Crisi Iran rischia di espandersi, 70mila italiani nella regione
Il ministro degli esteri e vicepremier ha riferito in Senato sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico dopo gli eventi che hanno seguito l’attacco israelo-americano, evidenziando il rischio di una possibile escalation e le implicazioni per i connazionali, le imprese e la libertà di navigazione. Il quadro delineato mette in luce la necessità di una gestione pragmatica della crisi, con un impegno costante della diplomazia italiana e una lettura delle dinamiche interne al Paese teheraniano.
crisi iran-golfo: dichiarazioni del ministro degli esteri in senato
scenario e dinamiche regionali
Secondo quanto riferito, la situazione potrebbe proseguire per un periodo non breve, potenzialmente giorni o settimane, con l’esito legato alle decisioni prese a Teheran e alle evoluzioni all’interno del regime. L’attenzione è rivolta al dialogo e al negoziato come strumenti centrali per tutelare la stabilità della regione e gli interessi italiani. L’attenzione governativa resta focalizzata sul mantenimento della sicurezza marittima e sulla tutela degli interessi economici presenti nel Mediterraneo e nel Golfo.
presenza italiana nella regione
In regione sono presenti oltre 70.000 connazionali tra presenze stabili (circa l’80%) e temporanee, con una quota significativa concentrata a Dubai e Abu Dhabi (circa 30.000 persone). In Israele vivono circa 20.000 italiani con passaporto italiano. Negli Emirati Arabi Uniti, in Arabia Saudita, in Kuwait, in Oman e nel Bahrein sono presenti comunità numerose. In Iran si registrano poco meno di 500 connazionali, quasi tutti residenti.
sicurezza e rimpatrio dei connazionali
La gestione della sicurezza dei cittadini italiani è al centro delle attività di protezione consolare. Recentemente un gruppo di 98 persone è transitato dagli Emirati all’Oman con lo stick operativo coordinato dalle Ambasciate di Abu Dhabi e Mascate, e sono in corso ulteriori voli per facilitare il rientro di chi resta all’estero. L’Unità di Crisi sta organizzando ulteriori operazioni di rimpatrio, con l’obiettivo di garantire la sicurezza dei connazionali in tutte le fasi della situazione.
Per quanto riguarda i militari italiani, oltre 300 ufficiali dell’Aeronautica sono presenti in Kuwait e si trovano al sicuro nei bunker della base colpita. Anche in Iraq, vicino al Kurdistan iracheno, un missiles è caduto a breve distanza da una base dove sono presenti militari italiani e americani, senza conseguenze. I contingenti restano al sicuro in Libano, in Giordania e nelle altre aree di dispiegamento.
ruolo europeo e prospettive
Si ribadisce la fiducia nella diplomazia come strumento essenziale per risolvere crisi complesse. L’impegno è orientato a favorire un dialogo costruttivo e un negoziato che possa portare a una transizione pacifica in Iran nel rispetto delle aspirazioni del popolo iraniano. La stabilità del Medio Oriente allargato è considerata un presupposto fondamentale per la sicurezza internazionale e per la crescita globale, con l’Europa chiamata a svolgere un ruolo di equilibrio e di mediazione in questa fase delicata.
In questo contesto, l’azione estera italiana mira a sostenere la pace, la democrazia e i diritti civili, anche in risposta alle nuove dinamiche regionali e alle ricadute economiche e di sicurezza per le nazioni partner.
nominativi presenti nel testo
- Antonio Tajani
- Papa Leone XIV