Caso Delmastro, magistrati UniCost: silenzio inquietante e punto di rottura

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Caso Delmastro, magistrati UniCost: silenzio inquietante e punto di rottura

Una reazione netta e immediata arriva dall’ambiente della magistratura a fronte della vicenda che vede coinvolto Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia. La Direzione nazionale di UniCost (Unità per la Costituzione) individua nell’accaduto un “punto di rottura istituzionale” che non può essere considerato marginale né gestito attraverso il silenzio. I giudici e i pubblici ministeri moderato-centristi riuniscono la propria risposta in una nota in cui vengono richiamati fatti, contesto referendario e soprattutto l’assenza di chiarimenti.

uniCost e la gravità della vicenda Delmastro

Secondo quanto comunicato, la questione è definita gravissima e viene collegata a un clima politico in cui, durante una campagna referendaria, sarebbe messa a rischio autonomia e indipendenza della magistratura. UniCost sottolinea che i toni risulterebbero inquisitori verso i magistrati, con livelli ritenuti mai raggiunti prima.

La nota parla inoltre di un elemento ritenuto particolarmente allarmante: uno dei uomini di punta del governo viene indicato in rapporti d’affari con figure associate a un clan mafioso considerato tra i più attivi, anche per quanto riguarda l’infiltrazione nelle attività economiche nel Paese e con proiezioni internazionali. In tale quadro, il passaggio centrale della posizione di UniCost riguarda la necessità di una risposta istituzionale coerente e trasparente.

il “silenzio” come elemento critico nelle istituzioni

La Direzione nazionale di UniCost afferma che il punto ancora più inquietante non risiede soltanto nei fatti, ma nel silenzio successivo. Viene evidenziata l’assenza di prese di distanza nette, di parole chiarificatrici e di assunzioni di responsabilità.

La valutazione espressa dalle toghe associate collega questo vuoto comunicativo a una conseguenza ritenuta rilevante: il silenzio legittima, normalizza e rende accettabile ciò che, secondo la posizione riportata, dovrebbe invece essere respinto con fermezza.

campagna referendaria e delegittimazione della magistratura

UniCost colloca la vicenda Delmastro all’interno di altri episodi discussi emersi durante la campagna referendaria. Nel testo viene descritto un paradosso: da un lato si delegittimerebbe quotidianamente la magistratura, compresa quella antimafia; dall’altro, alcune componenti delle istituzioni sembrerebbero tollerare comportamenti incompatibili con il ruolo pubblico.

Vengono riportate anche espressioni definite inaccettabili legate all’idea di considerare la magistratura un “cancro”. In riferimento a tale aspetto, la nota richiama il senatore di Fratelli d’Italia Franco Zaffini.

La posizione dell’associazione ribadisce un principio: se non viene ristabilito subito il rispetto delle istituzioni, il rischio non viene indicato come esclusivamente politico, ma anche democratico.

referendum e retorica sui giudici “scomodi”

Nel quadro descritto, UniCost richiama anche la presenza ai vertici del ministero della Giustizia di figure che, secondo la nota, arriverebbero a presentare il referendum come un’occasione per liberarsi dei giudici “scomodi”. Il riferimento riguarda la capo di gabinetto del ministero della Giustizia Giusi Bartolozzi.

La nota qualifica tale impostazione come una “retorica da resa dei conti”, ritenuta capace di allarmare chiunque consideri prioritaria la tutela della democrazia.

personalità citate

La nota di UniCost menziona i seguenti nominativi:

  • Andrea Delmastro
  • Franco Zaffini
  • Giusi Bartolozzi
Caso Delmastro, i magistrati “moderati”: “Sulla vicenda silenzio inquietante. È un punto di rottura, non va normalizzata”
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