Basi militari USA contro l’Iran: come si dividono i paesi europei

• Pubblicato il • 3 min
Basi militari USA contro l’Iran: come si dividono i paesi europei

Le relazioni tra alcuni Paesi europei e gli Stati Uniti guidati da Donald Trump stanno vivendo un cambiamento visibile su due fronti: spazio aereo e autorizzazioni all’uso di basi militari. In parallelo alle necessità di Washington di disporre di punti di appoggio per operazioni belliche contro l’Iran, le principali capitali europee hanno assunto posizioni non allineate tra loro, con distinzioni che coinvolgono intensità, perimetro operativo e condizioni poste alle forze statunitensi.

spagna: no a basi Usa e allo spazio aereo per azioni collegate alla guerra in iran

La linea del governo spagnolo, di centrosinistra, è stata formalizzata dalla ministra della Difesa margarita robles. Secondo quanto riportato, fin dall’inizio è stato chiarito alle forze americane che non sarebbe stata autorizzata l’utilizzazione delle basi e, in modo analogo, non sarebbe stato consentito l’uso dello spazio aereo spagnolo per attività collegate alla guerra in Iran.

Nel corso della fase iniziale del conflitto era già emerso il rifiuto di Madrid rispetto all’impiego delle basi andaluse di rota e maron da parte di Washington per i raid condotti contro obiettivi in Iran.

regno unito: basi con autorizzazioni condizionate e focus su obiettivi iraniani

Nel Regno Unito la postura risulta differente. Il governo britannico, guidato dal laburista keir starmer, ha indicato che sarebbe stato concesso l’uso di basi militari nel Regno Unito per colpire siti missilistici controllati da Teheran.

L’annuncio è stato legato all’avvio dei primi raid israelo-statunitensi sull’Iran, con precisazioni politiche: Londra non si sarebbe “unita” a un’azione offensiva.

Successivamente, il Regno Unito ha ampliato la cornice dell’autorizzazione, includendo attacchi contro obiettivi iraniani che minacciano lo stretto di hormuz. Anche in questo caso, l’operatività è stata inquadrata come “operazioni difensive”.

francia: autorizzazioni limitate alla difesa e negazione dell’uso per attacchi in iran

La risposta francese è stata descritta come più cauta. Lo stato maggiore transalpino ha chiarito che l’accettazione di aerei militari di appoggio Usa presso la base di istes, nel sud della Francia, sarebbe stata ammessa solo per il sostegno alla difesa dei partner.

La cornice indicata comprendeva una “procedura di routine della Nato”, con esclusione espressa di impieghi per operazioni di attacco in Iran.

La linea è stata ribadita anche dal presidente emmanuel macron, secondo cui, nell’ambito della guerra in Medio Oriente, la Francia agisce in capacità esclusivamente difensiva. Ulteriore elemento richiamato dai media riguarda la decisione di negare lo spazio aereo francese a voli israeliani con a bordo armi americane.

La precisazione associata all’episodio riguarda il mantenimento delle regole: restano valide le condizioni per gli atterraggi, limitati ai aerei da trasporto logistico, con riferimento alle basi di istes e avord.

germania: posizione basata su accordi e livelli di impiego non ancora chiariti

La posizione di berlino appare meno definita rispetto ad altri casi. Secondo quanto riassunto dall’agenzia dpa, il governo tedesco si è limitato a spiegare, tramite il portavoce stefan kornelius, che l’uso delle basi Usa di ramstein e spangdahlem rientra in accordi e trattati giuridicamente validi e compatibili anche con il diritto interno, senza quindi prevedere una limitazione.

La stessa fonte evidenzia però che al momento non sarebbe chiaro fino a che punto Ramstein, indicato come quartier generale delle forze aeree statunitensi in Europa, sia impiegata direttamente in azioni di combattimento in Iran.

Parallelamente, viene riferito che il ministero degli Esteri ha specificato che la Germania non sta compiendo atti di aggressione contro teheran.

leader e rappresentanti citati nel quadro delle posizioni nazionali

  • donald trump
  • pedro sanchez
  • margarita robles
  • keir starmer
  • emmanuel macron
  • stefan kornelius
Non solo Spagna e Italia, come si comportano gli altri Paesi Ue con le “loro” basi Usa
Categorie: NewsPolitica

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