Piano d'azione Ue per contrastare minacce

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Piano d'azione Ue per contrastare minacce

La Commissione Europea propone un piano d’azione per contrastare i sorvoli non autorizzati di droni provenienti da fonti sconosciute e per rafforzare la sicurezza di infrastrutture critiche, frontiere, reti di trasporto e spazi pubblici. l’obiettivo è costruire un approccio europeo coerente tra gli Stati membri, basato su interoperabilità, innovazione industriale e misure di sorveglianza e risposta coordinate.

droni e sicurezza: piano d'azione dell'ue

Il contesto di sicurezza in Europa è mutato in profondità. tutto può essere impiegato come arma contro la popolazione, così che sia necessaria una risposta unita e pronta. l’iniziativa è descritta come globale, integrata e intersettoriale, perché la protezione non funziona in compartimenti stagni.

Il contributo dei droni alla guerra in Ucraina ha modificato la natura del conflitto: oltre ai combattimenti, i droni sono stati impiegati in attacchi ibridi contro infrastrutture critiche e hanno violato spazi aerei, interrotto operazioni aeroportuali e, in alcune occasioni, avvicinato pericolosamente a velivoli civili. un uso doloso e irresponsabile influisce sulla protezione delle infrastrutture, delle frontiere, dei porti e degli snodi di trasporto, nonché sulla sicurezza marittima ed energetica, con ripercussioni dirette sulla sicurezza dei cittadini e sull’economia.

Il piano d’azione mira a sviluppare un modus operandi unitario a livello europeo, sostenuto da azioni coordinate che integrino le misure nazionali. l’obiettivo è migliorare la preparazione dell’ue, potenziare le capacità di rilevamento, intensificare le risposte collettive e rafforzare la prontezza difensiva. in pratica, l’orientamento è produrre innovazione e aumentare drasticamente le capacità industriali, concentrare i finanziamenti dove hanno maggiore impatto, favorire l’interoperabilità e sostenere progetti industriali, anche attraverso un Forum industriale per droni e sistemi antidrone (d-tect forum).

Una componente chiave riguarda l’adeguamento delle norme alle nuove realtà di sicurezza. è in fase di elaborazione un Pacchetto per la sicurezza dei droni volto a consentire l’identificazione e il tracciamento dei velivoli, con la rassicurazione che gli operatori civili e amatoriali non saranno interessati da restrizioni ingiustificate. è prevista anche una valutazione coordinata del rischio lungo le catene di approvvigionamento delle tecnologie per droni e sistemi antidrone, mirata a predisporre una Cassetta degli attrezzi per la sicurezza dei droni, parallela a quanto avvenuto per altre tecnologie sensibili.

La rete 5G europea è parte integrante del secondo fronte del piano, ovvero il rilevamento e il tracciamento delle attività maligne. i droni connessi a una rete 5G dovrebbero essere identificati, tracciati e neutralizzati rapidamente se aggressivi; i droni privi di connessione possono essere rilevati tramite rilevamento cellulare, trasformando le antenne 5G in una capacità radar diffusa. questa impostazione sfrutta le competenze e i fornitori europei, aprendo opportunità di sviluppo sia per la sicurezza interna sia per applicazioni di difesa. è previsto un invito agli Stati membri e all’industria a testare e distribuire su larga scala queste tecnologie di rilevamento basate sulla rete cellulare.

La terza componente del piano riguarda il sostegno diretto agli Stati membri per rispondere in modo coordinato e deciso a queste minacce. si richiede la nomina di coordinatori nazionali, si sostiene un dispiegamento antidrone su larga scala tramite appalti congiunti e lo sviluppo di capacità software europee sovrane di comando e controllo per uso civile e militare. è prevista anche l’esplorazione, in contesto europeo, della possibilità di creare squadre di reazione rapida antidrone pronte a intervenire in situazioni di emergenza. tutte queste azioni mirano a valorizzare e potenziare le iniziative nazionali di difesa.

La vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen, insieme al commissario agli Interni Magnus Brunner e al commissario ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas, evidenzia che l’implementazione del piano si avvale anche della guida del commissario alla Difesa Andrius Kubilius, con l’obiettivo di rafforzare la coalizione per le capacità prioritarie sui droni e i sistemi antidrone e di sostenere l’iniziativa europea sui droni da difesa con l’Ucraina, sfruttando lo strumento di difesa dell’UE. in questo contesto si confermano investimenti significativi nel settore, stimati in oltre sette miliardi di euro nel quadro dello strumento Safe. la collaborazione con l’ucraina resta centrale, e la cooperazione tra l’UE e la Nato è ritenuta essenziale per l’attuazione rapida del piano.

La visione complessiva punta a una rete di cooperazione europea e internazionale rafforzata, con una sinergia crescente tra politiche nazionali, industrie e forze armate, al fine di creare una capacità di risposta unitaria e pronta all’azione.

figure chiave coinvolte

  • Henna virkkunen
  • Magnus brunner
  • Apostolos tzitzikostas
  • Andrius kubilius

droni: obiettivi e quadro operativo

Il piano individua come obiettivo centrale la costruzione di un quadro europeo condiviso per prevenire, rilevare e rispondere a attacchi o usi impropri dei droni, con strumenti che permettano un’azione rapida e coordinata tra Stati membri e con il supporto dell’industria europea.

droni: strumenti e misure normative

Tra le misure previste vi sono l’adeguamento delle norme sulle operazioni dei droni e l’introduzione di regole che permettano l’identificazione e la tracciabilità dei velivoli. si prevede inoltre la creazione di una cassetta degli attrezzi per la sicurezza dei droni e interventi mirati per ridurre i rischi lungo le catene di approvvigionamento delle tecnologie ICT legate a droni e sistemi antidrone.

droni: innovazione e capacità di rilevamento

Il pacchetto include investimenti mirati nell’innovazione e nell’aumento delle capacità industriali, con particolare attenzione all’interoperabilità e al sostegno diretto a progetti industriali. il piano prevede anche il lancio del d-tect forum per favorire la cooperazione tra settori e Stati.

droni: rete 5g e rilevamento avanzato

La strategia prevede che i droni connessi alla rete 5G siano identificati, tracciati e neutralizzati in tempi rapidi; i velivoli non connessi possono essere individuati tramite rilevamento cellulare, sfruttando la capacità di calcolo delle reti centrali e software basati sull’intelligenza artificiale. questa dinamica rafforza la sicurezza interna e apre opportunità di applicazione difensive, confermando l’esigenza di test e diffusione su ampia scala delle tecnologie di rilevamento basate sulla rete cellulare consentite dall’industria europea.

droni: risposta coordinata e squadra di intervento rapido

La terza area di intervento si concentra sul supporto degli Stati membri nel porre in atto risposte coordinate, tra cui la nomina di coordinatori nazionali, il dispiegamento di sistemi antidrone tramite appalti congiunti e lo sviluppo di capacità software europee sovrane per uso civile e militare. è auspicabile anche la strutturazione di squadre di reazione rapida pronte a intervenire, per garantire interventi tempestivi in situazioni di necessità.

droni: cooperazione internazionale e strumenti europei

La cooperazione con l’ucraina è posta al centro del piano, che prevede anche opportunità di collaborazione con altri partner con interessi comuni in materia di sicurezza. una forte cooperazione tra l’ue e la nato resta cruciale per l’attuazione rapida delle misure proposte, sostenute dall’uso dello strumento di difesa dell’ue e dal rafforzamento delle capacità di droni e sistemi antidrone.

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