Alberto bianco torna con camaleonte: un album scritto senza alibi

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Alberto bianco torna con camaleonte: un album scritto senza alibi

Un disco che sembra nato d’impulso, ma che in realtà mette a nudo scelte precise: Camaleonte di Alberto Bianco porta la scrittura al centro, tagliando via il superfluo e lasciando emergere cantautorato, intimità analogica e una poesia capace di convivere con caos, leggerezza e malinconia. Il risultato non è l’immagine di un lavoro “tirato”, bensì una presa di posizione che si presenta come urgenza, senza alibi.

camaleonte: undici brani e un’urgenza che diventa metodo

Camaleonte è composto da undici brani costruiti per spogliare la scrittura da sovrastrutture, riportando tutto all’essenza. La realizzazione si muove su tempi compressi: una settimana per scriverlo e pochi giorni per registrarlo a Torri in Sabina, con la presenza di Bob Angelini e Andrea “Fish” Pesce.

La dimensione tecnica e il processo di registrazione vengono descritti come parte integrante dell’identità del disco: l’incisione avviene su quattro piste a cassette, con un Tascam. L’idea di fondo è che il lavoro non cerchi una perfezione finale, ma punti a salvare ciò che accade mentre si registra.

In questo progetto emerge un rifiuto del perfezionismo inteso come cancellazione dell’umano: se la voce trema, resta; se la chitarra graffia, meglio. Ogni elemento entra ed esce secondo necessità, come in una selezione naturale in cui sopravvive ciò che serve davvero al brano.

scrittura senza alibi: la scelta di togliere invece di aggiungere

Colpisce il modo in cui Alberto Bianco costruisce il discorso attorno a ciò che decide di non dire e di non lasciare nel mezzo. Le parole non vengono trattate come riempitivo, ma come sostanza. Questo approccio, descritto come una necessità condivisa lungo gli anni, porta oggi a cercare l’eliminazione del superfluo e a liberarsi dallo sguardo esterno.

Il percorso descritto passa anche dalla convivenza con suggerimenti e valutazioni tipo “questo funziona” o “questo no”: l’obiettivo diventa ridurre l’interferenza di quelle aspettative e tornare al centro del proprio gusto. Nel contesto di un mondo dominato da suoni perfetti e strumenti avanzati, l’imperfezione viene presentata come una forma di verità.

Bianco collega questa impostazione a un’idea identitaria: l’atto di restare fedeli al proprio gusto viene indicato come resistenza, con un valore che assume anche una dimensione politica.

voto e politica: la posizione sul referendum del 22 e 23 marzo

Nel parlare di politica, Bianco si espone sul referendum previsto per 22 e 23 marzo. La dichiarazione è netta: “Voterò convintamente No”. Senza entrare nei dettagli tecnici, viene riportata l’idea che la proposta dei cambiamenti presenti scarsa credibilità. Parallelamente, viene considerata importante la partecipazione al voto.

memorie, immagini e sentimento: l’amore è anarchia

Dentro Camaleonte trovano spazio “fantasmi” legati a momenti di trasformazione: prove che sanno di umido, mattine che sembravano perdute e invece non lo erano, primi baci che non sapevano ancora di esserlo. Non viene definita come nostalgia, ma come un inventario emotivo disordinato, paragonato all’apertura di una scatola in cui cade addosso una vita intera.

Tra le componenti del progetto prende vita anche il video presentato in anteprima per L’amore è anarchia, girato durante le sessioni di registrazione. Il brano viene descritto come una dichiarazione di resa: Bianco ammette di non saper proteggere i sentimenti né comandarli, e la possibilità di non provarci viene lasciata intendere. L’amore viene presentato come qualcosa che non segue regole, non rispetta gerarchie e non si accorda con il buon senso.

L’immagine finale è quella di una tempesta: si continua bestemmiando e brindando, sperando che il mare conceda il passaggio, come metafora del non avere il controllo completo su ciò che accade.

resistere al sistema: quando cambiare spazio diventa una scelta

Il quadro complessivo del percorso musicale mostra una scarsa attenzione al restare “dentro il sistema” alle condizioni proposte. Nel racconto emerge il rifiuto di trasformarsi nell’ennesimo musicista tenuto a diventare content creator per legittimarsi. Questa distanza non viene descritta come posa, ma come questione di sopravvivenza.

Quando gli spazi si restringono, i locali chiudono e le radio parlano più di quanto suonino, vengono indicate due possibilità: adattarsi oppure spostarsi. Bianco viene associato alla seconda opzione, da cui deriva l’idea di un disco vivo, imperfetto ma presente.

Il punto finale collega l’ossessione per il controllo alla paura mascherata da professionalità: l’impostazione di Camaleonte sposta l’attenzione dal controllo assoluto verso la realtà dei gesti, delle imperfezioni e delle scelte effettive fatte in fase di scrittura e registrazione.

Personaggi e collaboratori citati:

  • Alberto Bianco
  • Bob Angelini
  • Andrea “Fish” Pesce
Alberto Bianco torna con Camaleonte: un album scritto senza alibi
Alberto bianco torna con camaleonte: un album scritto senza alibi
Categorie: Politica

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