Rigettato il ricorso: definitive le condanne per la morte del 14enne a Galleria Umberto a Napoli

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Rigettato il ricorso: definitive le condanne per la morte del 14enne a Galleria Umberto a Napoli

Una decisione della Corte di Cassazione pone fine a un capitolo cruciale della vicenda legata alla morte di Salvatore Giordano, quattordicenne ferito da un frammento di fregio caduto all’ingresso della Galleria Umberto I di Napoli. L’esito giuridico, reso noto nel corso del 2026, riguarda la fase di secondo grado e la posizione di tre imputati rimasti coinvolti nel processo per disastro colposo, omicidio colposo e lesioni personali colpose.

cassazione inammissibili i ricorsi contro le condanne nel caso giordano

La Quarta sezione della Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da due imputati contro la sentenza di condanna emessa nel gennaio 2025 dalla Corte d’Appello di Napoli, che aveva condannato Mariano Bruno all’amministrazione e Elio Notarbartolo come tecnico del condominio di piazzetta Matilde Serao a due anni di reclusione per disastro colposo, omicidio colposo e lesioni personali colpose. I due imputati avevano rinunciato alla prescrizione.

È stata dichiarata inammissibile anche la doglianza presentata dall’ex dirigente comunale Giovanni Spagnuolo per disastro colposo; per lui, invece, le accuse di omicidio colposo e lesioni colpose risultano prescritte.

La vicenda risale al 5 luglio 2014, quando il ragazzo si trovava in via Toledo, all’ingresso della Galleria Umberto I: un pesante frammento di fregio si staccò dalla facciata, colpendo Salvatore Giordano e provocandone la morte alcuni giorni dopo in ospedale. Il verdetto della Cassazione arriva dodici anni dopo la tragedia.

«C’è molto di più dietro questa tragica morte ma non posso che prendere atto della decisione della Cassazione – commenta l’avvocato Sergio Pisani, legale della famiglia Giordano – Spero che almeno ora privati e Comune risarciscano la famiglia».

descrizione della cornice processuale

Nel dettaglio, le condanne di secondo grado riconoscevano responsabilità per disastro colposo, accompagnate da omicidio colposo e lesioni colpose nei confronti degli imputati principali di allora. La Cassazione ha confermato la linea giuridica già tracciata dalla Corte d’Appello, dichiarando inammissibili i ricorsi relativi agli aspetti penalmente rilevanti e confermando lo stato delle accessioni.

La decisione di oggi rafforza l’assetto procedurale esistente e chiude un passaggio chiave lungo un percorso processuale iniziato anni fa, con ripercussioni sui tempi e sui conteggi risarcitori.

personaggi citati nel testo:

  • Salvatore Giordano
  • Mariano Bruno
  • Elio Notarbartolo
  • Giovanni Spagnuolo
  • Sergio Pisani
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