Pelletteria fiorentina in crisi: urgente un tavolo operativo e sostegno per le piccole imprese
Il distretto della pelletteria fiorentino-Scandicci rimane un punto nodale del lusso internazionale, pur attraversando una fase di maggiore fragilità. L’esito del tavolo metropolitano convocato dalla Città Metropolitana di Firenze segnala un miglioramento nell’ultimo trimestre rispetto ai mesi più difficili, senza però mostrare segni concreti di una ripresa rapida o strutturale.
distretto pelletteria fiorentino: situazione recente
Il sistema moda regionale continua a impiegare una porzione significativa della forza lavoro manifatturiera toscana, superando un terzo degli addetti, ma contribuisce a poco più del 5% della ricchezza prodotta in regione. Questo significa che la produzione è molto intensa, ma la remunerazione resta contenuta per chi opera sul territorio, con una quota di valore che resta difficile da trattenere all’interno del ciclo produttivo.
Secondo l’analisi presentata da Simone Balducci, presidente CNA Federmoda Firenze, la remunerazione del lavoro non è proporzionale al valore generato, compromettendo la sostenibilità complessiva del sistema. La dinamica economica del comparto richiede interventi mirati per valorizzare il lavoro e stabilizzare gli investimenti.
Lo studio realizzato da CNA Toscana insieme a Fondazione Opera e Università di Firenze, pubblicato nel 2023, già evidenziava questo aspetto: la quota di prezzo destinata agli operatori resta insufficiente rispetto ai costi sostenuti.
Espandendo lo sguardo sull’occupazione, i dati evidenziano che le dinamiche degli ammortizzatori sociali restano una componente importante. Da gennaio a novembre 2025, Ebret segnala 129 aziende artigiane in cassa integrazione, coinvolgendo 1.247 lavoratori per un costo superiore a 1,8 milioni di euro. Rispetto al 2024 si registra un calo generale (-34% di aziende, -32% di lavoratori, -54% di spesa), ma il dato resta indicativo di uno stato di stallo piuttosto che di ripresa.
Nel contesto della Città Metropolitana di Firenze, Movimprese–Infocamere rileva che nel 2025 le aziende artigiane attive nella pelletteria ammontano a 2.180, con una contrazione del 5% rispetto all’anno precedente. Le cessazioni raggiungono 273, pari a un incremento annuale del 14%, a indicare tensioni strutturali persistenti nel tessuto imprenditoriale.
In particolare, la situazione resta critica se si considera che la maggior parte delle aziende artigiane della pelletteria toscana è concentrata nell’area fiorentina, dove si concentra il Polo del lusso regionale.
Per quanto riguarda le proposte di rilancio, si ribadisce la necessità di rafforzare l’autonomia industriale del comparto. Interventi concreti dovrebbero favorire produzioni in conto proprio, con linee e marchi propri, o almeno modelli misti che aumentino la leva contrattuale e la resilienza economica.
Un ulteriore asse di intervento riguarda la diversificazione della clientela: espansione verso mercati internazionali e collaborazione con marchi emergenti, oltrepassando la dipendenza dalle grandi griffes del lusso, per ampliare il portafoglio clienti e ridurre la dipendenza da una singola tipologia di domanda.
Infine, il tavolo metropolitano è stato indicato come strumento chiave per decisioni operative: occorre trasformarlo in una sede operativa in cui la platea degli attori si ampli e si assumano impegni concreti, integrando imprese, sindacati, grandi marchi, istituzioni e enti formativi in un’unica cornice di azione.
Nominativi principali presenti nella fonte:
- Simone Balducci, presidente CNA Federmoda Firenze


