Addio a un artista leggendario che ha segnato un'epoca
La scomparsa di Country Joe McDonald segna una tappa sensibile nella memoria collettiva della musica di protesta e della controcultura degli anni Sessanta. Figura di spicco nell’orizzonte musicale californiano, ha contribuito a trasformare la canzone in veicolo di impegno politico e sociale, rappresentando una voce simbolo delle mobilitazioni contro la guerra e delle trasformazioni culturali che hanno segnato quel periodo.
country joe mcdonald: profilo e contesto storico
origine e formazione
Joseph Allen McDonald, nato il 1 gennaio 1942 a Washington, cresceva a El Monte, in California. I genitori erano legati al Partito comunista americano e gli impartirono una formazione politica che influenzò il profilo pubblico dell’artista. Chiamato in onore di Joseph Stalin, prese presto la via della musica. A 17 anni entrò nella Marina degli Stati Uniti, dove rimase tre anni in Giappone. Al termine dell’esperienza militare, frequentò brevemente il Los Angeles City College, indirizzando le sue energie verso l’espressione musicale.
la nascita della band e la scena di berkeley
Nel quartiere di Berkeley, lungo Telegraph Avenue, McDonald iniziò a esibirsi come musicista di strada, integrandosi nella vivace scena folk e di protesta della Bay Area. Nel 1965 fondò con il chitarrista Barry “The Fish” Melton i Country Joe and the Fish, formazione che completavano David Cohen alle tastiere e chitarra, Gary “Chicken” Hirsh alla batteria e Bruce Barthol al basso. La band divenne protagonista nei luoghi simbolo della scena di San Francisco, tra Avalon Ballroom, Fillmore e partecipazioni a eventi storici come il Monterey Pop Festival.
il picco di notorietà: woodstock e pezzi di protesta
La notorietà raggiunse il culmine nel 1969 con l’esibizione al Festival di Woodstock, di fronte a circa 400.000 spettatori. McDonald guidò il pubblico nel “Fish Cheer”, un momento provocatorio che accompagnò la celebre anticamera all’inno antimilitarista “I-Feel-Like-I’m-Fixin’-to-Die Rag”, pezzo icona della controcultura e della critica alla guerra in Vietnam. Il brano, scritto in breve tempo, incontrò ampia popolarità tra i giovani contestatori e tra i soldati; provocò anche episodi di censura: la band fu esclusa dall’Ed Sullivan Show e McDonald fu multato in Massachusetts per l’uso della parola “fuck”. La canzone entrò nel lato B del triplo LP dedicato a Woodstock e nel documentario diretto da Michael Wadleigh.
carriera e persistenza artistica
Durante una carriera che ha superato i vent’anni, McDonald ha pubblicato 33 album e firmato centinaia di brani, sia con i Country Joe and the Fish sia come artista solista. Dopo il picco degli anni Sessanta, la formazione si riunì nel 1979, ma l’attività musicale continuò con tour, live e partecipazioni a festival anche in Europa, mantenendo viva la memoria della stagione della controcultura e della musica di protesta. La figura di McDonald resta associata a una voce centrale della scena rock e delle istanze pacifiste che hanno segnato quel periodo.
Tra i protagonisti principali della scena e dei progetti associati al movimento, tra cui Country Joe McDonald e i membri della band, emergono i seguenti nomi:
- Country Joe McDonald
- Barry “The Fish” Melton
- David Cohen
- Gary “Chicken” Hirsh
- Bruce Barthol
