Scopri la storia dell'Arco di Trionfo di Alessandria

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Scopri la storia dell'Arco di Trionfo di Alessandria

Questo arco di Trionfo situato in una delle piazze centrali di Alessandria racconta una pagina rilevante della urbanistica cittadina. Eretto nel 1768 su progetto di Giuseppe Caselli, celebra la visita e la presenza di Vittorio Amedeo III e di Maria Antonio Ferdinanda di Spagna. L’elemento, realizzato in laterizio con l’intonaco che ne riproduce la tonalità originaria, si presenta con un’arcata unica, sovrastata da un architrave ornato da fregio a triglifi e da un timpano triangolare spezzato. Nel corso dei secoli ha costituito un fondale scenografico per via Dante, integrandosi nel contesto urbano pur subendo trasformazioni e interventi di conservazione che hanno supportato la sua funzione estetica e identitaria.

arco di trionfo di piazza matteotti ad alessandria: storia, caratteristiche e trasformazioni

origini e realizzazione

L’opera fu realizzata nel 1768 dall’architetto Giuseppe Caselli, commissionata per commemorare la visita del re Vittorio Amedeo III e della regina Maria Antonio Ferdinanda di Spagna. All’epoca costituiva un elemento decorativo nel contesto di una zona destinata al passeggio, nelle vicinanze delle antiche mura orientali della città e di una passeggiata alberata che seguiva il tracciato dell’attuale corso Lamarmora.

caratteristiche architettoniche

La struttura, in mattone con l’intonaco originale, presenta un’arca unica al di sopra della quale si eleva un architrave con fregio a triglifi e un timpano triangolare spezzato. L’elemento funge da sfondo scenografico per gli scorci di via Dante e, nel tempo, è stato interessato da interventi di conservazione per preservarne la leggibilità storica e la continuità con l’ambiente urbano circostante.

trasformazioni urbane e restauri

Nel corso degli anni l’arco ha subìto restauri significativi: il primo nel 1843, in occasione dell’incoronazione della statua della Madonna della Salve, patrono della città; altri interventi si sono susseguiti nel 1879 e nel 1968. Negli ultimi tempi è stato promosso un ulteriore restauro, concluso nel 2022, per contrastare il degrado superficiale e ripristinare parti cadute dell’intonaco nella zona inferiore. La piazza circostante, originariamente libera da fabbricati, ha conosciuto nel Novecento una ridistribuzione degli spazi urbani: l’area ha accolto costruzioni residenziali porticate in uno stile che richiama l’Art Nouveau, con l’ampliamento e la definizione degli assi di attraversamento.

stato attuale e conservazione

Oggi l’arco mantiene il ruolo di elemento simbolico nell’insieme della piazza, in equilibrio tra preservazione storica e necessità di adeguarsi al flusso veicolare e pedonale della zona. L’esistenza di un comitato dedicato ha supportato la promozione di interventi mirati e di una gestione orientata al mantenimento delle condizioni di conservazione.

nominativi principali

Il racconto dell’opera è strettamente legato a figure storiche e al ruolo dell’architettura come simbolo civico. Di seguito sono menzionate le persone principali associate al periodo di origine e alla realizzazione:

  • Vittorio Amedeo III – re di Sardegna
  • Maria Antonio Ferdinanda di Spagna – regina consorte
  • Giuseppe Caselli – architetto della realizzazione
Categorie: Cronaca

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