Corteo a Roma per il 'no' al referendum: "Stop a governo e guerra
Una manifestazione di protesta si è svolta a Roma per esprimere un no sociale al referendum sulla giustizia previsto per il 22 e 23 marzo, accompagnato dall’esigenza di chiedere le dimissioni del governo e di denunciare le conseguenze della guerra. L’evento, promosso da Potere al Popolo, ha visto la partecipazione di diverse realtà: dai collettivi studenteschi ai movimenti per la Palestina, passando per gruppi di lotta per la casa, centri sociali e membri della Usb. Il corteo ha attraversato la città con uno spirito critico e determinato, ribadendo la necessità di una risposta pubblica diffusa e coesa.
no sociale al referendum giustizia a roma
Alla manifestazione hanno aderito collettivi studenteschi come Osa e Cambiare Rotta, insieme a movimenti legati alla causa palestinese quali il Global Movement to Gaza. Presenti anche realtà impegnate sul tema della casa, centri sociali e esponenti della Usb, che hanno convintamente partecipato alla mobilitazione. Tra gli slogan scanditi dai partecipanti si sono distinti riferimenti netti al contesto politico nazionale e internazionale, con richieste di cambiamento e di pace.
contenuti e dinamiche del corteo
Il corteo è partito da piazza della Repubblica e si è diretto verso piazza San Giovanni, accompagnato da una pioggia di striscioni e bandiere. Tra i messaggi visibili, si sono alternati richiami al “no al referendum, no alla guerra” e agli inviti a respingere le politiche considerate liberticide del governo. Le bandiere presenti hanno rappresentato diverse fedi nazionali e internazionali, con prevalenza di simboli legati alla Palestina, a Cuba, al Venezuela e all’Iran, oltre alla presenza della bandiera della Pace.
Nel corso del raduno, i manifestanti hanno esibito anche manifesti riferiti ai vertici politici nazionali, tra cui immagini della premier italiana insieme al primo ministro israeliano, seguite da richiami severi a determinati protagonisti della scena politica italiana; le manifestazioni hanno sottolineato la richiesta di un cambiamento politico profondo e una politica estera meno aggressiva.
La cornice visiva comprendeva anche uno striscione iniziale recante No al referendum, no alla guerra, no al governo liberticida, firmato dal comitato per il no sociale, seguito dallo striscione del movimento promotore Potere al Popolo con la scritta Diciamo no all’Italia peggiore, no alla guerra, no al governo Meloni.
Durante la manifestazione sono stati evidenziati temi di critica sociale e politica, con l’obiettivo di mantenere vivo l’attenzione su crolli e contraddizioni percepite nel contesto nazionale, sollecitando una discussione pubblica su giustizia, diritti e pace.
Nominativi presenti durante la protesta
- Giorgia Meloni
- Benjamin Netanyahu
- Umberto Bossi
- Matteo Salvini
- Claudia Santanchè