Calciatrici iraniane chiedono asilo politico dopo la Coppa d'Asia
Un evento di rilievo nel panorama sportivo iraniano segna il rientro della maggior parte delle calciatrici della nazionale femminile, al centro di un caso seguito a livello internazionale. Il ritorno in patria avviene in un contesto di tensioni politiche e di dichiarazioni pubbliche, senza modificare i contenuti ufficiali emersi nelle settimane precedenti.
calciatrici iraniane rientrano in patria
Le atlete hanno attraversato il valico di Gurbulak-Bazargan, al confine tra Turchia e Iran, a bordo di un bus dopo l’arrivo all’aeroporto di Igdir, nella Turchia orientale. Il gruppo aveva raggiunto Kuala Lumpur, in Malesia, proveniente dall’Australia dove aveva disputato la Coppa d’Asia, e aveva intrapreso un percorso che li aveva visti transitare prima in Oman e poi a Istanbul.
L’arrivo in Iran è avvenuto a una distanza di circa 900 chilometri da Teheran, con la maggior parte delle giocatrici che indossavano la divisa ufficiale durante l’attraversamento del confine. Dopo il periodo trascorso all’estero, si è completato così un arco temporale che aveva visto la squadra allestire tappe diverse prima del rientro definitivo.
calciatrici iraniane: risposte istituzionali e dichiarazioni
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha salutato le giocatrici e lo staff in un post su X, descrivendole come figlie della patria e sottolineando che il popolo dell’Iran abbraccia chi ha dimostrato lealtà al paese, contrastando i tentativi di “inganni e intimidazioni” provenienti da elementi anti-iraniani.
calciatrici iraniane: questione asilo e risvolti internazionali
Inizialmente sette membri della delegazione femminile—sei giocatrici e un membro dello staff—hanno chiesto asilo in Australia. Con il passare dei giorni, solo due delle giocatrici sono rimaste sul suolo australiano, mentre le restanti hanno avviato o completato il rientro in Iran. Le persone restanti hanno riferimenti ufficiali contrastanti tra le parti coinvolte, con accuse reciproche sul ricorso a pressioni o incentivi esterni.
calciatrici iraniane: contesto diritti umani e reazioni internazionali
Gruppi per i diritti umani hanno accusato le autorità iraniane di fare pressioni sui sportivi all’estero, minacciando familiari o beni in caso di defezione o critica al regime. Le autorità iraniane hanno invece affermato che l’Australia avrebbe esercitato pressioni sulle giocatrici affinché rimanessero nel paese ospitante, creando una dinamica conflittuale tra le parti coinvolte.
persone nominate nel testo:
- Zahra Ghanbari — capitana della nazionale
- Mohammad Bagher Ghalibaf — presidente del Parlamento