Assolto Sabatino per i depistaggi nel caso Cucchi: le motivazioni della Cassazione

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Assolto Sabatino per i depistaggi nel caso Cucchi: le motivazioni della Cassazione

Un pronunciamento della Corte di Cassazione rende definitivi i contorni di una vicenda complessa collegata ai depistaggi emersi nel contesto delle indagini sul caso Cucchi. L’esito riguarda l’esame di ricorsi presentati da diversi carabinieri coinvolti nel procedimento, distinguendo l’esito per l’unico ufficiale collocato al vertice e la posizione di altri soggetti già condannati o prescritti.

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La Corte ha assolto il colonnello Lorenzo Sabatino, mentre ha rigettato i ricorsi degli altri carabinieri che erano stati condannati o per i quali era stata dichiarata la prescrizione nel processo d’Appello, in relazione ai depistaggi successivi al pestaggio e alla morte di Stefano Cucchi. La sentenza della Quinta sezione penale della Cassazione ha accolto la richiesta della procura generale, orientata a una revisione dell’esito della decisione di secondo grado.

In particolare, la procura generale aveva chiesto l’annullamento senza rinvio per Sabatino, basandosi su argomentazioni di contraddittorietà e illogicità della decisione. È stata invece respinta la linea che proponeva l’inammissibilità per altri soggetti coinvolti, tra cui i generali e gli ufficiali che avevano presentato ricorso.

le posizioni emerse in appello e le conseguenze della cassazione

Secondo la ricostruzione di secondo grado, la catena degli eventi e le annotazioni incriminate presentavano anomalie significative, che hanno indotto i giudici a ritenere che l’intento dei carabinieri, guidati dall’allora comandante Casarsa, fosse quello di fornire una versione di comodo piuttosto che approfondire la dinamica reale.

Con la decisione odierna, due condanne restano definite e tre prescrizioni restano confermate, mentre Sabatino ottiene un’assoluzione definitiva. Per Di Sano, la pena è stata ridotta a 10 mesi, confermando l’andamento emerso nel corso della verifica giudiziaria.

Le motivazioni della sentenza hanno dunque consolidato un quadro in cui la giurisprudenza ha tratto una linea diversa da quella indicata durante la trattazione di primo e secondo grado, evidenziando una visione degli eventi focalizzata su dinamiche di gestione interna all’Arma e su riflessi istituzionali.

Nel contesto dell’intero procedimento emerge un quadro di responsabilità differenziata, con l’esclusione dell’ipotesi di reato per Sabatino e la conferma di altre determinazioni emerse in Appello.

figure coinvolte, elencate di seguito:

  • Lorenzo Sabatino
  • Francesco Di Sano
  • Luca De Cianni
  • Alessandro Casarsa
  • Francesco Cavallo
  • Luciano Soligo
  • Massimiliano Colombo Labriola
  • Tiziano Testarmata
  • Giovanni Musarò
  • Tomaso Epidendio
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