili e dipendenza dal gas in europa

Nel quadro delle trasformazioni energetiche, le fonti rinnovabili hanno progressivamente assorbito una quota significativa della produzione elettrica. Nel 2025, l’eolico e il solare hanno generato più elettricità rispetto alle fonti fossili, attestandosi al 30% contro il 29% dei combustibili tradizionali. Nell’ultimo anno, le energie pulite hanno fornito quasi la metà della domanda elettrica e, tra il 2021 e il 2024, la capacità installata è cresciuta di circa 190 gigawatt, pari al 37% in quel periodo. Nonostante ciò, il target vincolante del 2030 per la quota rinnovabile nel consumo finale lordo di energia resta tra 42,5% e 45%, mentre nel 2024 la quota si fermava al 25%. Parallelamente, la domanda europea di gas è diminuita di circa il 19% nello stesso arco temporale.

Gli sviluppi energetici hanno evidenziato che l’avanzamento delle rinnovabili ha contribuito in modo determinante a ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e, in particolare, dalla lignite e dal carbone in alcuni Paesi, tra cui la Germania. L’assetto ha quindi favorito una riduzione della domanda di gas rispetto al periodo prebellico, anche se questo processo è stato sostenuto dai prezzi elevati e dalle dinamiche di mercato imposte dal contesto internazionale.

progressi e limiti delle rinnovabili

Tra i fattori chiave si segnala un calo della domanda di gas del circa un quinto nel 2022 e nel 2023, risultato attribuibile in parte all’aumento dei prezzi dell’energia e alle politiche di efficientamento. Questo scenario ha mostrato come le rinnovabili possano incidere sulla stabilità dei costi energetici, ma evidenzia anche la necessità di un’efficace diffusione delle infrastrutture e di una pianificazione coerente delle politiche di decarbonizzazione.

andamenti del gas e integrazione globale

Il gas, una volta ancorato a mercati regionali, è diventato una merce transfrontaliera guidata dai flussi marittimi. La localizzazione del prezzo ora risponde in larga misura al costo finale pagato sui mercati internazionali, con gli Stati Uniti che emergono come decisore primario nel prezzo del gas grazie alle loro esportazioni.

il mercato del gas e la dinamica internazionale

La gestione del gas si è spostata verso un mercato globale con prezzo unico, influenzato dai flussi LNG e dai contropesi strategici. Recentemente, la Commissione europea ha dichiarato che la dipendenza dall’energia statunitense non è un vincolo insormontabile, ma gli scenari geopolitici hanno alimentato un dibattito sulla trade-off tra sicurezza delle forniture e autonomia energetica. L’intensificazione degli acquisti di petrolio e gas statunitensi è stata accompagnata da una rinegoziazione degli accordi commerciali, con impegni di acquisto su scala pluriennale che hanno modificato i rapporti tra fornitori e consumatori europei.

l’europa al bivio politico

Dal punto di vista strategico, è emersa la necessità di una coerenza maggiore tra le politiche di decarbonizzazione e l’effettiva competitività industriale. L’Europa ha avanzato notevoli passi in avanti nel settore delle rinnovabili, ma l’evoluzione resta legata a scelte strutturali e a una gestione più integrata delle risorse energetiche. Il ritmo di miglioramento dell’efficienza energetica e una diffusione accelerata delle energie rinnovabili sono fattori chiave per raggiungere gli obiettivi di medio termine.

In parallelo, la discussione pubblica ha evidenziato come pressioni esterne e accordi internazionali possano influenzare la traiettoria energetica europea. L’impegno ad aumentare gli acquisti di energia statunitense, sancito da accordi di natura commerciale, ha generato un dibattito sull’autonomia strategica dell’Unione.

La situazione resta fluida, con la necessità di bilanciare riduzione della dipendenza dal gas, incremento delle rinnovabili e incremento di efficienza energetica, al fine di offrire una prospettiva di stabilità e competitività a lungo termine per l’economia europea e i singoli Stati membri.

Le figure centrali citate nel ragionamento sono:

  • Michele Governatori
  • Ursula von der Leyen
  • Teresa Ribera
  • Dan Jorgensen
  • Donald Trump
L’Europa delle rinnovabili paga il conto (salato) delle energie fossili. E della trappola del gas liquido di Trump

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