Scoperto racket delle file all'ufficio immigrazione di Prato: posti venduti a 1.500 euro

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Scoperto racket delle file all'ufficio immigrazione di Prato: posti venduti a 1.500 euro

In Prato è emerso un meccanismo illecito legato alle file davanti all'ufficio immigrazione della questura, capace di trasformare l’attesa in un giro di affari. L’indagine ha portato all’esecuzione di perquisizioni nei confronti di due cittadini cinesi di 47 anni, ritenuti gli artefici di un sistema mirato a facilitare l’accesso alle pratiche di protezione internazionale in cambio di somme significative. Il quadro dell’inchiesta descrive una dinamica di occupazione anticipata dei posti in coda, cui hanno fatto seguito cessioni a altri migranti dietro pagamento di denaro contante.

sistema illegale legato alle file davanti all'ufficio immigrazione

Secondo gli elementi raccolti, alcune persone si presentavano in anticipo agli ingressi per conquistare i posti in coda che poi venivano scambiati con altri migranti. Il meccanismo prevedeva pagamenti comprese tra mille e millecinquecento euro per assicurarsi una posizione privilegiata all’apertura sportello. L’obiettivo era evitare la normale procedura di accesso e accelerare la presentazione delle richieste di protezione internazionale.

modalità operative e ruoli

Le indagini descrivono un’organizzazione strutturata in cui alcune persone occupavano i posti in coda e li assegnavano agli interessati dietro pagamento. Il sistema trovava maggiore redditività nell’impostazione operativa dello sportello, che apre solo il lunedì e può accogliere circa dieci persone per turno, rendendo appetibile la gestione privilegiata delle posizioni iniziali.

violenza e episodi segnalati

Si sarebbero verificati episodi di violenza legati al contesto della coda. Nella mattinata odierna, un cittadino pakistano è stato aggredito dopo aver rifiutato di cedere il posto. Un fatto analogo risalirebbe al 4 gennaio, quando due egiziani sono stati colpiti con bastoni e costretti ad allontanarsi dalla zona interessata.

perquisizioni e sequestri

Durante le misure di perquisizione, la squadra mobile ha sequestrato documenti relativi a pratiche di protezione internazionale e circa tre mila euro in contanti. Le indagini hanno inoltre permesso di individuare elementi utili a ricostruire la rete di persone coinvolte e i passaggi operativi del sistema.

coinvolgimento e timeline

Le verifiche indicano che il fenomeno è stato in corso dall’inizio del 2026. Le aggressioni avrebbero colpito prevalentemente northafricani e pakistani, mentre venivano favoriti cittadini cinesi o altri migranti disposti a pagare per avanzare nelle procedure di accesso allo sportello.

numero di soggetti coinvolti

L’indagine mostra la presenza di almeno tredici persone coinvolte nell’organizzazione, incaricate di occupare i posti in coda e di gestire il flusso di accesso alle pratiche di protezione internazionale.

Scoperto racket delle file all'ufficio immigrazione di Prato: posti venduti a 1.500 euro
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