Appalti equi per mense sostenibili: la proposta di Legacoop

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Appalti equi per mense sostenibili: la proposta di Legacoop

Nel contesto italiano dei contratti pubblici dedicati alla ristorazione collettiva, la sostenibilità e la riduzione dello spreco alimentare si intrecciano con norme che guidano gli acquisti, le forniture e la qualità del servizio. Il quadro normativo di riferimento è stato definito dai CAM, con particolare attenzione alle dinamiche di efficienza, innovazione e responsabilità sociale all’interno delle gare.

Da tempo, in dibattiti e confronti istituzionali, si è criticata l’impostazione originaria per la sua rigidità, soprattutto per quanto riguarda le prescrizioni sui contenuti biologici e su altre voci qualitative fissate in modo vincolante. In questa cornice, un intervento recente ha evidenziato come sia necessaria una lettura più flessibile senza rinunciare agli obiettivi di sostenibilità.

sostenibilità nei contratti pubblici e ristorazione collettiva: quadro e obiettivi

Durante un convegno dedicato all’Innovazione digitale e alle politiche pubbliche per la riduzione dello spreco nelle scuole, sono stati messi in rilievo i principi fondamentali che guidano la ristorazione collettiva all’interno del mercato pubblico. Il discorso ha richiamato la necessità di bilanciare le prescrizioni normative con la realtà economica degli operatori, affinché la sostenibilità diventi un valore operante, non un onere indefinito.

In tale contesto, è emersa la necessità di strumenti che consentano una gestione più dinamica del costo e della qualità, preservando al tempo stesso l’obiettivo di garantire servizi alimentari di alto livello e, contemporaneamente, ridurre sprechi e impatti ambientali.

criticità dell’impostazione normativa e delle dinamiche di mercato

Si è ricordato che il riferimento normativo del settore, nato nel 2020, ha imposto vincoli significativi, inclusa la quota minima di prodotti biologici in alcuni bandi. In seguito a un confronto con il ministero competente, è stata emanata una circolare di settembre 2025 che introduce maggiore flessibilità, senza eliminare gli obiettivi di sostenibilità.

Dal lato economico, resta cruciale il tema della ripartizione dei costi tra gli operatori: basi d’asta non adeguate e assenza di meccanismi di revisione prezzi possono generare gare deserte o difficoltà operative, con rischi di interruzione del servizio.

un cambio di paradigma per i servizi essenziali

Il dibattito invita a concepire la ristorazione collettiva come un investimento pubblico, orientato a migliorare la qualità del servizio e a sostenere pratiche sostenibili nel lungo periodo. Si enfatizza che tali servizi rappresentano un contributo alla collettività e alla qualità dell’utenza, richiedendo strumenti adeguati che permettano innovazione, continuità e adeguata remunerazione.

contesto istituzionale e prospettive di sviluppo

La discussione ha avuto luogo in una sede istituzionale, con riferimenti a iniziative di chiarezza e definizione degli strumenti di supporto alle gare. L’obiettivo è rafforzare la coerenza tra norme, investimenti e qualità dei servizi erogati nel pubblico, favorendo una crescita sostenibile del settore.

Intervento chiave nel dibattito:

  • Daniele Branca, responsabile ufficio Legislativo e Lavoro di Legacoop Produzione e Servizi

La presenza di figure tecniche e associative ha sottolineato l’esigenza di prevedere meccanismi di revisione dei prezzi e di adeguamento delle basi d’asta, per assicurare continuità operativa e qualità del servizio senza compromettere gli obiettivi di sostenibilità.

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