13enne accoltella l’insegnante volevo uccidere anche i miei: cosa sappiamo
Un caso di eccezionale gravità scuote la Bergamasca dopo il tentato omicidio di un’insegnante di francese, avvenuto nei corridoi di una scuola media a Trescore Balneario. Un 13enne aveva pianificato la vendetta, aveva preparato tutto il necessario e aveva trasmesso l’atto in diretta. Durante l’interrogatorio si è dichiarato dispiaciuto per non essere riuscito a portare a termine l’omicidio.
tentato omicidio dell’insegnante e diretta della vendetta del 13enne
Secondo quanto ricostruito, la vendetta del ragazzo era iniziata con l’accoltellamento della docente nei corridoi della scuola media. Nel corso dell’interrogatorio, il 13enne appare lucido e convinto di quanto riferito, arrivando a spiegare di aver immaginato anche un’ulteriore escalation. Ha dichiarato di avere voluto uccidere anche mamma e papà, pur risultando, nel racconto, un rapporto definito come buono.
Nel merito dell’azione, la ricostruzione evidenzia un passaggio chiave: a casa dei genitori erano stati trovati materiali potenzialmente esplosivi. Su questo punto si concentra ora l’attenzione investigativa, con i giudici che ritengono che i genitori non avrebbero colto il malessere del ragazzo.
famiglia, sostegno sanitario e decisioni del tribunale
La posizione dei genitori, attraverso l’avvocato Carlo Foglieni, è legata alla richiesta di un percorso di supporto psicologico. Mamma e papà dichiarano di aver portato il minore dalla psicologa per l’ansia generata dal rapporto conflittuale con l’insegnante.
Quanto avviene sul piano giudiziario e assistenziale prevede per il 13enne l’affidamento ai servizi sociali. È stata prevista anche la visita di un neuropsichiatra infantile, seguita da un eventuale trasferimento nella comunità ritenuta più adeguata. Le decisioni di carattere educativo e sanitario saranno definite da un curatore speciale nominato dal Tribunale.
messaggi telegram e ruolo di un 17enne vicino alla diretta
Le indagini analizzano anche i contenuti condivisi sul gruppo Telegram in cui il 13enne aveva comunicato la sua “vendetta” in diretta. L’attenzione degli inquirenti si concentra su una persona 17enne che avrebbe interagito più volte con il ragazzino nei giorni precedenti l’aggressione.
Il canale è stato chiuso, ma fino a pochi giorni prima risultavano ancora leggibili alcuni scambi tra i due. Tra i messaggi emergono indicazioni su tentativi di diretta e sulla consapevolezza dei rischi legali.
scambio di messaggi prima dell’aggressione: diretta e timori legali
In una conversazione datata 22 marzo, due giorni prima dell’aggressione, il 13enne scrive: “Se facessi una diretta registreresti e condivideresti il più possibile?”. La risposta del 17enne arriva con un avvertimento: “Ascolta amico, ti voglio un bene dell’anima, ma questa è una cosa che non dovresti fare. Io ho 17 anni, tu 13. Mi caccerei in guai seri”.
La conversazione prosegue con un ulteriore messaggio del 27 marzo, in cui il 17enne teme le conseguenze: “Continuavo a dirgli che non ne valeva la pena e c’erano altre soluzioni”. In base a quanto riportato, la stessa persona aggiunge che quella mattina il 17enne era stato informato dei tempi: “Inizierò la diretta tra pochi minuti”.
condivisione della chiamata e piattaforme usate per conoscersi
La ricostruzione riferisce che tra i due si sarebbe instaurata una conoscenza avviata su TikTok, con chat avviata poco dopo. Il 17enne avrebbe poi dichiarato che il 13enne aveva fornito un link alla chiamata e che l’ultima informazione ricevuta riguarda l’avvio della trasmissione.
In un ulteriore passaggio, riferito alle confidenze: il ragazzo avrebbe spiegato i propri piani. La versione attribuita al 17enne descrive l’intenzione del 13enne di uccidere il padre e poi la madre, motivata dal timore che “si sarebbe messa in mezzo”. Il 17enne dichiara di avergli risposto di non farlo.
Le comunicazioni riportano anche un’indicazione sul motivo indicato dal 13enne per l’aggressione alla docente: il 17enne riferisce che il ragazzo avrebbe raccontato come la prendeva di mira, la derideva e la trattava male.
persone coinvolte nella ricostruzione
- 13enne, autore del tentato omicidio e della diretta
- 17enne, indicato come interlocutore su Telegram nei giorni precedenti
- Carlo Foglieni, avvocato dei genitori
- insegnante di francese, vittima dell’accoltellamento
