Uomo ucciso a Pioltello: precipitato 'ottavo piano e finito a pugni

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Uomo ucciso a Pioltello: precipitato 'ottavo piano e finito a pugni

Un episodio di cronaca drammatico ha portato all'arresto di due individui accusati dell'omicidio di un uomo di 31 anni, avvenuto a Pioltello nel corso di una notte. La vicenda si distingue per la sua brutalità e per le circostanze che hanno portato alla tragica perdita di una vita. Le indagini delle forze dell'ordine hanno ricostruito una scena di violenza estrema, innescata da un violento alterco avvenuto all’interno di un appartamento condiviso da diversi cittadini sudamericani.

determinazione e modalità dell’omicidio

Il corpo della vittima, identificata come Juan Carlos Ortiz Duarte, è stato trovato nel cortile di un condominio di via Cimarosa a Pioltello, dopo essere stato delegato dall’ottavo piano dell'edificio. La ricostruzione degli investigatori indica che Duarte sarebbe stato gettato dalla finestra e che, subito dopo, i due fermati – di 45 e 32 anni, entrambi cittadini colombiani e residenti nella zona ma irregolari sul territorio italiano – sono scesi in cortile per verificare se il loro gesto fosse stato fatale.

il comportamento dei fermati dopo il fatto

Dopo aver constatato la caduta e il decesso dell’uomo, i due uomini avrebbero rivolto espressioni di disprezzo nei confronti del corpo senza vita, e uno di essi avrebbe colpito con un pugno il volto del cadavere. Testimoni oculari, attirati dal forte rumore del tonfo, hanno assistito alla scena e fornito agli inquirenti dettagli sulle modalità dell’evento.

le dinamiche dell’aggressione fatale

Secondo le indagini, la vicenda è il frutto di una violenta colluttazione scaturita in un appartamento di proprietà di un gruppo di sudamericani. Tra gli ultimi a parlare con Duarte vi era la moglie, con cui aveva confidato di aver avuto un’accesa discussione con alcuni connazionali e di aver chiesto di poter tornare in Spagna. Mentre la conversazione veniva interrotta bruscamente dall’intervento di uno dei fermati, Jose David Luna Gonzales, detto “ninja”, la donna ha percepito che la situazione stava degenerando.

il ruolo dei fermati e le testimonianze

Il secondo uomo coinvolto, Jorge Andres Cadavid Romero, noto come “mono”, avrebbe subito una ferita alla testa – forse causata dalla vittima – e si sarebbe avvicinato al corpo senza vita pulendosi le mani insanguinate con uno straccio. In seguito, avrebbe colpito il cadavere con un pugno, esprimendo un sentimento di “rabbiosa contentezza”. Le testimonianze raccolte e l’analisi dei dettagli emerge come le azioni siano state frutto di una escalation di violenza, culminata in un atto estremo.

arresti e prossimi sviluppi

La Procura di Milano ha emesso i decreti di fermo nei confronti dei due sospettati, portati successivamente nel carcere di San Vittore per le procedure di rito. Entrambi risultano essere in Italia in situazione irregolare e ora sono al centro di un procedimento giudiziario per l’accusa di omicidio volontario.

Le figure coinvolte:

  • Jose David Luna Gonzales (“ninja”)
  • Jorge Andres Cadavid Romero (“mono”)
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