Trasferiti i 4 poliziotti indagati a Rogoredo, Cinturrino scrive carcere
Nel contesto dell’indagine sull’omicidio di Abderrahim Mansouri, nuove indicazioni delineano una fase decisiva: quattro agenti della Polizia di Stato sono stati spostati da incarichi operativi, mentre l’inchiesta prosegue con ulteriori sviluppi. Contemporaneamente, è stata portata in primo piano una lettera scritta dal carcere dall’arrestato Carmelo Cinturrino, affidata al suo legale. I provvedimenti e le dichiarazioni emergono in un quadro che riguarda responsabilità professionali, gestione del servizio e dinamiche interne alle strutture investigative.
rogoredo: trasferiti i quattro poliziotti indagati per omissione di soccorso
Secondo quanto comunicato, i quattro poliziotti indagati sono stati trasferiti a incarichi non operativi in sedi diverse dal commissariato Mecenate, su disposizione del questore di Milano Bruno Megale. L’ipotesi di reato attribuita include omissione di soccorso e favoreggiamento, nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’arresto di Carmelo Cinturrino, assistente capo del commissariato Mecenate, accusato di omicidio volontario in relazione all’episodio avvenuto il 26 gennaio nel “boschetto” alle porte di Milano. Le misure mirano a garantire, nell’ordinaria gestione dell’indagine, la piena autonomia operativa delle attività di polizia.
cinturrino: lettera dal carcere
Nella lettera consegnata al legale, Carmelo Cinturrino esprime scuse sincere e una forte paura delle conseguenze delle proprie azioni. “Vorrei scusarmi con tutti per quello che è successo. Credetemi, ho avuto paura, prima che quel ragazzo mi colpisse, poi dopo aver sparato delle conseguenze del mio gesto.” Il testo prosegue affermando che “quel ragazzo doveva essere in prigione e non morto” e descrive lo stato di disciplina e pentimento dell’arrestato. Viene poi sottolineata la storia di servizio e l’assenza di sanzioni disciplinari, con l’assicurazione che l’autore resta onesto e servitore dello Stato. La chiusura recita: “Perdonatemi, pagherò per il mio errore”.
Nell’evoluzione della vicenda emergono elementi su responsabilità e contesto operativo, con l’inchiesta che prosegue per chiarire ruoli, dinamiche e responsabilità nell’ambito del commissariato interessato.
Nomi di rilievo citati nel contesto:
- Carmelo Cinturrino — assistente capo arrestato per omicidio volontario
- Abderrahim Mansouri — vittima dell’episodio
- Bruno Megale — questore di Milano, ha disposto i trasferimenti
- Piero Porciani — avvocato che assiste Cinturrino
