Toscana, 108mila aree a rischio frane: richiesta di monitoraggi e interventi urgenti

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Toscana, 108mila aree a rischio frane: richiesta di monitoraggi e interventi urgenti

In scenari in cui la sicurezza delle comunità locali dipende dalla gestione preventiva dei rischi idrogeologici, è essenziale analizzare dati territoriali, azioni già intraprese e linee di intervento future. Il confronto tra tutele del suolo e tutela delle abitazioni pubbliche e private offre spunti concreti per una governance efficace del territorio.

pericolo idrogeologico in toscana: monitoraggio e interventi

In Toscana si registrano un numero consistente di aree esposte a dissesto, con circa 40.000 zone a pericolosità molto elevata per dissesto idrogeologico e frane e oltre 108.000 aree a pericolosità elevata. La superficie interessata corrisponde al 5% e 16% della regione rispettivamente. Il Piano di assetto idrogeologico (Pai), adottato nel marzo 2024 dall’Autorità di bacino del distretto dell’Appennino Settentrionale, individua 39.852 aree P4 e 108.927 aree P3, classificate come dissesti attivi o potenzialmente instabili.

Questo quadro evidenzia che circa il 70% della regione rientra in una perimetrazione a rischio frana, concentrata nelle zone collinari e montane, mentre le zone di fondovalle restano esposte a rischi alluvionali. Si rende indispensabile ampliare i monitoraggi non solo sui terreni, ma anche sulle abitazioni preesistenti in siti considerati sensibili, al fine di prevenire disastri e intervenire tempestivamente.

monitoraggio e interventi prioritari

La necessità di potenziare le attività di controllo riguarda sia gli elementi naturali sia le strutture costruite in aree a rischio. Il rafforzamento della rete di controllo e la verifica dello stato di conservazione degli immobili esistenti mirano a ridurre l’esposizione delle comunità e a facilitare interventi mirati di messa in sicurezza.

richieste istituzionali e riferimenti

Si chiedono chiarimenti e riferimenti operativi all’organo regionale competente per la protezione civile e la difesa del suolo, includendo lo stato del monitoraggio delle zone a rischio, gli interventi di messa in sicurezza già realizzati e quelli programmati, nonché le tempistiche previste per ulteriori azioni.

Tra le figure chiave che emergono nell’intervento, si mettono in evidenza i riferimenti seguenti:

  • Marco Stella — capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale della Toscana
  • Eugenio Gianni — presidente della Regione Toscana, responsabile della protezione civile e della difesa del suolo

In sintesi, l’obiettivo è rafforzare il monitoraggio del territorio, migliorare la gestione delle aree a rischio e garantire interventi tempestivi per la sicurezza degli abitanti e delle infrastrutture, raccordando azioni provinciali e regionali verso una gestione sostenibile del dissesto idrogeologico.

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