Censurate 12 campagne di affissioni sulla sicurezza stradale

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Censurate 12 campagne di affissioni sulla sicurezza stradale

Nel panorama dell’informazione pubblica, la libertà di espressione resta al centro di un dibattito che riguarda la capacità della comunicazione sociale di operare senza ostacoli ingiustificati. Da tempo, discriminazioni e soprusi da parte di alcuni sindaci e magistrati hanno interessato diverse campagne di affissione, mettendo in discussione principi fondamentali della Costituzione. Un rapporto documenta i contenuti rimossi, le frasi vietate e le motivazioni fornite, proponendo al contempo una revisione normativa volta a garantire una cornice più coerente con i diritti costituzionali. In parallelo, si chiede al governo di intervenire per ripristinare la legalità e valutare l’estensione delle tutele previste dall’articolo 21 anche alle affissioni di carattere sociale.

Durante un incontro con la stampa a Roma, sono stati annunciati gli elementi essenziali del rapporto e l’avvio di una campagna nazionale finalizzata a ribadire la libertà di espressione nel contesto pubblico.

libertà di espressione e censura nelle affissioni pubbliche

Il dossier evidenzia come circa una decina di grafiche siano state rimosse insieme a frasi di contenuto sociale, con motivazioni presentate come giustificazioni per la censura. Il documento propone una ridefinizione delle regole di pubblicità sociale per assicurare condizioni di operatività più trasparenti e prive di ostacoli ideologici, favorendo un clima normativo coerente con i diritti fondamentali.

il contenuto del rapporto e le richieste al governo

Nel rapporto vengono elencate grafiche rimosse, frasi bannate e le relative motivazioni fornite. Si richiede al governo di ripristinare la legalità costituzionale e di valutare una modifica all’articolo 23 del Codice della Strada, affinché le garanzie previste dall’articolo 21 si estendano anche alle affissioni di carattere sociale.

programma e obiettivi della campagna nazionale

È prevista una campagna nazionale con affissioni mirate, annunci sui quotidiani, un sito dedicato e contenuti sui social, con l’obiettivo di riaffermare la libertà di espressione e richiedere un quadro normativo allineato ai diritti civili fondamentali.

protagonisti dell’iniziativa

La figura di riferimento è Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia Onlus, che ha illustrato i contenuti del rapporto e guidato l’organizzazione dell’azione.

  • Antonio Brandi — presidente di Pro Vita & Famiglia Onlus

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