Cdx modifichi 'norma bavaglio' sulle affissioni: Pro Vita lancia la campagna 'E io Parlo!

• Pubblicato il • 3 min
Cdx modifichi 'norma bavaglio' sulle affissioni: Pro Vita lancia la campagna 'E io Parlo!

Una campagna recente mette al centro la libertà di espressione nel contesto delle affissioni pubbliche, proponendo una modifica normativa mirata a chiarire la distinzione tra comunicazione sociale-politica e pubblicità commerciale. L’iniziativa risponde a un pattern di censura percepito come ingiustificato, con l’obiettivo di tutelare i messaggi su temi di interesse pubblico senza compromettere il dibattito pubblico.

libertà di espressione e affissioni: obiettivo della campagna “e io parlo!”

contesto e iniziativa

Nel corso di una conferenza in Senato, nella Sala Caduti di Nassirya, è stato annunciato il lancio della campagna promossa da Pro Vita & Famiglia. L’iniziativa mira a chiedere una riforma dell’articolo 23, comma 4-bis del codice della strada, ritenuto dal movimento liberticida perché potrebbe censurare messaggi ritenuti scomodi dalla linea politica locale. In apertura, Antonio Brandi, presidente dell’associazione, ha presentato un report che evidenzia casi di affissione censurata negli ultimi anni, sostenendo che la censura sia stata imposta da una strategia politica e giudiziaria orientata a escludere la realtà associativa dal dibattito pubblico.

casi e contesto legale

Secondo la lettura fornita dal gruppo, i termini usati per descrivere i contenuti includono concetti come “stereotipi di genere” e “identità di genere”, configurando una base ambiguamente applicata che favorisce interventi repressivi sulle comunicazioni non allineate con l’orientamento politico dominante. La campagna prevede di avviare affissioni, annunci su quotidiani, contenuti sui social e un sito dedicato, accompagnati da una petizione che ha già superato le 10.000 firme.

richieste principali e impatto legale

La richiesta centrale è di riformare l’articolo 23, comma 4-bis per chiarire la cesura tra pubblicità commerciale e comunicazione sociale e politica, riducendo arbitrarietà e discrezionalità nelle valutazioni degli enti pubblici. Inoltre, si propone di estendere le garanzie rafforzate della stampa, previste dall’articolo 21 della Costituzione, alle comunicazioni sociali e politiche realizzate tramite affissioni, affinché non si ripetano veti o censura preventiva.

aspetti legali e scenari pratici

Durante l’incontro, l’avvocato di Pro Vita & Famiglia, avv. Alessandro Fiore, ha descritto episodi di censura legati a contenuti su vita nascente, maternità, famiglia ed educazione. Il report documenta casi in cui amministrazioni locali e talvolta giudici hanno limitato messaggi pro vita o critici verso l’ideologia di genere, evidenziando una deriva che, secondo i promotori, contrasta con i principi democratici.

protagonisti della campagna e tappe

Il senatore Lucio Malan, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha evidenziato come l’uso di una norma introdotta in modo controverso possa favorire la censura. Tra gli esempi citati, un’affissione contro l’utero in affitto è stata censurata pur essendo un tema oggetto di condanna a livello europeo e internazionale. La campagna continuerà con iniziative pubbliche, diffusione sui media e una petizione, per promuovere un intervento normativo mirato e una maggiore tutela della libertà espressiva in ambito pubblico.

prossimi passi

In parallelo, si prevede l’ulteriore sviluppo delle attività comunicative e delle campagne sui canali tradizionali e digitali, proseguendo con la mobilitazione popolare e la presentazione di ulteriori elementi giuridici a sostegno della richiesta di modifica normativa.

Personaggi e soggetti principali coinvolti nell’iniziativa sono:

  • Antonio Brandi
  • Lucio Malan
  • avv. Alessandro Fiore
  • Pro Vita & Famiglia

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