Crisi energetica, pichetto pronti a usare le centrali a carbone
La sicurezza energetica torna al centro del dibattito con un piano pensato per fronteggiare la crisi: Gilberto Pichetto Fratin indica un possibile “piano B” basato sulla riattivazione di impianti termoelettrici le cui autorizzazioni ambientali sono scadute. L’obiettivo è mantenere continuità di funzionamento anche in tempi rapidi, intervenendo sul quadro autorizzativo con uno strumento normativo già evocato dal ministro. Al centro della valutazione economica resta un parametro chiave: il livello del prezzo del gas oltre una certa soglia, condizione ritenuta necessaria per sostenere i costi.
centrali di brindisi e civitavecchia: autorizzazioni scadute e possibilità di riattivazione
Secondo quanto illustrato dal ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, le centrali di Brindisi e Civitavecchia potrebbero restare operative anche subito. Il punto determinante riguarda l’autorizzazione ambientale, con scadenza fissata a fine 2025. La soluzione proposta passa da un atto specifico: basta un decreto per consentire la ripartenza degli impianti.
condizione economica: attivazione legata al prezzo del gas
La riattivazione viene collegata a una soglia di mercato. Il ministro sostiene che ha senso attivarle solo se il prezzo del gas supera in modo stabile 70 euro. In caso contrario, il ragionamento è che i costi non sarebbero sostenibili. Il criterio descritto introduce quindi un collegamento diretto tra decisioni operative e andamento dei prezzi del combustibile.
sicurezza energetica nel medio-lungo periodo: più fornitori rispetto al 2022
Sul piano di prospettiva, Pichetto Fratin rivendica un quadro migliorativo rispetto al 2022, anno segnato dall’invasione russa dell’Ucraina. La posizione espressa è che l’Italia oggi non partirebbe da una condizione peggiore: sarebbero presenti più fornitori e maggiori certezze rispetto a allora.
diversificazione delle fonti: dal gas russo a forniture alternative
La ricostruzione fornita dal ministro indica che il gas russo è stato sostituito con altre provenienze. Tra i riferimenti citati figurano il Qatar, gli Stati Uniti e il Mozambico. Nel caso del Qatar, viene segnalata la disponibilità a invocare la forza maggiore per non rispettare i contratti, come riportato nel testo.
transizione e rinnovabili: progressi e progetti bloccati
Accanto all’approvvigionamento, il ministro affronta il tema della transizione energetica. Viene indicato che, rispetto agli obiettivi fissati, sarebbe stato realizzato quasi due gigawatt in più rispetto al Pniec, il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima con obiettivi al 2030. Il quadro, però, non viene descritto come privo di ostacoli.
progetti rinnovabili bloccati: ruolo della dimensione regionale
Secondo le indicazioni fornite, esistono 150 gigawatt di progetti rinnovabili che oggi risulterebbero bloccati. Il ministro lega la criticità a un fattore politico-amministrativo: spesso a frenare gli interventi sarebbero proprio soggetti regionali che a livello nazionale contestano l’operato sul fronte delle rinnovabili. A livello governativo, viene affermato che si sta autorizzando molto di più rispetto al passato, ma il problema resterebbe presente.
quadro operativo e politico delineato dal ministro
Il quadro complessivo descritto unisce tre elementi: l’idea di mantenere operative le centrali interessate tramite un decreto, l’esistenza di una soglia di prezzo del gas da considerare per la sostenibilità dei costi e la fotografia della strategia di sicurezza energetica fondata su diversificazione delle forniture e accelerazione della transizione.
Personaggi citati:
- Gilberto Pichetto Fratin

