Crisi energetica nell ue durerà a lungo, costi già oltre 14 miliardi

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Crisi energetica nell ue durerà a lungo, costi già oltre 14 miliardi

Una possibile crisi energetica di lunga durata sta occupando il tavolo dei ministri dell’energia dell’Unione europea. La valutazione emersa nella riunione informale in videocall segnala impatti concreti sia sui consumi sia sui mercati, con l’obiettivo di ridurre l’esposizione agli shock esterni e di rafforzare il coordinamento tra i 27 Paesi membri, in attesa di ulteriori misure dell’esecutivo europeo.

crisi energetica Ue: preparazione, ripercussioni e coordinamento

La discussione parte da un dato centrale: la crisi, collegata alle dinamiche internazionali e all’incertezza sulle forniture, costerebbe già 14 miliardi all’Europa. Nel confronto con il caso della guerra in Ucraina, l’Unione europea viene descritta con un grado di preparazione maggiore, sostenuto anche da una presenza più ampia di rinnovabili. Allo stesso tempo, la portata del conflitto in Iran avrebbe convinto anche i più ottimisti che l’impatto non possa essere gestito soltanto con l’inerzia.

Secondo quanto riportato, la linea d’azione indicata punta a ridurre i consumi e ad aumentare il grado di coordinamento tra Stati membri, mentre l’esecutivo europeo dovrebbe mettere in campo un carnet di interventi per attenuare gli effetti della crisi.

lettera di dan jorgensen: interruzione prolungata e risparmio immediato

Poco prima dell’incontro, il commissario all’Energia Dan Jorgensen ha inviato una lettera ai 27, richiamando la necessità di prepararsi tempestivamente a una potenziale interruzione prolungata delle forniture energetiche. Nella lettura del commissario, l’urgenza deriva dalla vulnerabilità legata alla dipendenza da combustibili fossili importati.

misure di risparmio su gas e petrolio e buone pratiche

Jorgensen ha indicato come primo intervento quello di risparmiare gas e petrolio, come previsto anche dal vademecum dell’Agenzia Internazionale dell’Energia. Tra le pratiche citate rientrano interventi sulle abitudini e sui trasporti, con suggerimenti come:

  • ridurre di 10 km/h la velocità in auto
  • ricorrere ai trasporti pubblici con una frequenza maggiore
  • usare il telelavoro dove possibile
  • ridurre i voli

approccio flessibile e condivisione delle migliori pratiche

Nel corso delle comunicazioni, il commissario ha richiamato l’esistenza di diverse circostanze nazionali e ha sottolineato che non esiste un’unica soluzione valida per tutti. In ogni caso, ha evidenziato la necessità di fare “più possibile” per risparmiare petrolio, con particolare attenzione a diesel e al carburante per aerei, promuovendo la condivisione delle migliori pratiche e indicazioni agli Stati membri sulle tempistiche delle misure.

autonomia energetica e biocarburanti

Nel quadro delle indicazioni, Jorgensen ha richiamato anche il tema dell’autonomia energetica, citando esempi come l’aumento del consumo di biocarburanti. La crisi viene collegata alla capacità dell’Unione di affrontare gli shock energetici esterni, considerati una vulnerabilità importante.

intervento Ue sui prezzi del carbonio: possibile “pausa” nella cancellazione di fine anno

Dal lato dell’esecutivo europeo, un primo step di interventi è previsto già mercoledì. Il collegio dei commissari dovrebbe approvare una proposta di modifica della riserva di stabilità del mercato dell’Ets, con l’obiettivo di ridurre l’eccessiva volatilità dei prezzi del carbonio.

pausa della cancellazione automatica delle quote in eccesso

Bruxelles sta valutando la possibilità di mettere in pausa la cancellazione automatica delle quote di carbonio in eccesso nel sistema Ets, che avviene alla fine di ogni anno. L’operazione servirebbe ad aumentare il numero di quote da trattenere nella riserva di stabilità del mercato, con la prospettiva di rilasciarle in caso di picchi di prezzo.

Questa misura viene descritta come un intervento preliminare orientato a rasserenare il clima legato alle dinamiche di mercato.

numeri della crisi e richieste di coordinamento tra stati membri

Durante la riunione sono stati al centro anche i dati di una crisi già rilevanti. Dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, i prezzi nell’Ue sarebbero cresciuti di circa 70% per il gas e di circa 60% per il petrolio. Sul piano finanziario, 30 giorni di conflitto avrebbero aggiunto 14 miliardi di euro alla fattura dell’Unione per i combustibili fossili.

La prospettiva delineata da Jorgensen indica che la crisi sarà lunga e andrà oltre la fine della guerra, poiché le infrastrutture energetiche risultano distrutte.

richiesta di mercato meno frammentato e interventi della commissione

Da parte di diversi Stati membri è emersa l’esigenza di maggior coordinamento e la richiesta di evitare misure nazionali che finiscano per frammentare il mercato. Nelle valutazioni, è stato chiesto anche un intervento da parte della Commissione.

toolbox della commissione: aiuti di stato e disaccoppiamento dei prezzi

La Commissione dovrebbe rispondere molto presto con un toolbox, la cosiddetta cassetta degli strumenti, composta da una serie di misure. Tra gli elementi indicati rientrano:

  • nuove norme sugli aiuti di Stato
  • semplificazione degli strumenti finanziari per il disaccoppiamento dei prezzi del gas da quelli dell’elettricità

Jorgensen ha precisato che gli aiuti di Stato offrono già opportunità per sostenere i soggetti più vulnerabili e che tali possibilità verrebbero ampliate.

figure chiave citate nella riunione

Nel quadro delle comunicazioni e delle indicazioni istituzionali compaiono le seguenti figure:

  • Dan Jorgensen (commissario all’Energia)
Crisi energetica, Ue: “Bisogna prepararsi a un’interruzione prolungata”. L’invito al risparmio: dal trasporto pubblico ai voli

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