Blitz contro il clan Zagaria: 23 arresti nel Casertano

• Pubblicato il • 4 min
Blitz contro il clan Zagaria: 23 arresti nel Casertano

Un maxi blitz che fotografa un clan ancora operativo, capace di ridisegnare metodi e priorità senza rinunciare al controllo sul territorio. L’operazione dei carabinieri del Comando provinciale di Caserta e del Ros ha colpito la fazione Zagaria del clan dei Casalesi, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli guidata dal procuratore Nicola Gratteri.

maxi blitz contro il clan casalesi: 23 arresti e misure cautelari

Le persone raggiunte dall’operazione sono 23. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale partenopeo ha disposto la custodia cautelare in carcere per 19 indagati e arresti domiciliari per altri 4.

L’inchiesta, avviata nel 2019, ha ricostruito l’operatività della fazione Zagaria nella provincia di Caserta, evidenziando anche ramificazioni internazionali legate, in particolare, al riciclaggio dei capitali tra Spagna e Dubai.

gestione e struttura della fazione zagaria: il ruolo dei fratelli e dei reggenti

Secondo quanto emerso, la gestione del clan sarebbe stata affidata ai fratelli del capoclan Michele Zagaria, attualmente libero. Il loro compito avrebbe riguardato la funzione di reggenti, con il coordinamento delle attività criminali sul territorio.

Accanto a tale assetto, un nipote scarcerato nel 2019 si sarebbe trasferito all’estero con l’obiettivo di seguire gli interessi imprenditoriali dell’organizzazione.

connessione tra componente armata e vertici: una figura di raccordo

Le indagini hanno identificato inoltre una figura chiave con funzione di raccordo tra la componente armata e i vertici del clan. La persona sarebbe stata coinvolta in estorsioni, usura e traffico di droga, oltre a un ruolo nel controllo di diversi settori economici.

estorsioni e controllo economico: compravendite immobiliari e attività commerciali

Tra gli strumenti di influenza emersi, l’inchiesta indica l’imposizione nelle compravendite immobiliari e terriere. Le richieste economiche sarebbero variate dai 15mila fino a oltre 125mila euro in base al valore dei beni.

Il quadro ricostruito comprende anche intestazioni fittizie di attività commerciali e la gestione delle slot machine, elementi inseriti in un sistema di controllo capillare.

controllo del territorio e “mazzette” per i passaggi di proprietà

Secondo quanto illustrato dal procuratore Nicola Gratteri, i capi d’imputazione contestati richiamano reati tipici della criminalità mafiosa, confermando il profilo di una famiglia storica della camorra. L’organizzazione avrebbe mantenuto un controllo del territorio assoluto.

Nel racconto giudiziario riferito durante l’operazione, sarebbe stato necessario pagare una mazzetta anche per il passaggio di proprietà, compresi acquisti di terreni e di attività commerciali.

salto di qualità nei traffici illeciti: il progetto nel narcotraffico

L’indagine descrive un’evoluzione legata ai traffici illeciti, con particolare attenzione al narcotraffico. Il clan avrebbe avviato contatti con la cosca Bellocco della ’ndrangheta, finalizzati all’importazione di ingenti quantitativi di droga nel Casertano.

Il procuratore ha qualificato l’iniziativa come un progetto criminale ambizioso, orientato a consolidare rapporti con esponenti della criminalità calabrese, in particolare legati alla provincia di Reggio Calabria. Tali soggetti sarebbero divenuti fornitori abituali, soprattutto di cocaina.

Il piano avrebbe puntato a imporsi sul mercato locale grazie a “prezzi competitivi” e all’“ottima qualità dello stupefacente”, con proiezioni verso le piazze di Caivano.

precedenti arresti durante l’inchiesta

Nel corso delle attività investigative risultano già effettuati 9 arresti su provvedimenti dell’autorità giudiziaria e 2 arresti in flagranza di reato.

sequestri: armi, sostanze stupefacenti e patrimoni societari

I carabinieri hanno sequestrato un arsenale composto da 4 pistole, una mitraglietta Skorpion, un fucile a canne mozze e circa 600 cartucce di vario calibro. Oltre a ciò, sono stati trovati e sottoposti a sequestro circa 11 chilogrammi di sostanze stupefacenti.

Parallelamente, è stato disposto il sequestro preventivo dei compendi di due aziende per un valore complessivo di circa 40 milioni di euro. Una delle società, come precisato dal procuratore aggiunto Michele del Prete, operava nel settore della raccolta dei rifiuti per numerosi comuni del Casertano.

evoluzione del clan: meno violenza apparente e alta capacità imprenditoriale

Il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Manuel Scarso, ha sottolineato l’evoluzione del clan: il gruppo dei Casalesi risulterebbe ancora attivo e la fazione degli Zagaria avrebbe mostrato un cambio di pelle. L’organizzazione non si collocherebbe più nel contesto di atti terroristici legati ad anni passati, con una caratterizzazione legata a una capacità imprenditoriale molto elevata.

La trasformazione non eliminerebbe l’uso della violenza sul territorio. Sarebbero state documentate minacce tramite colpi d’arma da fuoco per imporre la vendita di terreni.

Il quadro include anche un caso descritto dal comandante: dipendenti di un supermercato, dopo aver vinto una causa civile da 120mila euro, avrebbero ricevuto solo 37mila euro sotto pressione esercitata dal clan.

figure e ruoli citati nell’operazione

  • Nicola Gratteri
  • Michele del Prete
  • Manuel Scarso
  • Michele Zagaria
Casalesi, il clan che cambia volto: 23 arresti tra affari, droga e riciclaggio. Gratteri: “Indagine di serie A”

Per te