Depressione non uscivo più di casa e non sapevo parte sbattere la testa

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Depressione non uscivo più di casa e non sapevo  parte sbattere la testa

Margherita Mazzucco, diventata negli ultimi anni una delle figure più riconoscibili de “L’Amica Geniale”, ha ripercorso con lucidità un periodo intenso che ha segnato profondamente la sua crescita personale. La serie, nata dai libri di Elena Ferrante, l’ha portata giovanissima sul set: a soli 15 anni ha affrontato un primo provino, entrando in un progetto che sarebbe diventato un vero punto di riferimento nel suo percorso professionale.

Raccontando la propria esperienza, l’attrice ha descritto come, una volta concluso il lavoro, la difficoltà emotiva non fosse immediatamente visibile all’esterno. La tenuta durante le riprese e la gestione del malessere sono emerse solo in un secondo momento, lasciando spazio a un processo di presa di coscienza sostenuto dalla terapia e da scelte concrete.

margherita mazzucco e l’esperienza in “l’amica geniale”

Margherita Mazzucco interpreta Lenù nella serie. Oggi ha 23 anni, ma al tempo del boom del fenomeno televisivo aveva solo 15 anni. Ha inoltre rivelato che il primo provino risale a 14 anni, con un avvio precoce e determinante del suo impegno nel progetto.

Durante la sua testimonianza, ha spiegato che, quando il lavoro finiva, nessuno si accorgeva che stesse male. L’attrice ha ammesso di non essersene resa conto pienamente nemmeno lei, raccontando un progressivo ritiro dalla vita quotidiana: non uscire più di casa e l’incapacità di trovare una direzione.

La fase legata agli anni della serie è descritta come una porzione di tempo in parte rimossa. L’attrice ha affermato di averla “sottratta” dalla memoria, come se non fosse rimasta davvero consapevole di quanto stesse accadendo. In questo quadro, ha sottolineato che la terapia le ha permesso di ritrovarsi.

terapia e consapevolezza del malessere

Con l’aiuto di un percorso terapeutico, Margherita Mazzucco ha individuato possibili origini del proprio malessere. Ha collegato il disagio al ruolo di una ragazza e poi di una donna, definita molto complicata e alle prese con traumi non indifferenti. L’intensità del lavoro quotidiano, secondo la sua ricostruzione, l’ha inoltre allontanata dalla vita.

La riflessione si è estesa anche a un aspetto pratico e formativo: non avendo frequentato scuole di recitazione, avrebbe potuto affidarsi soprattutto alle proprie emozioni per rendere credibili alcune scene. L’attrice ha spiegato che questo metodo l’avrebbe consumata, in un momento in cui cercava costantemente l’approvazione degli altri, tra regista, colleghi e più in generale chi lavorava al progetto.

Nel tempo, è arrivata la possibilità di liberarsi dalla spinta a essere perfetta. A 18 anni, però, ha riconosciuto di non essersi rispettata quanto avrebbe dovuto: un punto di svolta che emerge dal racconto, insieme alla necessità di rientrare in un equilibrio personale.

ritmo delle riprese, studio e fatica quotidiana

La vita durante le riprese è stata, secondo la sua descrizione, molto impegnativa. Dopo giornate lunghe sul set, ha raccontato che la sera tornava in albergo e dedicava tempo anche ad attività di recupero: due ore di Greco e Latino per provare a rimettersi in pari. Nonostante la routine, la fatica era evidente: si sentiva stremata e senza forze.

In questo scenario, sono stati i familiari a sostenerla. L’attrice ha dichiarato di dover loro la convinzione a non mollare e a proseguire. Parallelamente ha raccontato una scelta scolastica: si è iscritta a Lettere moderne, ha frequentato un semestre e non ha sostenuto esami. Da qui l’esito di rinunciare agli studi, pur non essendo compresa subito dai genitori, che all’inizio non riuscivano a interpretare la decisione.

La motivazione personale, nel racconto, è stata chiara: aveva bisogno di prendersi per la prima volta del tempo e, per due anni, ha scelto di farlo.

cura, yoga e ritorno agli studi

Margherita Mazzucco ha raccontato anche il percorso di cura. Ha riferito di essersi rivolta a un professionista, specificando che all’inizio aveva paura di telefonare per prendere un appuntamento con la psicanalista. Per superare l’ostacolo, ha chiesto a sua sorella di occuparsi della chiamata, mettendo così in moto il processo.

Oltre alla terapia, ha indicato pratiche di supporto come lo yoga, descrivendolo come un modo per vivere e imparare a respirare. Nel tempo, ha inoltre proseguito il reintegro nella formazione: ha dichiarato di essersi riscritta all’università l’anno precedente, scegliendo Scienze della comunicazione con indirizzo Cinema.

margherita mazzucco: tappe principali del percorso

  • Provino a 14 anni e ingresso nel progetto
  • 15 anni durante il periodo di grande attenzione mediatica del fenomeno
  • Malessere non visibile anche dopo le riprese
  • Ritiro dalla quotidianità e bisogno di ritrovarsi
  • Terapia come strumento decisivo
  • Approccio emotivo alle scene per l’assenza di una scuola di recitazione
  • Due ore di Greco e Latino dopo le riprese per recuperare
  • Iscrizione a Lettere moderne con un semestre e mancata prosecuzione degli esami
  • Riscoperta del tempo per sé per due anni
  • Yoga come supporto alla respirazione
  • Ritorno all’università con Scienze della comunicazione indirizzo Cinema
“Non uscivo più di casa, non sapevo da che parte sbattere la testa: ero entrata in depressione. Lavorare tantissimo tutti i giorni mi ha allontanata dalla vita”: Margherita Mazzucco dopo “L’amica geniale”
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