All opposizione dico elettrice ho votato per salvare la costituzione non per i partiti

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All opposizione dico  elettrice ho votato per salvare la costituzione non per i partiti

Il 23 marzo 2026 viene presentato come una data decisiva, accostata simbolicamente al 4 dicembre 2016 e all’esito del voto che portò alla fine di una stagione politica. Dopo quasi dieci anni, il risultato del referendum viene descritto come un “miracolo” che si ripete, con la sottolineatura del contributo personale attraverso il voto, esercitato questa volta in piena facoltà.

Il senso complessivo dell’esito viene ricondotto a due aspetti principali: la conferma della capacità del Paese di mobilitarsi quando è in gioco la tutela della Costituzione, e la soddisfazione per la sconfitta di una campagna ritenuta fondata su aggressività, ostilità e svilimento del confronto pubblico. Il testo insiste anche sul valore della mobilitazione di chi, pur non riponendo fiducia nei partiti, sceglie di difendere i principi costituzionali e i diritti che ne derivano.

referendum 23 marzo 2026 e vittoria del no

Il risultato viene descritto come un motivo di speranza, non tanto legato all’affluenza, indicata come un elemento che difficilmente si ripeterà nelle elezioni politiche del 2027, quanto al fatto che il Paese dimostra di saper “ridestarsi” quando si tratta di proteggere la Carta costituzionale. La mobilitazione viene associata a una risposta civile e politica anche da parte di chi avrebbe rinunciato a fidarsi dei canali tradizionali.

La vittoria del NO viene inoltre collegata al rifiuto di un clima che, nel racconto, avrebbe coinvolto la campagna del “Sì” attraverso odio, rivalsa e insulti

All’opposizione dico: da giovane elettrice, ho votato per salvare la Costituzione non per i partiti
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