Aggressione a una giovane arbitra in Sardegna, l'Aia condanna: "Superato ogni limite

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Aggressione a una giovane arbitra in Sardegna, l'Aia condanna: "Superato ogni limite

In relazione a un grave episodio di violenza verificatosi durante una gara di campionato giovanile in Sardegna, è stata coinvolta una direttrice di gara di soli 17 anni. L’evento ha visto la protagonista insultata da un dirigente e successivamente aggredita con schiaffi e un pugno, provocando lesioni con una prognosi di 45 giorni. L’Associazione Italiana Arbitri ha emesso una nota ufficiale per denunciare l’accaduto e delineare azioni mirate alla tutela degli ufficiali di gara e alla promozione di una cultura sportiva basata su rispetto e responsabilità.

violenza contro gli arbitri: descrizione dell’episodio e contesto

Secondo quanto riportato negli atti ufficiali, la direttrice di gara è stata inizialmente bersaglio di proteste e insulti da parte di un dirigente di società, a seguito della mancata concessione di una rimessa laterale. Dopo l’espulsione del dirigente, questi ha reagito con inaudita violenza, colpendo la giovane al volto con schiaffi e successivamente con un pugno mentre cercava di allontanarsi. L’aggressione ha causato lesioni personali con una prognosi di 45 giorni. L’episodio si è consumato su un campo di calcio giovanile, contesto nel quale dovrebbero fiorire formazione, rispetto e crescita.

violenza contro gli arbitri: richieste e misure dell’aia

L’Associazione Italiana Arbitri esprime profondo sdegno e indignazione per l’accaduto e richiede l’applicazione della massima severità nei confronti dei responsabili. La posizione del movimento calcistico deve essere chiara: la violenza non deve trovare spazio sui campi. L’AIA richiama inoltre l’operatività dell’Osservatorio istituito con il Comunicato Ufficiale 272/A del 30 aprile 2025, affinché siano promosse iniziative concrete e coordinate volte alla prevenzione e al contrasto di tali fenomeni.

violenza sugli ufficiali di gara: promozione di una cultura sportiva

La nota dell’AIA sottolinea che chi ricopre ruoli educativi ha la responsabilità di trasmettere lealtà, rispetto e correttezza nello sport. Dirigenti, allenatori, genitori e pubblico sono invitati a contribuire a creare un ambiente educativo e sano, nel quale il calcio possa tornare a essere luogo di crescita, formazione e rispetto. L’Associazione esprime solidarietà e sostegno alla giovane collega coinvolta nell’episodio.

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